La Repubblica certa: Juventus, Mandzukic stavolta è davvero stufo

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Juventus: Mandzukic stufo dei sacrifici. Così l’attaccante croato quest’anno ha chiesto di rinunciare alla posizione di esterno che gli aveva ritagliato Allegri per tornare a coprire il proprio ruolo di punta…

L’ago della bilancia del 4-2-3-1 la scorsa stagione fu proprio lui: Mario Mandzukic infatti è stato l’uomo che permise a Massimiliano Allegri di imprimere la svolta tattica che portò alla finale di Champions League di Cardiff. Grazie al suo sacrificio in posizione esterna arretrata, la Juventus per mesi ha giocato sicura di avere sempre un uomo in copertura sulla fascia, in attacco come in difesa. Quest’anno però qualcosa è inevitabilmente cambiato: Mandzukic ha iniziato a correre meno (appena poco più di 11mila kilometri nei primi mesi di stagione), tanto da obbligare Allegri a cambiare nuovamente il proprio gioco. Contro il Barcellona quest’anno l’attaccante croato è addirittura finito in panchina (praticamente mai successo con Allegri), prima di tornare titolare da punta grazie al turn-over o al recente infortunio occorso a Gonzalo Higuain. Mandzukic insomma, che l’anno scorso per la primissima volta nella sua carriera non è andato in doppia cifra in quanto a gol segnati (e questa la dice lunga sul suo sacrificio), è tornato a coprire il ruolo per cui era stato acquistato, il suo ruolo: quello di prima punta…

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Tutto previsto? Non proprio secondo La Repubblica, che riporta stamane, sulla falsa riga di quanto già riportato ieri da altre testate, di un certo malcontento nello spogliatoio bianconero. Mandzukic per primo si sarebbe ribellato alla posizione in campo che Allegri gli aveva attribuito: il croato di sicuro ha un carattere per nulla facile (al Bayern Monaco litigò con Pep Guardiola, al Wolfsburg con Felix Magath, il sergente di ferro del calcio tedesco che ebbe a dire: «Non riuscirò mai a domare Mario») ed è uno senza peli sulla lingua. Quest’anno si è convinto di voler tornare a far la punta: per questo ha allentato un po’ la presa, si è concentrato di più sulla propria nazionale e di fatto ha obbligato Allegri a rivedere i propri piani tattici, complice anche l’ultimo stop di Higuain. Una vicenda quella dell’attaccante croato che ricorda molto quella di Samuel Eto’o all’Inter, costretto da José Mourinho nell’anno del Triplete a snaturarsi in posizione di esterno con compiti difensivi e tornato a fare la punta quando il portoghese andò via. Sacrifici, ma fino a un certo punto.