De Fanti: «Caso TPO, Cellino innocente. Vedo Mancini c. t.»

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Scandalo TPO in Inghilterra: il c. t. della nazionale Allardyce perde il posto, ma altri nomi importanti potrebbero venire presto coinvolti. L’ex d. s. del Sunderland e procuratore italiano Roberto De Fanti commenta l’accaduto ed assolve Massimo Cellino, pure lui tirato dentro. Sul possibile nuovo allenatore della selezione inglese: «Mancini ideale»

Sam Allardyce si è già giocato il posto da commissario tecnico e l’Inghilterra discute, fino al prossimo nome. Lo scandalo TPO (Third Party Ownership, il nome che le federazioni hanno dato a fondi e società di vario tipo che detengono porzioni dei cartellini dei giocatori) investe il mondo del calcio, ma è tutto già noto da anni: se infatti, da regolamento, i TPO sono banditi, esistono comunque varie possibilità di aggirare le norme. Come? A spiegarlo sarebbero stati proprio vari manager, come documentato di recente dal Daily Telegraph: finti faccendieri indonesiani hanno finto di volersi introdurre nel sistema calcio inglese e qualcuno c’è cascato. A destare scalpore, tra i tanti, proprio Allardyce, nominato poco più di un mese c. t. della selezione inglese, che, dietro promessa di pagamento, ha spiegato come aggirare i regolamenti, gli stessi regolamenti emanati dalla federazione che lo stipendiava… L’ex allenatore del Sunderland è stato costretto a dimettersi, ma probabilmente qualche altra testa salterà. Tra i nomi tirati in mezzo anche quello di un italiano: il presidente del Leeds United, ex Cagliari, Massimo Cellino. Per comprendere l’accaduto abbiamo fatto due chiacchiere con Roberto De Fanti, procuratore italiano da anni attivo in Inghilterra ed ex direttore generale proprio del Sunderland: uno degli operatori di mercato del nostro Paese che meglio conosce le logiche del calcio anglosassone e le personalità che vi girano intorno…

Ciao Roberto. Prima di tutto, in due parole, come spiegheresti ciò che è accaduto?
«Lo scandalo è nato prima di tutto perché in Inghilterra, dal 2009, i TPO sono stati banditi a partire dalle questioni legate ai tesseramenti di Carlos Tevez e Javier Mascherano (ad opera di un fondo gestito a suo tempo da Kia Joorabchian, ndr) al West Ham di qualche anno fa. Il Telegraph ha fatto del giornalismo investigativo, i suoi giornalisti si sono spacciati per un fondo asiatico che detiene la proprietà dei giocatori. La colpa di Allardyce è stato quella di accettare soldi per spiegare l’aggiramento della regola del TPO, una regola che è stata sancita dalla stessa federazione che lo ha assunto come allenatore della nazionale! All’interno della registrazione lui ha anche spiegato di avere già aggirato il regolamento con il tesseramento di Enner Valencia (ai tempi del West Ham, ndr). Di fatto, a questo punto, penso che le dimissioni di Allardyce fossero dovute e più dignitose di un licenziamento certo»

Dimissioni solo di facciata, dunque? 
«Sicuramente: la federazione lo avrebbe licenziato al cento per cento, ma è stato più dignitoso avendo lo stesso Allardyce  compreso la gravità di ciò che aveva detto, tant’è che lui stesso si è definito “foolish”, ovvero stupido, per aver dichiarato quelle cose. Tanto Lo avrebbero sollevato dall’incarico ugualmente visto l’imbarazzo internazionale creatosi…»

Nella stessa registrazione lui ha anche attaccato il predecessore Roy Hodgson…
«Se uno dovesse registrare tutte le chiamate private che le persone effettuano, ne sentiremmo di tutti i colori. Per me Allardyce è stato un po’ superficiale: ha dato dei giudizi che rimangono, ma che sono personali. A ciò in Inghilterra hanno dato meno peso: la gravità della faccenda sta nel fatto che lo scopo del Telegraph fosse quello di comprendere se nel mondo del calcio inglese ci fossero club o manager corrotti che avrebbero accettato giocatori da fondi privati ed il c. t. della nazionale inglese in persona ha spiegato come funziona»

Cioè, tecnicamente, come?
«A me onestamente non è mai capitato di interfacciarmi con situazioni del genere, né da direttore, né tanto meno da agente, quindi non saprei. Di sicuro emerge un dato di fatto: i manager in Inghilterra sono diversi dai classici allenatori del resto d’Europa: sono direttori sportivi che siedono in panchina, si occupano di mercato e parlano di trattative ed acquisizioni. Questa è una differenza importante tra l’Inghilterra ed il resto del Continente»

Qual è stata la reazione del pubblico inglese allo scandalo? 
«Di sconcerto, perché parliamo dell’allenatore della loro nazionale, che è rimasto però in carica una sola partita. Credo sia stato l’incarico più breve della storia del calcio inglese…»

Cellino, in tutta questa storia, cosa c’entra?
«È stato buttato nel calderone in maniera del tutto errata. Massimo è stato preso di punta da quando ha comprato il Leeds, ma le sue parole sono state registrate senza essere veramente ascoltate: lui tecnicamente ha detto che non voleva aggirare le regole e che l’unico modo per entrare nel mondo del calcio è quello acquistare un club o diventarne azionista. Non ha mai dichiarato di voler introdurre giocatori di proprietà dei TPO nel suo club, tant’è che qualche giorno dopo anche la stampa inglese ha fatto un passo indietro»

Pensi che Allardyce abbia chiuso con il calcio inglese?
«Allardyce non è più giovanissimo ed ha subito un brutto colpo, ma è un allenatore che ha fatto moltissimo per il calcio inglese portando a salvezze miracolose molte squadre. Credo che molti club arriveranno a pensare che quanto successo sia stato un incidente di percorso»

Un candidato per la sua sostituzione? 
«La federazione inglese è stata molto colpita e tra i coinvolti si dice possano esserci alcuni dei candidati alla successione di Allardyce. Potrebbero tenere Gareth Southgate (c. t. della nazionale inglese Under 20 ed attuale c. t. ad interim) se fa bene o magari cercare altrove»

Hai un favorito? 
«Roberto Mancini sarebbe un profilo perfetto per la nazionale inglese: è un grande allenatore che ha già vinto in Inghilterra con un club importante, di grande levatura internazionale, dotato di personalità e carisma ed un ironia che agli inglesi non dispiace… Dovendo fare una scelta tra gli inglesi, invece, azzarderei il nome di Eddie Howe del Bournemouth, anche se in genere si pensa che i c. t. debbano avere maggiore esperienza»