Dal 9-1 a Iuliano-Ronaldo: così è nato il Derby d’Italia – VIDEO

Grande rivalità tra Juventus e Inter. Ecco come è nato il derby d’Italia, la sfida delle sfide del calcio italiano

Juventus e Inter, amici mai. Basterebbe la frase di Antonello Venditti per catalogare le sfide tra bianconeri e nerazzurri. I rapporti tra i due club sono stati buoni fino agli anni ’60. La sfida tra juventini e interisti viene definita quella del ‘Derby d’Italia‘ grazie all’azzeccata definizione di un maestro del giornalismo come Gianni Brera che nel 1967 coniò questa definizione per descrivere la sfida che vedeva le due squadre che avevano più Scudetti di tutti ed erano governate da due famiglie storiche del capitalismo italiano, gli Agnelli e i Moratti.

Già nel ’61 un grande scontro con la famosa vittoria dei bianconeri per 9-1. Domenica 16 aprile 1961 va in scena Juve-Inter. Troppa gente al Comunale, le tribune non riescono a contenere la gente che si piazza anche a bordo campo (qualcuno, si narra, anche sulla panchina dell’Inter). La sfida si gioca fino al 31′, poi l’arbitro decide di interromperla. Da regolamento, l’Inter avrebbe dovuto vincere a tavolino. E così è fino al 3 giugno, vigilia dell’ultima giornata di campionato. L’allora presidente della Lega, Umberto Agnelli, patron anche della Juventus, decide di far rigiocare la gara accogliendo il ricorso bianconero. L’Inter non ci sta e per protesta manda in campo la De Martino, ovvero la Primavera. La Juve vincerà 9-1. Il gol nerazzurro sarà segnato da un giovanissimo Sandro Mazzola, al debutto assoluto con l’Inter.

La nuova apoteosi si raggiungerà poi verso la fine degli anni ’90 con lo scontro in area tra Iuliano e Ronaldo: l’arbitro Ceccarini non assegnò il rigore e sull’azione seguente diede un calcio di rigore alla Juventus, poi fallito da Del Piero (la Juve prima della sfida aveva un punto di vantaggio sull’Inter e mancavano 4 giornate alla fine del campionato). Poi il 5 maggio 2002 con la vittoria del campionato della Juve grazie al ‘suicidio’ interista con la Lazio. E infine Calciopoli. Storia dei giorni nostri.