Zoff rassicura: «Ho parato anche questa»

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Colpito da encefalite virale, l’ex portiere ora fatica a camminare

«È un uomo forte, uno abituato a non arrendersi mai», così la Juventus ha definito Dino Zoff. E la società bianconera ha ragione: l’ex portiere, infatti, non si è arreso nemmeno alla grave infezione che lo ha colpito circa un mese fa. Tutto è cominciato con una banale influenza, poi la diagnosi della mielite post-virale, una infiammazione del midollo spinale. «Ho avuto delle complicanze, ma ora sto abbastanza bene, diciamo che finora ho parato anche questa», ci scherza anche su Zoff, pure con Matteo Renzi, che lo ha chiamato ieri pomeriggio prima preoccupato e poi sollevato di trovarlo in discrete condizioni. Quando poi lo ha chiamato Carlo Tavecchio, il presidente della FIGC, Zoff era già dal fisioterapista.

LA RIPRESA – Il peggio è passato: Zoff sta meglio e non è in pericolo di vita, ma ha passato momenti drammatici. Si temeva che l’infezione avesse provocato danni cerebrali, visto che il campione del mondo 1982 faticava a ricordare il suo passato e a riconoscere i parenti più stretti, poi la lenta ripresa. In un mese Zoff ha recuperato gran parte della lucidità persa e i medici si aspettano ulteriori progressi. Zoff non riesce ancora a coordinare bene le articolazioni, ma i progressi evidenziati in poche settimane fanno ben sperare.

GLI AMICI – Chi lo ha seguito costantemente è stato anche l’amico Giovanni Malagò, il presidente del Coni, che, come riportato da La Gazzetta Sportiva, ha dichiarato: «Conosco la situazione sin dal primo giorno e l’ho seguita costantemente. La prima cosa che mi sento di dire è che voglio tranquillizzare tutti: siamo assolutamente in via di miglioramento. Lo sport italiano è al suo fianco e lo aspetta per riabbracciarlo». Come riportato dal Corriere dello Sport, altri uomini sportivi gli sono stati silenziosamente accanto nelle ultime cinque settimane, come diversi uomini di calcio della vecchia Lazio di Cragnotti.