Brescia, Cellino sbotta: «La Serie A non è solo Juventus e Inter»

© foto www.imagephotoagency.it

Massimo Cellino ha parlato a “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento, del caos in Serie A dopo i rinvii dell’ultima giornata

Massimo Cellino, presidente del Brescia, ha parlato a “La Politica nel Pallone” in onda su Gr Parlamento. Queste le parole del numero uno delle Rondinelle riportate da Fcinternews.

PORTE CHIUSE – «Ad oggi l’unica soluzione per andare avanti è giocare a porte chiuse. Tutti guardano ai propri interessi, chi ha squalificati, chi ha diffidati, chi ha giocatori non in forma, ma se tutti pensiamo ai nostri problemi, con malizia, il problema vero non si affronta. E allora o c’è un problema nazionale o ci stiamo prendendo in giro. Quello che è successo è mortificante, l’unica soluzione per limitare i danni è far recuperare nel prossimo fine settimana le sei partite rinviate, far slittare il campionato di una giornata seguendo l’ordine del calendario e recuperare a maggio»

JUVE INTER – «Ho cercato di limitare i danni ma la frittata era stata fatta. Era stato deciso di giocare a porte chiuse e invece, dieci ore prima, tutte le partite sono state annullate. Ma il problema era solo Juve-Inter. Quello che mi mortifica è che ci sono 20 società e non due; se si continua a lavorare per due società il problema è serissimo. Mi è stato detto che non potevamo trasmettere Juve-Inter a porte chiuse a livello mondiale perché avremmo dato il messaggio che l’Italia ha un problema. Ma se il problema c’è, è inutile nasconderlo, se non c’è che si giochi a porte aperte. Andrea Agnelli ha detto che era pronto a giocare domenica a porte chiuse. Il problema nasce da una visione distorta dell’Italia che si dava all’estero ma la gara di Europa League dell’Inter si era già giocata a porte chiuse. E questa è la soluzione di minor danno sperando che si trovi una soluzione al virus quanto prima. E’ brutto per entrambe le squadre giocare a porte chiuse ma è il male minore. Campionato falsato? Se non si gioca a porte chiuse rischia di esserlo»