Juventus – Napoli: Rog and roll, ma Milik stona

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I 90 minuti di Juventus – Napoli hanno regalato tanti temi di discussione: dalle potenzialità di Marko Rog ad un Arkadiusz Milik non pervenuto, passando per una direzione di gara alquanto discutibile

Per una volta Juventus – Napoli non è stata soltanto la sfida di Gonzalo Higuain, o meglio, anche del Pipita visto che è andato a rete per la seconda volta consecutiva contro il suo vecchio amore. Mentre all’altra estremità del campo c’era un Milik controfigura del bomber che aveva convinto tutti ad inizio stagione: 7 gol e 1 assist in 9 presenze ufficiali con la casacca azzurra, prima di rompersi il legamento crociato del ginocchio sinistro nel corso di Polonia – Danimarca. Il suo ritorno in tempo per la doppia sfida contro il Real Madrid sembrava un miraggio e, invece, l’ex punta dell’Ajax ci è riuscito, bruciando i tempi di recupero previsti. Tutto bello, tutto giusto. Almeno fino a ieri, quando Sarri lo schiera dal 1’ contro la Juventus: 61 minuti in campo che denotano il suo ritardo di condizione, come ovvio che sia, cancellato dal campo dal tridente difensivo bianconero contraddistinto da grande fisicità e cattiveria calcistica. Sì, direte, e il gol di Callejon da chi nasce? Proprio da Milik che sveste i suoi panni per vestire quelli di Dries Mertens: il centravanti gioca per la prima volta con i compagni, sviluppando il dialogo con Lorenzo Insigne che porta poi al gol dello spagnolo. La mancanza del brevilineo belga si è sentita eccome in mezzo al campo, sia per il canovaccio tattico che la squadra napoletana ripeteva ormai a memoria che per le sue attitudini personali. Mertens, da falso nueve, gioca spesso spalle alla porta, dando ad Hamsik e Insigne la possibilità di palleggiare nello stretto con lui, così come sa incidere in fase di definizione della manovra, grazie a passaggi calibrati e visione periferica perfetti per mandare in porta il compagno di turno. Col senno di poi, al diavolo il turn over e Mertens in campo da titolare, forse anche col senno di prima, cogliendo come cambia il Napoli con Dries al centro dell’attacco.

Juventus – Napoli: si accende la stella di Rog allo Juventus Stadium

La questione centravanti non è stata l’unica però che Juventus – Napoli ci ha lasciato in eredità. Questa semifinale di Coppa Italia farà discutere ancora, in negativo, per la direzione di gara, e, in positivo, per la prestazione eccellente offerta dal giovane centrocampista Marko Rog. L’interpretazione arbitrale di Valeri non troverà mai un punto comune tra le parti, il calcio non è esattamente lo sport in cui si riconoscono maggiormente gli errori commessi. E l’ausilio della tecnologia assume le sembianze del Messia arrivato per espiare i nostri peccati calcistici. Invece il gioiellino croato, nella notte dello Juventus Stadium, ha messo tutti d’accordo: qualità e quantità al servizio della squadra. L’inizio è stato veemente, Marko ha messo in luce le sue doti in fase di pressing e in intercettazione grazie alla forza nelle gambe e alla perseveranza che contraddistinguono il suo gioco. Meno palleggiatore dei compagni di reparto, questo sì, ma senz’altro capace di strappi in mezzo al campo partendo palla al piede e dribblando nello stretto. Sorprende per la personalità con cui sta in campo, tenta la conclusione dal limite dell’area e nel finale dimostra di possedere anche gioco lungo con uno splendido cambio gioco, sulla destra, per Insigne. Se fosse diventato cantante, non avrebbe potuto scegliere altro genere che il rock and roll: forza delle sonorità e accentuazione ritmica, come lui in campo, no?