Nel Mondiale degli assenti il protagonista sarà  Jabulani?

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Iniziamo l’articolo con una doverosa premessa: Jabulani non è il nuovo bomber pronto a far sognare la tifoseria della Spagna o di qualche nazione sudamericana ai Mondiali, nè un trequartista dai quali partiranno assist al bacio per Torres e Villa, ma è soltanto il nome del pallone ufficiale di Sudafrica2010. Rischia però, di diventarne l’assoluto protagonista.

L’aspetto grafico è assolutamente accattivante: undici i colori che compongono il pallone, ad identificare le undici lingue che si parlano in Sudafrica. I disegni neri sono invece una stilizzazione dello stadio di Johannesburg, sede della finale dei Mondiali.

I suoi fondatori parlano di resistenza ad usura, abrasione, strappo e lacerazione, oltre ad una grande capacità  di ammortizzazione e ad una flessibilità  ottimale alle basse temperature.

L’Adidas (il gigante tedesco produttore del Jabulani) tramite il portavoce Thomas Van Schaik dichiara : “Lo Jabulani risponde agli standard Fifa ed i test dell’Università  di Loughborough ne dimostrano l’estrema stabilità  e precisione…”.

Si dice sia perfetto anche sotto la pioggia, perchè in quelle condizioni si potranno apprezzare le meraviglie della tecnica “grip’n’grooves”, che è alla base dello Jabulani stesso.

Le scanalature inoltre, conferiscono alla sfera stabilità  in volo e il cosiddetto effetto “pelle d’oca”, che garantisce un ottimo controllo della sfera in ogni istante, mentre la perfetta sfericità  è data dagli otto elementi tridimensionali, saldati termicamente fra loro attorno alla carcassa interna.

Questa è la voce degli ideatori del nuovo pallone, ma cosa ne pensano invece i calciatori?

Raramente si è assistito ad una maggioranza quasi assoluta, nel criticare una pallone, con attaccanti e portieri schierati dalla stessa parte!

Riportiamo virgolettati i commenti di alcuni di loro.

Buffon (il più duro in assoluto nelle critiche): “Pallone indecente, è uno scandalo. Traiettorie non sicure, problema non solo per i portieri. Ora basta, finirà  che ci fermiamo. Tutta la mole di organizzatori non si è resa conto di un problema così oggettivo”.
Julio Cesar: “E’ pessimo, sembra una palla da supermercato”.

Casillas: “Sembra un pallone da spiaggia, è triste che un Mondiale abbia un pallone così”.
Pazzini: “E’ un disastro anche per noi attaccanti, arriva un cross, tu lo battezzi di testa, poi il pallone si sposta di mezzo metro e lo lisci”.

Impietoso anche Gilardino: “Sono palloni proprio brutti”.
Muslera: “La peggiore sfera con cui io abbia mai giocato.Ã? Si muove molto, devi aspettare i suoi movimenti prima di tuffarti, e per giunta, è molto difficile da controllare”.
Melo: “Non gli piace essere presa a calci, reagisce maleÃ?».
Anche nell’ambiente dei calciatori però, l’Adidas ha combattuto le critiche mettendo in gioco fuoriclasse del calibro di Kakà , Messi, Cristiano Ronaldo, Baptista, che in vari spot pubblicitari decantano le lodi dello Jabulani. Ma viene il dubbio che siano difese giustificabili appunto, da ricchi contratti pubblicitari.

E non è mica finita qui! Del Vuvuzela ne vogliamo parlare?

Vuvuzela è la tromba da stadio già  utilizzata nell’ultima Confederation Cup, quando risultava più fragorosa della voce del telecronista di turno. La tromba sudafricana però oltre a deconcentrare pesantemente i giocatori, disturberà  i tifosi (anche quelli davanti allla tv), provocando uno spiacevolissimo inquinamento acustico.

Insomma i Mondiali, ormai alle porte, sembrano avere tutti i presupposti per regalare uno spettacolo “indimenticabile”, sia dentro, che fuori dal campo.