L’Atalanta torna se stessa: a Liverpool un capolavoro “gasperiniano”

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© foto www.imagephotoagency.it

Atalanta di nuovo sugli scudi dopo la spettacolare impresa di Anfield: Gasperini ha tramortito il Liverpool con tutte le armi tattiche proprie del suo calcio

Il tracollo casalingo dell’Atalanta contro il Liverpool aveva preoccupato molto Gasperini. L’allenatore di Grugliasco disse che la sua squadra stava perdendo quell’intensità che la contraddistingueva, tant’è che pensava addirittura di fare qualche modifica. Si trattavano di parole piuttosto pesanti, considerando che l’ambizioso modo di difendere della Dea (ossia, con marcature a uomo a tutto campo) è forse il principale marchio di fabbrica della squadra, che in questi anni ha consentito un recupero molto alto del pallone.

Ovviamente, per essere efficaci con questi principi è necessaria un’intensità fuori dal comune da parte di tutta la squadra. Basta perdere un duello individuale ed essere leggermente in ritardo nelle marcature per creare grossi scompensi. Ciò è avvenuto nello 0-5, dove Mané e Jota avevano potuto seminare il panico in campo aperto.

Proprio per questo, lo storico trionfo di Liverpool è così importante: non solo per il risultato in sé, bensì per la modalità con cui è arrivato. L’Atalanta ha vinto ad Anfield giocando da Atalanta, con gli stessi identici principi che abbiamo visto in questi anni, senza snaturarsi.

Il pressing a uomo della Dea ha seriamente messo in difficoltà la costruzione dei Reds, che per larghi tratti della partita ha faticato a risalire ed a servire quindi le punte in profondità. Gasperini ha fatto scelte coraggiose, con i quinti (Gosens e Hateboer) che si alzavano molto per andare sui terzini quando questi ricevevano palla. Gomez e Ilicic si occupavano dei difensori centrali, mentre Freuler, Pessina e De Roon marcavano la mediana dei Reds.

Gasperini cercava la parità numerica, non ha adottato un atteggiamento più rinunciatario per coprire meglio gli spazi. Tutto questo ha pagato molto: la Dea ha recuperato tanti palloni nella trequarti avversaria, che hanno generato ripartenze corte molto pericolose. Di solito è il pressing del Liverpool che stronca i rivali, mentre ad Anfield è successo l’esatto contrario.

Una delle occasioni più nette del primo tempo, nata da un bel recupero di Gosens su Neco. Da notare i 3 centrocampisti dell’Atalanta che marcano a uomo quelli del Liverpool. I Reds non avevano mai soluzioni di passaggi.

Da sottolineare anche le grandi prestazioni di Djimsiti e Romero, che accorciavano molto bene su Salah e Origi quando il Liverpool lanciava su di loro: 4 intercetti a testa, record del match.

Insomma, l’Atalanta ha vinto ad Anfield nel modo più “gasperiniano” possibile. Oltre a rendere più probabile il passaggio agli ottavi di Champions, questo successo può dare più sicurezze a una squadra che proveniva da un momento complicato.