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Bonucci: «Europeo rinviato? Mi è dispiaciuto molto. Giusto che il calcio riparta»

Redazione CalcioNews24

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Leonardo Bonucci ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport: queste le parole del difensore bianconero

Leonardo Bonucci ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Queste le parole del difensore bianconero sul calcio durante il lockdown e sull’Europeo rinviato.

CALCIO DURANTE IL LOCKDOWN – «Io ho fatto le prime due settimane completamente a riposo. Per la positività di Rugani siamo stati costretti all’inattività totale. Dopo ho iniziato in casa un percorso di ricostruzione della forma fisica. Ma era difficile, perché non c’era un obiettivo al quale traguardare un programma. Ogni settimana col preparatore cercavamo di fare la cosa più giusta, ma navigavamo a vista. La Juve ci è stata vicina. Comunque sono riuscito ad arrivare al 18 maggio in forma fisica accettabile. A casa ti alleni sul tapis roulant, la cyclette… Attrezzi per noi, di solito, quasi sconosciuti».

CALCIO IN TV – «Se l’ho guardato? Zero. Sapevo che mi avrebbe fatto più male. Hanno trasmesso moltissime partite, ma ho resistito. Non sapendo quando il confinamento sarebbe finito, quando saremmo tornati in campo, mi sarei inflitto una pena ulteriore. Ho ceduto solo di fronte a un programma di Sky sulla Juve degli 8 scudetti. Da allora è cresciuta la smania: volevo tornare a giocare. Ora ci siamo. Stiamo tornando».

DYBALA RUGANI E MATUIDI POSITIVI – «Se ci siamo spaventati? Io no, sono stato sempre bene. Mai un sintomo. Ma molti compagni erano preoccupati. Abbiamo fatto i test e ci siamo rassicurati. Ora, con la curva dei contagi che scende, bisogna solo essere responsabili e attenersi alle regole essenziali che ci hanno assegnato»

RIPARTENZA CALCIO – «Penso sia stato giusto riprendere, il calcio, specie in Italia, è importante. Certo, ci mancheranno i tifosi. Entrare in uno stadio pieno, sentire le reazioni dei tifosi è tutt’altra cosa dall’atmosfera lunare di una gara a spalti vuoti, con un silenzio assurdo. Ma per gli italiani anche solo vedere in tv la propria squadra del cuore può dare sollievo, può trasferirti la sensazione che presto si ritornerà a vivere una vita normale».

INFORTUNI – «Il rischio c’è. Siamo atleti non abituati a fare una pausa così lunga, a spezzare a metà la stagione, a dover ripartire come fossimo di nuovo in ritiro precampionato. Non è mai successo. Quando ci fermiamo, d’estate, abbiamo un obiettivo, delle date in base a cui programmiamo la nostra preparazione. Siamo stai fermi 70 giorni, non uno. E da ora dovremo giocare tre volte a settimana. I rischi sono evidentemente alti. Ma cosa potevamo fare?».

EUROPEO RINVIATO – «Mi è dispiaciuto molto. Ma sono fiducioso. È il mio carattere… Siamo una Nazionale giovane, che deve fare esperienza. Ai nuovi un anno in più di partite internazionali darà molto, in termini di consapevolezza. E, per noi più esperti, questo tempo ci rafforzerà nella convinzione di avere una squadra davvero forte. Ci aspettano 14 mesi di fuoco, di calcio senza soste. Con Mancini la Nazionale ha trovato un’identità forte. Non si erano mai ottenuti i numeri raggiunti in questo periodo. C’è fiducia ed entusiasmo, attorno a questa Italia. Faremo qualcosa di importante».

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