Fusco: «E’ colpa mia se Pecchia non ha potuto lavorare bene»

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© foto Francesco Grigolini - Fotoexpress

Il ds del Verona si assume le responsabilità dell’inizio poco esaltante della squadra. «Contro il Benevento la nostra partita più importante».

Filippo Fusco fa mea culpa per un inizio di stagione difficile da parte dell’Hellas Verona. Intervenendo  in diretta al Gialloblù Live su Telenuovo, il direttore sportivo scaligero analizza l’avvio di stagione difficile e delinea la via da seguire per raggiungere la salvezza.

«L’obiettivo finale è alla nostra portata. Tutte le componenti dovranno rimanere unite e compatte per raggiungerlo. A Torino abbiamo fatto una buona prestazione, nella difficoltà si è vista una reazione importante della squadra».

 

«Per creare un gruppo forte c’è sempre bisogno di tempo. L’anno scorso Pecchia ha potuto lavorare in ritiro con una squadra molto vicina a quella definitiva. Quest’anno, anche per colpa mia, questo non è stato possibile. Siamo partiti in ritardo, ma ci stiamo riprendendo bene».

«Prendiamo ad esempio Kean: lo abbiamo chiesto in maggio. E’ arrivato il 31 agosto, nell’ultimo giorno di mercato. Non sono riuscito a darlo a Pecchia prima, è una mia responsabilità. La nostra è una squadra giovane, c’è bisogno sempre di tempo per trovare i giusti meccanismi».

La peggiore partita dell’inizio di stagione? Fusco non ha dubbi. «Il vero grande neo di questo inizio è stata la partita con la Fiorentina. L’abbiamo completamente sbagliata e non siamo riusciti a reagire dopo essere andati sotto. Le sconfitte con Lazio e Roma ci possono stare. Con il Napoli, che è di un altro pianeta, abbiamo fatto il possibile. Contro il Torino abbiamo fatto capire a tutti che questo Verona può lottare».

Alla ripresa del campionato il primo vero scontro diretto in casa per il Verona, al Bentegodi infatti arriva il Benevento. «E’ la partita più importante fino ad ora. Dovremo fare tutto per vincere, qualità, carattere e agonismo. Dobbiamo vincere, non so in che modo ma dobbiamo cercare di prendere i tre punti. Se poi giochiamo bene è anche meglio».