Sampdoria, Bruno Fernandes: «La squadra c’è, a Firenze per provare a vincere»

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© foto www.imagephotoagency.it

Il trequartista della Sampdoria parla in vista della gara contro la Fiorentina di domenica in Serie A

Bruno Fernandes parla del suo momento e della prima parte di stagione con la Sampdoria: «La vittoria con l’Inter è stata importante. Servivano i tre punti e serviva dare continuità al lavoro che stiamo facendo. Personalmente è un bel momento, cerco di sfruttare le occasioni che mi vengono concesse e di fare il meglio possibile. Non mi sento un titolare: siamo tutti importanti, abbiamo un grande gruppo e tutti ci faremo trovare pronti ogni volta che saremo chiamati in causa» le parole del trequartista a Premium Sport Hd.

FUORI CASA – Per la Sampdoria solo una vittoria e un pareggio nelle sei trasferte in Serie A affrontate: «Al di là delle sconfitte e dei pareggi la squadra c’è sempre stata e il gioco pure Potevamo avere più punti, è vero, anche per situazioni sfortunate o per errori non nostri, ma dobbiamo guardare avanti e adesso andremo a Firenze per provare a vincere. Il “Franchi” è un campo difficile, la Fiorentina gioca molto bene, è una delle squadre con più possesso palla e ha giocatori bravi nell’uno contro uno».

NAZIONALE Bruno Fernandes è il capitano del Portogallo Under 21, sognando la Nazionale maggiore: «Sono arrivato alla Samp in ritardo per le Olimpiadi, una competizione che volevo giocare perché ci tenevo a rappresentare il mio Paese. Sono sempre stato a disposizione e ho fatto del mio meglio per entrare in squadra. La nazionale maggiore? È il sogno di ogni bambino, io sogno ancora e continuerò a farlo fino a quando ci sarà l’opportunità. Rui Costa? È uno dei giocatori che ho seguito di più, per l’età che avevo quando giocava e per i paragoni che hanno fatto con lui quando sono arrivato in Italia. Credo siano esagerati: lui ha fatto la storia di Benfica, Fiorentina e Milan; io devo fare ancora tanta strada».

RUOLO – «Io mi trovo bene in ogni ruolo, ho bisogno del campo per stare bene. Esterno, trequartista, mezzala, mediano basso: ho fatto un po’ di tutto, ma sono la concentrazione e l’atteggiamento a fare la differenza, la testa che ci si mette nel ricoprire questa o quella posizione. Mi trovo bene da trequartista, credo che il modo in cui giochiamo ora sia il migliore per me. Il ballottaggio con Alvarez? È sempre uno stimolo, Ricky è un grandissimo giocatore, un amico, ho un bellissimo rapporto con lui: siamo in due per una maglia. Potremmo anche giocare insieme, ma tocca al mister fare le scelte».

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