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Mihajlovic cittadino onorario di Bologna: «In lista con Verdi e Garibaldi»

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Bologna

Sinisa Mihajlovic ha parlato durante la consegna della cittadinanza onoraria di Bologna: le dichiarazioni del tecnico serbo

Sinisa Mihajlovic ha parlato durante la consegna della cittadinanza onoraria di Bologna. Le dichiarazioni del tecnico serbo raccolte da tuttomercatoweb.com.

CITTADINO ONORARIO DI BOLOGNA – «Mi sono permesso di scrivere una cosa per non scordarmi di nessuno, vista l’emozione. Sono onorato e commosso, questo riconoscimento è straordinario, unico, soprattutto perché viene da una città come Bologna, piena di storia e lo dimostra la sua università, una delle più antiche del mondo. Il livello di sapere in questa città è altissimo e non deve sorprendere che abbia sempre uno dei primi posti per la qualità della vita. La forza del sapere ti aiuta a gestire anche i momenti meno belli, come accade a me nel mio lavoro. Ho dato un’occhiata a chi ha ricevuto questo riconoscimento prima di me ed è davvero incredibile che il mio nome possa entrare nella stessa lista di veri campioni, come Garibaldi, Verdi».

MALATTIA – «Il destino ha voluto che la mia malattia si manifestasse qui a Bologna e non può e non deve sorprendere, come conseguenza a quello che ho detto prima su questa città, che Bologna abbia anche i migliori centri oncologici e di ricerca. Sono stato fortunato ad essere qui come è stata fortunata Bologna ad avermi nel 2019, anno in cui ho salvato insieme al mio staff la squadra, che ha poi chiuso il campionato al decimo posto. Il mio staff e i giocatori erano un gruppo fantastico di grandi professionisti. Non abbiate alcuna vergogna se nella vostra vita vi trovate a gestire un momento poco bello, farà parte di voi: la vita non si vive in assenza di problemi, ma si vive nonostante i problemi. La malattia è il lato notturno della vita, potrei dire una doppia cittadinanza. Tutti noi nasciamo di una doppia cittadinanza, una in salute e una in malattia e tutti preferiamo usare il primo passaporto. Questa per me nella vita è la seconda cittadinanza onoraria, perché sono cittadino onorario anche di Novi Sad. A proposito delle cose essenziali della vita questo riconoscimento lo dedico alla mia famiglia, a mia moglie, al personale sanitario, ai miei amici, al Bologna Calcio nella figura del presidente e dell’AD Fenucci, al mio staff e alla mia squadra, e lo dedico infine alla città di Bologna tutta, agli sportivi e non, perché la loro vicinanza in quei momenti si è fatta sentire così forte da darmi la forza di affrontare quei momenti così difficili».