Thiago Motta: «Verratti è il presente di questa nazionale»

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Thiago Motta, nell’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, nel giorno dell’amichevole tra Italia e Germania ha parlato di nazionale, Verratti, Balotelli e futuro con il Psg

Questa sera a San Siro non sarà in campo nell’amichevole tra Italia e Germania, ma per Thiago Motta – centrocampista italo-brasiliano che ha vestito la maglia azzurra per trenta volte, la partita contro i tedeschi rievoca ricordi piacevoli. Proprio contro la Germania, infatti, il giocatore del Paris Saint Germain esordì nel 2011, con l’allora commissario tecnico Cesare Prandelli: «L’emozione dell’esordio a Dortmund – si legge nell’intervista in edicola questa mattina su La Gazzetta dello Sportl’inizio di una grande avventura che mi ha concesso il privilegio di rappresentare il mio Paese a due Europei e a un Mondiale. Il mio ciclo però è arrivato a scadenza naturale. Fa bene Ventura a puntare sui giovani per Russia 2018».

VERRATTI – Tra i tanti giovani c’è anche Marco Verratti, compagno di Thigo Motta al Paris Saint Germain: «Verratti non è solo il futuro, ma pure il presente della Nazionale. Non ce ne sono del suo livello in Italia e può vedersela alla pari con i campioni tedeschi, anche se in azzurro magari gioca in un ruolo diverso. Lo vedo più maturo, come uomo. Marco deve solo credere nel suo destino di top player».

BALOTELLI – Un altro che in Francia sta facendo molto bene, anche se con la maglia del Nizza, è Mario Balotelli, compagno di Motta prima all’Inter e poi in Nazionale: «Mario a Nizza ha trovato l’ambiente giusto. Non è al top fisicamente, ma ha tempo anche per diventare di nuovo decisivo. Per essere utile all’Italia dovrà anche essere più un uomo di squadra, aderire al gruppo, pure se non dovesse giocare. Anche perché Belotti e Immobile il posto in attacco se lo sono sudato».

CONTRATTO – Infine un commento sulla possibilità del rinnovo con il club parigino. Il procuratore dell’italo-brasiliano Alessandro Canovi ha annunciato che andrà a scadenza a fine stagione: «Il Psg è come fosse casa mia e in queste cinque stagioni ho sempre dato tutto per vincere e contribuire alla crescita del progetto. Per questo credo che sarà il mio ultimo anno a Parigi da giocatore».

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