Napoli, perché è Jorginho la chiave tra Sarri e De Laurentiis

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Napoli, ore caldissime per il futuro della gestione tecnica: la trattativa tra il presidente Aurelio De Laurentiis e l’allenatore Maurizio Sarri è entrata nel vivo. Con il nome di Jorginho…

Si tratta con ogni probabilità delle ore cruciali per il futuro del Napoli, inteso nella sua veste tecnica: la prima scelta del presidente Aurelio De Laurentiis continua ad essere l’attuale allenatore Maurizio Sarri, nonostante la rilevanza delle alternative contattate. Ogni riferimento a Carlo Ancelotti non è puramente casuale. L’incontro di ieri, tenutosi nei pressi del centro sportivo di Castelvolturno, nell’abitazione dello stesso Sarri, ha avuto un carattere interlocutorio: le parti si sono riavvicinate in termini di rapporti personali, ma il banco della trattativa è ancora aperto. Non tanto sul tema dell’ingaggio che andrebbe a percepire il tecnico, il quale con i bonus andrebbe a centrare i quattro milioni di euro stagionali, quanto invece sulle modalità del progetto futuro e sulle reali motivazioni nel proseguire insieme. L’analisi del futuro è passata da alcuni nomi imprescindibili nell’idera di calcio perseguita da Maurizio Sarri: quello di Jorginho ha in tal senso un posto consolidato.

Jorginho per Sarri

La mente. E potremmo anche andare avanti nella trattazione senza dilungarci ulteriormente: Sarri ha consegnato le chiavi del suo Napoli a Jorginho ed il regista italo-brasiliano ha ripagato con prestazioni di livello, in crescendo dal primo all’ultimo dei tre anni di sarrismo, abile ad abbinare sempre più efficacemente la fase difensiva a quella offensiva, la costruzione alla fase di non possesso. Jorginho si è specializzato nel puzzle di Sarri e ne è divenuto l’ideatore, il gestore dei tempi e degli umori, l’uomo da cercare. Quello con cui mettere in banca il pallone. L’ex Verona ha rappresentato in tutto e per tutto l’idea alla base del Napoli, la ricerca del risultato condizionata al livello del gioco, alla qualità della prestazione: trovare un sostituto all’altezza in organico, nonostante il livello altissimo di Diawara, è risultato impossibile. Non per mancanze altrui, lo ribadiamo, quanto per la continuità di cui il titolare – Jorginho, appunto – ha goduto e grazie al quale ha affinato i meccanismi. Subentrare, nella macchina perfetta di Sarri, rappresenta un limite per definizione. E se vogliamo, a fronte dello spettacolo offerto, può incarnare quello che è a tutti gli effetti un ostacolo sulla strada delle rotazioni che una grande squadra dovrebbe effettuare per restare competitiva sui vari ambiti della sua stagione.

Jorginho, futuro lontano da Napoli?

Oggi ha parlato il suo procuratore aprendo a differenti scenari di calciomercato: Jorginho è cercato da diverse squadre di Premier League, su tutte il Manchester City del suo estimatore Pep Guardiola, ragion per cui – come affermato dal suo entourage – non sarebbe affatto complesso trovare un accordo di natura economica. Il budget dei club inglesi è ben più solido rispetto alle potenzialità dei corrispettivi italiani. Ovviamente, per il buon esito di una trattativa occorre l’accordo delle tre parti in causa: manca quello del Napoli. O meglio: siamo certi manchi quello del Napoli? Ricordiamo i parametri dell’affare: Aurelio De Laurentiis, nel gennaio del 2014, pagò dieci milioni di euro al Verona per garantirsene le prestazioni. Era la parentesi Benitez: da allora un crescendo continuo che ha giocoforza fatto lievitare il valore del calciatore. In altre parole: dovesse giungere sul tavolo del presidente partenopeo un’offerta intorno ai 45-50 milioni di euro, la plusvalenza sarebbe clamorosa. E difficile da non esercitare: l’idea potrebbe essere quella di andare a cercare altrove un sostituto di comprovato valore, nonché di dare maggiore fiducia ad un Diawara che finalmente sarebbe in rampa di lancio. Più agevole muoversi su questo capitolo che non su quello – ad esempio – del difensore centrale: un altro Koulibaly non c’è in organico né è agevolmente reperibile sul mercato.

Sarri-De Laurentiis, dov’è la quadra?

Difficile comporre il puzzle definitivo: da parte sua Sarri pretenderebbe la conferma degli uomini più rappresentativi del suo progetto. Senza essere costretto a scegliere tra l’uno o l’altro. Consideriamo anche le caratteristiche di un allenatore che ha ampiamente dimostrato di non amare il cambiamento: immaginiamo debba attuarlo in un comparto chiave della sua creatura, ossia il regista. La mente. Né tantomeno sacrificherebbe il difensore centrale che mezza Europa gradirebbe. Dall’altra parte ci sono le logiche di mercato e di bilancio: una plusvalenza così sostanziosa andrebbe a fornire fonti vitali per le operazioni in entrata, necessarie a rinnovare – rinfrescare? – un organico ancora nel pieno delle sue forze ma bisognoso di alternative ulteriori. Insomma non è detto che l’ottica sia la stessa: un nuovo staff tecnico sarebbe ovviamente meno legato all’attuale rosa e potrebbe dare l’ok ad alcune mosse indispensabili per strutturare ulteriormente un roster di già comprovato valore. Novantuno punti – qualora il Napoli dovesse battere il Crotone nell’epilogo della Serie A 2017-18 – non si fanno per caso. Jorginho al centro del Napoli, ancor più di quanto si sia visto in campo per quattro anni e mezzo: il suo futuro può decidere quello di Sarri e di conseguenza quello del Napoli, che in caso di addio del tecnico toscano si ritroverebbe a ripartire da una nuova gestione, con colpi di scena che in tal caso si nasconderebbero dietro l’angolo.