Lucescu: «Non ho bloccato io Witsel alla Juventus»

155
lucescu witsel zenit
© foto www.imagephotoagency.it

Mircea Lucescu non vuole essere messo in mezzo. L’allenatore dello Zenit dice che non è colpa sua se il trasferimento di Axel Witsel alla Juventus è saltato

Mircea Lucescu non ci sta, non vuole essere additato come colui che non ha fatto andare Axel Witsel alla Juventus. Il tecnico dello Zenit San Pietroburgo è finito nel mirino perché prima avrebbe rivelato a Max Allegri di una cessione di Witsel in corso, poi avrebbe bloccato il belga in mancanza di sostituti adeguati. «Non è vero che ho bloccato Witsel, che tutti dicano così mi fa stare male» è quanto ammette il mister dei russi, consapevole che sul mercato può solo chiedere ma non prendere decisioni definitive. Lo Zenit non si era preoccupato di trovare un sostituto perché a un certo punto Witsel sembrava vicino a restare e andare a scadenza, ma poi è cambiato tutto nel giro di pochi giorni.

LUCESCU SU WITSEL E JUVENTUS – Lucescu fa chiarezza dunque: il sostituto lo aveva trovato e non era Samaris del Benfica. Ha provato a prendere questo giocatore ma il club a cui lo ha richiesto ha chiesto un prezzo altissimo. Ergo: «Penso sia più facile scaricare le responsabilità su di me, però in realtà sono mancati i tempi per portare a termine un’operazione del genere. La Juventus non doveva ridursi a prendere Witsel così in extremis». A Lucescu interessava Rodrigo Bentancur ma il tempo a disposizione per prenderlo era risicato e non c’è stato niente da fare. L’allenatore romeno però nella chiacchierata con Tuttosport non esclude un affare a breve: «Witsel alla Juventus a gennaio è probabile ma la Vecchia Signora deve muoversi per tempo con l’offerta giusta».

Gianmarco Lotti
Giornalista sportivo toscano vivente, amante del calcio come cultura. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón.
Condividi
Articolo precedente
verrattiPellè si confessa: «Non ho più tirato rigori»
Prossimo articolo
pescara bizzarriPescara: Diakité o Bergessio, c’è ancora tempo