Milan, Inzaghi: “Ad Atene il momento più alto della mia carriera”

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Un tempo Filippo Inzaghi le finali di Champions le giocava, e le decideva, ora è costretto a guardarle da casa e quest’anno vedrà  i cugini dell’Inter contendersi la coppa dalle grandi orecchie: “Parliamoci chiaro, l’Inter è più forte del Bayern e ha un super Milito che può essere decisivo. Sappiamo tutti però che in una partita unica può accadere l’imprevedibile, però giudicherei sorprendente un successo dei tedeschi. Che sono comunque, tradizionalmente, un osso assai duro da rodere. Ricordo la finale del 1997 persa dalla Juventus strafavorita con il Borussia Dortmund a Monaco per 3-1. Io arrivai un mese dopo in bianconero anche per tentare di ribaltare l’anno dopo quell’epilogo amaro. E invece perdemmo ancora in finale, per 1-0 ad Amsterdam con un Real tutt’altro che galattico, e io non finalizzai un paio di buone possibilita”, ricorda. Inzaghi ritiene comunque l’Inter la favorita per la vittoria della finale di sabato: “Mi sembra che negli anni, e soprattutto con il lavoro di Mourinho in questa stagione abbia fatto un salto di qualità : non è facile amministrare i cali di forma in stagioni così lunghe e le prove convincenti fornite soprattutto nelle ultime trasferte in Champions hanno fatto crescere l’autostima in un gruppo collaudato e con forti personalità “. Tra i tanti nerazzurri ce n’è uno che ammira più degli altri, Diego Milito: “In effetti è un giocatore che come me ha fatto una lunga gavetta. Capita anche a giocatori di grande talento di dover incontrare l’occasione giusta per esplodere. E per l’argentino l’arrivo all’Inter è stato il momento tanto atteso in carriera. Ha le caratteristiche giuste per il gioco in contropiede, ha ottima tecnica, è rapido di gamba ma soprattutto di testa, come me gioca molto sul filo del fuorigioco. Fra l’altro viene da una stagione in cui ha segnato tanto, ha siglato reti decisive per lo scudetto e per la conquista della Coppa Italia. Ha la piena fiducia della squadra, ha trovato un’ottima intesa con Etòo, riceve palloni invitanti da Snejider. Sì penso che possa essere uno dei papabili a segnare un gol che può decidere la Champions”. Tre anni fa fu il grande protagonista della finale di Atene, dove la sua doppietta permise di battere il Liverpool: “Sì, è stato il momento più alto della mia carriera: un successo memorabile, irripetibile forse visti i miei quasi 37 anni. Il primo gol fu una deviazione su una punizione di Pirlo, il secondo l’ho segnato superando il portiere su un passaggio di Kakà , sul filo del fuorigioco. Una gioia incredibile, la più viva tra le centinaia di gol segnati con Juve, Milan e nazionale”, le parole rilasciate all’ANSA.