Un Conte sereno per un’Inter nuova: così il tecnico ha cambiato il suo stile

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Le prime tre giornate di Serie A hanno detto due cose sull’Inter 2020/2021: la difesa è da sistemare. Antonio Conte si è trasformato

Dissipate le nubi estive post finale di Europa League, l’Inter è ripartita sotto il segno di Antonio Conte. Il tecnico è rimasto alla guida del club nerazzurro dopo un lungo vertice con Zhang, Marotta e Ausilio andato in scena il 25 agosto a “Villa Bellini”. Quella data ha fatto da spartiacque all’Inter che era e a quella che sarà.

Dopo un mese esatto da quel faccia a faccia, Beppe Marotta e Antonio Conte hanno parlato in conferenza stampa per presentare la nuova stagione. Dai primi minuti di quell’incontro con i media si è capito subito una cosa: il vento sarebbe cambiato. I duri sfoghi del tecnico nerazzurro (quello post-Bergamo dopo un secondo posto conquistato e quello dopo la finale di Europa League persa contro il Siviglia) sono sembrati lontani anni luce, parzialmente cancellati del mea culpa recitato davanti alla stampa. Il tecnico è apparso molto più sereno, grazie al fatto che la squadra sarebbe stata plasmata a sua immagine e somiglianza.

Ma, si sa, un indizio non costituisce una prova. Il Conte sereno e tranquillo sia in campo che sui social poteva fungere da maschera, pronta a essere tolta al primo passo falso della sua squadra. Passo falso che è arrivato domenica pomeriggio nella sfida contro la Lazio terminata 1-1 nonostante la superiorità numerica per larghi tratti del match e le occasioni create. Dopo il triplice fischio giornalisti e tifosi temevano di assistere ad un altro dei classici sfoghi del tecnico nerazzurro, deciso a puntare il dito contro la società o il mercato. Ebbene così non è stato. Il Conte che ha parlato nel post partita era un lontano parente di quello della passata stagione. Sorrisi, parole dolci, ottimismo: tutte cose che mai avremmo visto l’anno scorso dopo un pareggio.

Solo il tempo (e i risultati dell’Inter) potrà dirci se il Conte attuale è sincero e cambiato. Certo è che nel patto di Villa Bellini qualcosa è cambiato, non solo all’interno della società ma anche all’interno del tecnico nerazzurro.