Moratti e la sferzata a Thohir: «Pensava che all’Inter fosse più semplice»

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Moratti riceve il Premio Rosa Camuna insieme a Berlusconi: è l’occasione giusta per rievocare la rivalità che fu tra Inter e Milan e spiegare il passaggio (breve) di Thohir in nerazzurro

A Massimo Moratti e Silvio Berlusconi quest’anno è andato il Premio Rosa Camuna da parte della Regione Lombardia. Un premio al passato, un omaggio alla carriera, per due presidenti pensionati che ormai guardano alle rispettive ex squadra, Inter e Milan, finite entrambe nelle mani dei cinesi, con interesse ma pure con un po’ di nostalgia portami via. Salito sul palco dopo Berlusconi (qui le sue parole: Berlusconi: «Troppo dolore la cessione del Milan»), Moratti ha parlato ovviamente dei suoi anni alla guida della squadra nerazzurra: anni ruggenti, ormai un ricordo opaco vista la crisi che ha inghiottito le due milanesi. «Essere stato il presidente dell’Inter per me è stato un privilegio, dall’altra parte c’è stata una persona, Berlusconi, che aveva coraggio e voglia di fare – l’esordio morattiano – . Prima di prendere i nerazzurri chiamai Berlusconi per chiedergli a lui quanto costava il Milan. Lui mi disse una cifra, io pensavo avesse esagerato… invece poi aveva ragione. A Silvio sono rimasto affezionato, lo vedevo uno con le mie stesse paure, ma pure con lo stesso senso del dovere. Alcune volte pensi “Ma chi me l’ha fatto fare?”, ma quando sei lì non ti pesa».

Moratti: «Thohir pensava che l’Inter fosse più facile»

Alla fine però, peso o non penso, sia Moratti che Berlusconi sono stati costretti a cedere la plancia di comando ai cinesi. Questione di soldi, ovviamente, perché l’ex presidente nerazzurro non lo può di certo nascondere… «Non è un caso che ci siano i cinesi di mezzi, perché loro hanno un progetto statale per quanto riguarda il calcio. Poi hanno un mercato immenso e non c’è lotta con nessuno, nessuno può competere con loro in Europa, a parte i russi – spiega Moratti – . Quando vuoi mantenere la competitività di una società devi trovare uno con quella forza lì… Inizialmente ho trovato Erick Thohir, che aveva le caratteristiche giuste secondo me, ma pure lui si aspettava, come me all’inizio, che fosse meno complicato. Forse è più difficile una società di calcio che un’industria… Adesso dobbiamo augurarci la continuità per Inter e Milan, la cosa importante, poi alla fine il pubblico si abitua a tutto».

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