La rivolta degli ultras: Zagabria contro il ‘tiranno’ Mamic

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Protesta a San Siro: ecco il perché dell’ira dei ‘BBB’

CROAZIA ITALIA EURO 2016 – La premessa è d’obbligo: nessuna forma di violenza può nè deve essere giustificata. Ma quella di domenica sera a San Siro non può essere considerata tale. Facciamo un passo indietro: minuto 70 del match tra Italia e Croazia, valido per le qualificazioni ad Euro 2016. Dal settore ospiti, occupato dai supporters balcanici, parte un fitto lancio di fumogeni, che costringe l’arbitro Kuipers a sospendere il gioco per diversi minuti.

LE MOTIVAZIONI – Per quanto censurabile, la protesta del popolo croato ha una sua ragion d’essere. Anzitutto, il lancio di petardi e fumogeni parte dalla cosiddetta ‘BBB’, i ‘Bad Blue Boys Zagreb’, ossia i sostenitori della Dinamo Zagabria. Il motivo? È ben raffigurato nella maglietta esposta da uno degli ultras durante il match.

FIGURA CONTROVERSA – Si tratta di Zdravko Mamic, nato nel ’59 a Bjelovar, a capo della Dinamo Zagabria dal lontano 2003. Una figura controversa, oggi l’uomo più potente del calcio croato. Come sia arrivato là in alto, però, non è chiaro: molti, in patria, lo paragonano a Roman Abramovich. Entrambi potenti e vincenti, ma molto discussi. Già, perché di aneddoti su Mamic non ne mancano: è stato arrestato per insulti razzisti al ministro dello sport croato, il serbo Zelko Jovanovic, – «Un serbo non può essere a capo dell’organizzazione più importante del paese, è un insulto all’intelligenza croata» il Mamic pensiero -, per poi essere immediatamente rilasciato e assolto. Destino? Fortuna? Non proprio. È stato sospeso per diverse settimane da dirigente della Dinamo per aver assalito un membro della Federcalcio croata, e, più recentemente, ha ammesso di aver truccato diverse partite. Ricordate Dinamo Zagabria – Lione terminata 1-7? Una delle tante, insomma. Stranamente, però, al crescere delle malefatte, la posizione di Mamic si è ulteriormente rafforzata. E non solo all’interno del suo club, la Dinamo, ma, più genere, nell’ambito del calcio croato. Un esempio? La gestione dei cartelini dei più importanti giocatori croati. E in questo ‘movimento’ rientra anche il figlio, Mario: i talenti più importanti in prospettiva sono invitati ad abbandonare i propri procuratori, passando sotto il controllo di Mario Mamic. La cui prima mossa è quella di far firmare loro un contratto particolare, in base al quale si stabilisce che il 25% del loro stipendio per il resto della carriera spetterà proprio all’agente. È successo a Luka Modric, ad Eduardo, a Corluka e molti altri ancora. Non a Niko Kranjcar, che si rifiutò di cambiare procuratore e, nel 2005, fu ceduto all’Hajduk Spalato.

RAPPORTO AI MINIMI TERMINI – Ed il rapporto tra Mamic e il tifo organizzato della Dinamo è pessimo.  Dal 2005/06 ad oggi, dagli 11.156 spettatori di media si è arrivati a 4.457. Un calo difficilmente giustificabile alla luce dei risultati ottenuti dal club sul campo: la squadra ha sempre ottenuto la vittoria del campionato a fine stagione. Il problema, però, è che il numero uno della Dinamo ha da sempre considerato gli ultras un ostacolo a quello che è il suo piano di crescita – a livello economico, ovviamente – della società. E per questo, alle prime contestazioni ha risposto usando il pugno duro: introducendo, per esempio, il sistema di diffide promosso dal club, che va ad integrare quello già esistente all’interno della Federazione. Di fatto, Mamic ha compilato una vera e propria ‘blacklist’, che vieta a oltre duemila supporters della Dinamo di seguire la squadra sia in casa che in trasferta. L’apice di questo rapporto di odio è stato toccato lo scorso 18 ottobre: due dei ‘BBB’ sono stati uccisi durante un agguato. Gli ultras, tramite un comunicato, hanno accusato Mamic di essere il mandante del duplice omicidio. Quella di San Siro, dunque, va interpretata come una protesta ‘pacifica’ degli ultras della Dinamo, di fatto vittime dei soprusi del potente Mamic. E insieme a loro, in questa particolare battaglia, gli ‘acerrimi nemici’ di Spalato: Mamic, infatti, sta cercando, grazie all’appoggio di Davor Suker, di ‘privatizzare’ il monopolio della Nazionale, ripetendo, in sostanza, quanto già fatto con la Dinamo. Si annunciano giorni difficili, però, prossimamente: i filmati rischiano di escluderli per qualche anno dalle trasferte al seguito della Nazionale. Dove, guarda caso, Mamic sta scalando posizioni su posizioni.