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Manzini: «Senza Lotito la Lazio sarebbe sparita. Il 26 maggio…»

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stadio lazio lotito

Maurizio Manzini, team manager e grande tifoso della Lazio, ha parlato della sua passione per i colori biancocelesti, di Lotito e degli anni di Cragnotti. Le ultimissime notizie

Maurizio Manzini, laziale da una vita, è il team manager della Lazio ma è anche un grande tifoso biancoceleste. Nato nella Capitale nel 1940, è arrivato alla Lazio, in vesti ufficiale, nel 1988 ma è un collaboratore dei biancocelesti dal 1971. Inizialmente Direttore delle vendite della compagnia aerea American Express per l’Italia centrale, intervenne a titolo gratuito per risolvere alcuni problemi di organizzazione all’interno della società e dal 1988 è diventato team manager del club. Manzini ha parlato del passato ma non solo ai microfoni de “Il Tempo“: «Ricordo molto bene il primo giorno alla Lazio, dopo non ho dormito. Ho passato la giornata al vecchio campo di Tordi Quinto, lì c’era la grande Lazio di Maestrelli: tutto inizio da lì. La squadra di Maestrelli e Chinaglia era fantascientifica, pazza, imprevedibile, una storia bellissima. Dentro quello spogliatoio accadeva di tutto, soltanto un grande uomo come Maestrelli poteva portare a termine un’impresa simile. La squadra del -9? Se siamo a grandi livelli lo dobbiamo a loro e soprattutto a Fiorini: un boato come quello che c’è stato al suo gol con il Vicenza all’Olimpico, non s’è mai più sentito. Cragnotti? Cambiò la dimensione del club, abbiamo vinto tanto ma non dimenticherò mai il 26 maggio del 2013, il giorno della vittoria nella finale di Coppa Italia contro la Roma. Lotito? Potete criticarlo quanto volete ma senza di lui la Lazio sarebbe sparita e a differenza di De Laurentis e Della Valle, il presidente non ha fatto fallire la società».