Pagina 1218 – Calcio News 24

Agroppi, addio all’ex bandiera del Torino: il comunicato del club granata per la scomparsa

Agroppi, è venuto a mancare l’ex bandiera del Torino, il club granata ricorda uno dei giocatori più importanti e simbolici della sua storia, il comunicato

Lutto nel mondo del Torino: è venuto a mancare quest’oggi Aldo Agroppi. Calciatore prima, allenatore poi, lega la sua carriera in maniera preponderante al club calcistico piemontese. All’ombra della Mole il nativo di Piombino ha infatti inanellato ben otto stagioni, confezionando oltre 200 presenze in maglia granata tra Serie A e Coppe.

Apprezzato opinionista sportivo dopo il ritiro, era ora ricoverato nella sua citta natale. Si è spento questa mattina all’età di ottanta anni ai margini di una breve malattia. Puntuale è arrivato il ricordo del Torino che sui propri canali ufficiali ha diramato un comunicato – firmato anche dal patron Urbano Cairo – per omaggiare la sua scomparsa. Vediamo dunque la nota da Via Viotti, la redazione di Calcionews24 si unisce nel ricordo.

AGROPPI, IL COMUNICATO DEL TORINO – «Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, profondamente commossi per la triste notizia, sono vicini con affetto alla famiglia Agroppi nel ricordo di Aldo Agroppi, uno dei calciatori più iconici e maggiormente amati dai tifosi nella storia del Toro. Mai banale, dentro e fuori dal campo, debuttò in granata il 15 ottobre 1967 in Torino-Sampdoria. Come disse lui: “Il giorno più bello e allo stesso tempo più brutto della mia vita perché proprio dopo l’esordio in Serie A quella sera ci fu il tragico incidente con la morte di Gigi Meroni”.

Nel Toro dal 1967 al 1975, è uno dei simboli del tremendismo granata. Nel suo palmarès due Coppe Italia e, a livello personale, anche la soddisfazione di 5 presenze in Nazionale. Tra i suoi rimpianti quello di aver lasciato il Toro proprio l’anno prima dello scudetto del 1976. Terminata la carriera di calciatore ha allenato, tra le altre, Pisa, Fiorentina, Como e Ascoli.

Nel mondo del calcio si è distinto anche come apprezzato commentatore sportivo così come si sono rivelati di successo alcuni suoi libri. Alla famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti i parenti il profondo cordoglio e l’abbraccio del mondo granata».

Torino, ufficiale il rinnovo di Vagnati: il comunicato

Il Torino ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Davide Vagnati nel ruolo di direttore sportivo del club granata. Tutti i dettagli

Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, il Torino ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Davide Vagnati fino al 2027 nel ruolo di direttore sportivo.

COMUNICATO UFFICIALE – «Il Torino Football Club è lieto di comunicare di aver rinnovato il contratto del Direttore sportivo Davide Vagnati, Responsabile dell’Area Tecnica, fino al 30 giugno 2027. Sempre Forza Toro!».

Claudio Ranieri: «Pellegrini è come me, un romano atipico, i tifosi devono aiutarlo. Sul mercato sarei felice con 2-3 innesti. Ho sempre vinto i derby, stavolta credo che…»

Le parole di Claudio Ranieri, allenatore della Roma, sul momento dei giallorossi in vista del derby contro la Lazio. Tutti i dettagli

La mano di Claudio Ranieri si sta già vedendo nella Roma. Qualche risultato importante è arrivato e il tecnico ha ricompattato l’ambiente. Ecco la sua fotografia del presente e i progetti relativi al futuro, espressi a La Gazzetta dello Sport.

BILANCIO DEL 2024 – «Il bilancio è positivo, salvare il Cagliari è stato bello, lì c’è un popolo che brama per restare in A. Poi pensavo di aver smesso, di viaggiare con la famiglia. E invece è arrivata la Roma. Quando subentri c’è sempre un po’ di sbandamento, il morale dei giocatori non è a mille. Ho cercato di ridargli entusiasmo e sorriso, non servono despoti… Pian piano ci stiamo compattando: abbiamo fatto bene, ma non ancora come vorrei. La strada nel calcio è sempre in salita».
PISILLI E SVILAR IN ATTESA DI RINNOVO – «Da allenatore e da consigliere ho suggerito di mettersi d’accordo, di chiudere il prima possibile la questione. È bene che i ragazzi siano sereni e che sappiano che la società conta su di loro».
PELLEGRINI – «È la questione che mi sta più a cuore. Lorenzo è un ragazzo meraviglioso e un professionista esemplare. Ma è un romano atipico, non esterna le emozioni, in questo siamo simili. Resta però uno dei migliori centrocampisti italiani, lui e Lampard mi hanno segnato tanti gol. Ora deve rimettere il sorriso, ma serve anche l’aiuto dei tifosi. Invece sembra che oramai sia stato condannato, che il pollice per lui sia verso. Se si riprenderà? Non lo so, lo spero…».
IL MERCATO – «Dobbiamo valutare bene tutto. È un mercato difficilissimo, abbiamo delle idee, ma non tutti ti danno i giocatori. Con 2-3 innesti sarei felice».
HA VINTO 4 DERBY SU 4 – «È acqua passata, io guardo sempre al domani. E noi ora stiamo sotto 15 punti alla Lazio, questa è la realtà».
É STATO VICINO ALLA NAZIONALE – «Sì, c’è stato un momento. Albertini mi ha detto spesso: “Sei stato l’unico che mi ha detto di no”. E sapete perché? Perché di mezzo c’era sempre la Roma, che per me è una cosa speciale».

Fiorentina, fatta per la cessione di Martinez Quarta al River Plate: svelata la formula e le cifre

Le ultime sulla cessione di Martinez Quarta, difensore argentino della Fiorentina, al River Plate. Tutti i dettagli in merito all’operazione

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, la Fiorentina avrebbe raggiunto un accordo totale per il ritorno di Martinez Quarta al River Plate. Il club argentino pagherà infatti una cifra tra i 6 e i 7 milioni di euro in un’operazione a titolo definitivo.

Nella giornata di ieri il difensore ha già salutato tutti nell’allenamento aperto ai tifosi, non nascondendo le sue emozioni.

È morto Agroppi, lutto nel calcio per la bandiera del Torino

La notizia della morte di Aldo Agroppi, ex calciatore e bandiera del Torino tra gli anni ’60 e ’70. Tutti i dettagli in merito alla scomparsa

È morto oggi Aldo Agroppi, ex calciatore e bandiera del Torino. L’uomo, che aveva da poco compiuto 80 anni, era ricoverato da alcuni giorni nell’ospedale di Piombino, la sua città natale, dove ha perso la vita dopo una breve malattia.

Una figura che ha segnato indelebilmente la storia del calcio italiano, passando dal campo alla panchina e, negli ultimi anni, al ruolo di commentatore televisivo.

Sneijder: «Inter-Atalanta, Inzaghi ha un centrocampo europeo, Gasperini ha De Roon. De Vrij è un diamante, Dumfries è forte. Tifo anche Lazio per questo giocatore»

Le parole di Wesley Sneijder, ex centrocampista olandese dell’Inter, sulla semifinale di Supercoppa italiana contro l’Atalanta

Eroe del Triplete nel 2010, uno dei più grandi calciatori della storia d’Olanda, Wesley Sneijder è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole sulla prima semifinale di Supercoppa.

GASPERINI ALL’INTER – «È inutile ricordare quel periodo, è passato tanto tempo, concentriamoci sul presente. La sua Atalanta è l’avversaria più difficile da incontrare in questo momento, ma non è più una sorpresa. Se fino a qualche tempo fa potevi rimanere stupito nel vederla in alto, oggi è la normalità. Sono i campioni dell’Europa League, tutto il mondo si è accorto di loro, li studia. Questo significa che sai anche come giocano…».
LA CHIAVE DELL’ATALANTA – «Ha tanti giocatori offensivi fortissimi, ma io ti faccio il nome dell’olandese… De Roon è troppo sottovalutato, ma è il centrocampista che tutti vorrebbero avere perché dà equilibrio, ti aiuta se commetti un errore, e sa pure segnare. Ma a centrocampo l’Inter non può avere paura, ha quasi il meglio che ci sia in giro».
IL CENTROCAMPO DI INZAGHI – «Tutta la formazione vale le migliori squadre della Champions, nessuno può dire il contrario… A centrocampo la squadra gioca in velocità, sa inserirsi e tirare. Gestisce i momenti, che per me è la cosa più importante nel calcio. I meccanismi migliorano anno dopo anno: quando riceve palla, oggi Calhanoglu è come una guida di alta montagna, sa a occhi chiusi dove sono i compagni. Mentre Barella e Mkhitaryan giocano più con gli esterni. Poi, quando qualcuno cala, dentro Frattesi e Zielinski».
GLI OLANDESI IN CAMPO – «De Vrij è un diamante, va conservato. È tornato ai suoi livelli, non fa mai polemica, è intelligente. Suona pure il piano! Peccato non ci sia più io, altrimenti poteva nascere un bel duetto: io sono bravo a cantare…Sono contento del rinnovo di Dumfries, una certezza per l’Inter. È il classico giocatore che fa meglio quando sulla sua fascia arriva un avversario forte. Questo significa personalità oltreché qualità».
IL BIS SCUDETTO – «Lo spero, è ovvio che tifi per l’Inter in campionato, anche se guardo un po’ anche la Lazio…Per il “mio” Tijjani Noslin: è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. Ha iniziato nella mia squadra, il DHSC, e sta continuando a crescere. L’ho rivisto prima della sua partita con l’Ajax, gli ho detto che deve diventare più costante. La sua storia è emozionante e deve essere un esempio per i ragazzi: mai abbandonare un sogno, fate tutti come Tijjani».

«Supercoppa, sarà una competizione calda». L’analisi di Paolo Condò: «Ibrahimovic ha fatto bene a chiedere scusa. E adesso il Milan vive un paradosso favorevole»

Le parole di Paolo Condò, noto giornalista, sulla Supercoppa italiana che vedrà protagoniste Atalanta, Inter, Juve e Milan

«Se il tè nel deserto è l’ideale per abbassare la temperatura corporea, questa Supercoppa ambientata nello stesso scenario promette invece di aumentarla»: è questo l’incipit di Paolo Condò, nuova firma del Corriere della Sera dopo un passato a La Gazzetta dello Sport e a La Repubblica. L’analisi del giornalista è dedicata allo stato di salute delle 4 partecipanti al primo trofeo della stagione, con una particolare accentuazione della squadra che in questo momento vive la situazione più delicata con il cambio d’allenatore, il Milan guidato da Sergio Conceiçao:

«É positivo che Ibrahimovic abbia abbandonato la postura dell’uomo-che-non-deve-chiedere-mai scusandosi con Paolo Fonseca e i tifosi per le modalità dell’ultima notte. Un segnale di maturità. Può sembrare un paradosso, ma per quello che è successo (e per ciò che lo aspetta dopo), il Milan è il club che arriva a Riad più leggero. E anche questo, come il tè, abbassa la temperatura».

Calciomercato Bologna, doppio obiettivo dall’Empoli: calciatori osservati, si cerca l’intesa

Le ultime sulle possibili mosse di calciomercato del Bologna, con due obiettivi dall’Empoli. Tutti i dettagli in merito alle trattative

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira su X, il Bologna avrebbe individuato ben due obiettivi di calciomercato dall’Empoli. I nomi sono quelli di Seba Goglichidze e Tino Anjorin.

Il primo è stato individuato come un profilo perfetto per sopperire all’eventuale addio di Lucumì o Beukema a giugno, mentre il centrocampista inglese viene visto come un buon talento di prospettiva su cui investire.

Calciomercato Monza, sogno Casadei: si tratta con il Chelsea, concorrenza agguerrita

Le ultime sul futuro di Cesare Casadei, centrocampista di proprietà del Chelsea, nel mirino del Monza per il calciomercato di gennaio

Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, il Monza avrebbe individuato in Cesare Casadei il grande obiettivo per il calciomercato di gennaio. I brianzoli starebbero infatti provando ad imbastire una trattativa con il Chelsea per un prestito fino al termine della stagione.

Da segnalare però la concorrenza del Torino e della Lazio, con Claudio Lotito che vorrebbe regalare un colpo a Marco Baroni per centrare l’obiettivo Champions League.

Inter Atalanta: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Al-Awwal ParkKing Saud Stadium andrà in scena la semifinale di Supercoppa italiana Inter Atalanta: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Al-Awwal Park di Riyad si giocherà la gara valevole per la semifinale di Supercoppa italiana tra Inter Atalanta. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Inzaghi.

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Bellanova, Ederson, De Roon, Zappacosta; Pasalic; De Ketelaere, Lookman. All. Gasperini.

Orario e dove vederla in tv

Inter Atalanta si gioca alle ore 20:00 di giovedì 2 gennaio per la semifinale di Supercoppa italiana. Verrà trasmessa in esclusiva in chiaro sul Canale 5 sul digitale terreste. La partita sarà visibile in streaming su Infinity e sul sito di Sportmediaset: per accedere basterà inserire le proprie credenziali o registrarsi.

Le prime pagine sportive nazionali – 2 gennaio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

1914, la tregua di Natale: quando il calcio fermò la guerra

La storia della tregua di Natale, quando il 24 e 25 dicembre del 1914 i soldati inglesi, francesi e tedeschi fermarono la guerra

O holy night, Silent night, all is calm, all is bright. Le prime strofe della versione inglese di Astro del Ciel rendono l’idea di cos’era quella notte del 24 dicembre 1914 sul fronte occidentale, una linea di migliaia di chilometri che tagliava il Belgio e la parte nordorientale della Francia. Dall’estate del 1914 soldati tedeschi da una parte e francesi e inglesi dall’altra, combattono ormai da mesi, per avanzare di poche centinaia di metri ad ogni offensiva. Il conflitto durerà ancora fino all’inverno del 1918, ma quella sera del 24 dicembre non lo sa ancora nessuno. La notte è silenziosa, tutto è calmo e luminoso.

La tregua di Natale è una delle vicende più incredibili della storia della Prima Guerra Mondiale: una tregua decisa dai soldati e dagli ufficiali dei tre eserciti e che prevede anche un pallone e una partita di calcio nella terra di nessuno.

Per tutto il giorno del 24 su tutto il fronte si era sparato poco. Nessuno aveva voglia di sparare alla vigilia. Ci avevano provato le suffragette inglesi a trovare un accordo, con una lettera indirizzata alle donne tedesche e austriache per fare pressioni sui governi per una tregua natalizia. Ci aveva provato Papa Benedetto XV, prima ancora di avere il coraggio di definirla un inutile strage, a convincere i governi a firmare per una tregua, per far tacere i cannoni. Nessuno aveva ascoltato. Eppure i soldati il 24 hanno sparato molto poco.

Con il buio una vedetta inglese vede illuminarsi, dalle parti di Ypres, la trincea tedesca. La trincea era pochi metri di terra scavata e rialzata a creare terrapieni. I soldati e gli ufficiali vivevano lì, in mezzo al fango, in attesa di un’avanzata di poche centinaia di metri nella terra di nessuno, scavalcando il filo spinato e sotto i colpi della mitraglia. Eppure quella sera non è il fuoco delle armi che illumina la trincea tedesca: sono decorazioni natalizie. Tutto è calmo e luminoso.

Uno dei capitani dell’esercito inglese, Bruce Bairnsfather, che prima della guerra era un umorista e un cartonista (insomma, un collega), descrisse come i tedeschi presero a mettere candele sul bordo delle loro trincee e su alcuni alberi nelle vicinanze, iniziando poi a cantare alcune tipiche canzoni natalizie; dall’altro lato del fronte, i britannici risposero iniziando anche loro a cantare. All is calm, all is bright.

Uscire fuori però, nella no man’s land era un altra faccenda. Esporsi al fuoco nemico? Il soldato Leslie Walkinton raccontò di aver visto i tedeschi agitare le mani. Nessuno spara, tutti si avvicinano nella terra di nessuno.

Iniziarono ad uscire da una parte e dall’altra, con gli ufficiali che avevano già capito: anche domani non si spara. Domani si fa la tregua. Sigarette, cioccolata, alcolici, giornali di varia nazionalità passavano dalle mani di nemici ad altri nemici. Alcuni tirano fuori rasoi e forbici e si mettono a ripulire barbe e capelli dei soldati, dopo mesi di fango e neve.

Ed è qui che entra in gioco il pallone. Chissà che tizio era la persona così ottimista da portarsi un pallone al fronte? Sicuramente qualcuno che sarebbe stato bello conoscere. Tutto quello che si sa è che era un soldato inglese. Se fosse poi sopravvissuto o no al conflitto, purtroppo, è impossibile da sapere. Sappiamo però che, nonostante la terra di nessuna fosse tutta fango e ghiaccio, con i cappotti si fanno le porte, si fanno le squadre e si gioca. Il calcio nella terra di nessuno, il pallone di cuoio al posto delle palle di cannone. La sera gli ufficiali richiamano i loro uomini. Sanno che quanto successo gli costerà caro. L’immagine dei soldati che fraternizzano con i nemici non piace ai capi di stato e ai consigli di guerra.

La tregua di Natale è stato un avvenimento di speranza e fratellanza che ridà fiducia nel genere umano, ma essendo noi delle strane bestie, non venne apprezzata dai contemporanei e di fatto fu la prima e ultima tregua spontanea del conflitto. Per evitare che la cosa si ripetesse i comandi degli eserciti iniziarono ad ordinare le azioni più pericolose e violente proprio nel periodo di natale, per impedire ai soldati di voler fraternizzare con i nemici.

Cento anni dopo la tregua, la UEFA, tramite i volti e le voci di campioni di ieri e oggi, ridiede parola a quei semplici eroi. Per più di un giorno, inseguendo un pallone e un gol, l’essere umano si è nobilitato sopra meschinità e morte. Grazie, chiunque sia stato, per aver portato il calcio in trincea: quando la notte era santa e silenziosa e tutto era calmo e luminoso.

Amami come Galeone ama Max Allegri: le più belle dichiarazioni d’amore dell’ex tecnico al suo protetto

Una raccolta delle parole d’amore più belle di Giovanni Galeone nei confronti di Massimiliano Allegri: una guida ai sentimenti

L’avvento dei social, il Covid e il lockdown: sono tante cose che hanno portato nel 2024 ad un’amara verità: siamo diventati una società individualista, cinica e cattiva, dove non c’è più spazio per l’amore… o quasi: perchè per fortuna c’è Galeone. L’ex tecnico del Pescara oggi è tornato a parlare e, come ha sempre fatto negli ultimi 14 anni – prima al Milan e poi alla Juve – ha sempre parlato del suo allievo più amato: Massimiliano Allegri. Il rapporto tra i due, allievo e maestro, ha raggiunto dei livelli di “Philia“, inteso nel termine greco che indica amicizia e amore che poche altre coppie nella storia hanno raggiunto.

Sempre pronto a correre in suo soccorso nei momenti difficili, a consigliarlo nel dubbio, nelle parole di Galeone per Max esce sempre quell’affetto puro e felice. Da quella prima intervista del 6 settembre 2010, in cui spiegava che «Senza Pirlo sarà un Milan spettacolare» fino ad oggi, cerchiamo di ricostruire la loro storia con le parole più dolci e belle di Giovanni per Massimiliano, o quanto meno gli ultimi mesi: perchè l’amore vero si vede nei momenti difficili (e poi con14 anni di interviste viene fuori Guerra e Pace).

LA TENEREZZA – «Mi ero ripromesso di non guardare più la Juve dopo la sconfitta contro il Napoli e tutti quei gol sbagliati. Ma nei giorni scorsi mi ha chiamato Max. E, siccome gli voglio bene, sabato ho visto la partita con il Milan soffiando dalla televisione per provare a spingere la palla in rete…» L’immagine di Galeone che soffia sulla televisione per spingere il pallone dentro la rete durante Juve-Milan è il simbolo della tenerezza che il tecnico prova per il suo allievo: la volontà di aiutarlo, l’ingenua speranza e il pensiero magico.

LA RABBIA – «Non ho visto la Juventus contro il Genoa e vi dico anche perché: ho sentito troppe critiche rivolte a Max dopo Napoli». 18 marzo, a La Gazzetta dello Sport, ecco che Galeone corre in soccorso di Max. Troppe critiche, tutte ingiuste. Un senso di rabbia quando qualcuno se la prende con una persona e noi cara.

GREEN FLAG E RED FLAG – «Il suo pregio è l’equilibrio e la tranquillità che mette nelle cose che fa. E’ sempre sereno, a volte sembra quasi che se fotta. Difetto? Deve ammettere che qualche volta può sbagliare nelle scelte. Critiche? Non è facile per lui, lo attaccano di brutto in questo momento». Sempre a marzo, questa volta a Tuttosport, Galeone torna a parlare facendo quello che fanno tutti gli innamorati. Innamorarsi significa accettare l’altra persona, riconoscendone pregi e difetti… e amare quei difetti!

SOLI CONTRO IL MONDO – «Sinceramente Max e io siamo abituati a parlare e confrontarci sui giocatori e sulle squadre, non parliamo mai di dirigenti»: 14 febbraio 2024, giorno di San Valentino. Una sensazione comune a molte coppie: di vedersi sole contro il mondo. In questa circostanza, vicina alla rabbia, Galeone risponde alle voci che vedevano Giuntoli – un primo arrivato – pronto a far saltare Max. Ma nel loro mondo non c’è spazio per questo: parlano di tutto e di niente, ma di sicuro non di dirigenti!

BUONI PROPOSITI – «Allegri è sempre stato bravo, altrimenti non avrebbe vinto cinque campionati di fila alla Juventus. L’allenatore conta più di tutto. Credo resterà alla Juventus ancora un anno, non ha tanta voglia di cambiare squadra. Forse a lui piacerebbe prendere il posto di Spalletti alla nazionale, ma deve aspettare». Gennaio, mese di buoni propositi: ecco la proiezione di Galeone, sulle speranze sul futuro di Max.

PENSIERO STUPENDO – «Scaramantico e geniale: con l’Inter vi sorprenderà… Conosco bene Max: è un estroso da sempre. Contro i nerazzurri non starà tutti dietro, sarebbe pericoloso. Max è dall’estate che è contento della squadra». Prima della sfida con l’Inter, il 23 novembre Galeone prevede l’esito dello scontro: allora la Juve sembrava pronta ad essere la vera anti-Inter, a dare battaglia per tutta la stagione. Non è andata così, ma la sua fiducia è quella di chi sa che la persona amata non può sbagliare.

STIMA – «E’ praticamente da un anno e mezzo che ne succede una a settimana, a un certo punto Max aveva tutta la Juve sulle spalle. Ha avuto un appoggio molto importante di John Elkann, altrimenti sarebbe rimasto orfanello» Chiudiamo con la stima. Senza stima può esserci amore? A ottobre, mentre una parte di tifoserie a stampa continuava ad attaccare Allegri, Galeone scende in campo e ci ricorda l’impresa dello scorso anno. Come un novello Atlante che regge sulle sue spalle la volta celeste, Max ha fatto lo stesso con il mondo Juve. Stima e riconoscenza contro dubbio e ingratitudine.

Che spagnolo sei? Scoprilo con il nostro quiz

Scopri quanto ne sai delle Furie Rosse con il nostro quiz

Domenica sera si gioca la finale degli Europei tra Spagna-Inghilterra. le Furie Rosse arrivano da grandi favorite per la vittoria finale: fin dalla prima partita hanno mostrato un gioco migliore, impreziosito poi dalle due ali, il basco Nico Williams e il catalano Lamine Yamal. Ecco quindi un quiz per stabilire che spagnolo siete: un basco, un catalano o un castigliano?

1: Clasico, ad oggi sono più le vittorie del Real Madrid o del Barcellona?

A) Real Madrid
B) Barcellona
C) Hanno lo stesso numero di vittorie

2: Quali di questi attori spagnoli non ha mai vinto il primo Oscar?

A) Javier Bardem
B) Penelope Cruz
C) Antonio Banderas

3: Chi è il giocatore che ha segnato più gol con la maglia delle Furie Rosse?

A) Alfredo Di Stefano
B) Fernando Torres
C) Raul

4: Quali di queste opere di Ernest Hemingway è ambientata in Spagna?

A) Festa mobile
B) Per chi suona la campana
C) Il vecchio e il mare

5: Che squadra tifa Filippo VI Re di Spagna?

A) Real Madrid
B) Atletico Madrid
C) Valencia

6: Quale ingrediente ci va nella ricetta originale della paella a la valenciana?

A) Pollo e coniglio.
B) Frutti di mare e crostacei
C) Nessuna delle due, è un piatto vegetariano

7: Chi era il capitano della Spagna campione di tutto dal 2008 al 2012?

A) Xavi
B) Iker Casillas
C) Sergio Ramos

8: La più antica plaza de toros del mondo dove si trova?

A) Burgos
B) Segovia
C) Ronda

9: Oltre a Barcellona e Real Madrid, quale altra Squadra non è mai retrocessa nella storia de La Liga?

A) Athletic Bilbao
B) Siviglia
C) Real Betis

10: Dove sono se mi trovo a Fuerteventura?

A) Isole Baleari
B) Isole Canarie
C) Costa del Sol

RISPOSTE

1a, 2c, 3c, 4b, 5b, 6a, 7b, 8c, 9a, 10b

Da 0 a 3 risposte esatte sei BASCO
Decisamente non sei uno dei loro: ritieni un offesa essere anche solo accostato ad uno di loro e ogni basco in squadra, sotto sotto, per te è un traditore e aspetti solo che la FIFA apra gli occhi e apra alla nazionale Euskal Herria

Da 4 a 6 risposte esatte sei CATALANO
Ricordi il Ciclone di Pieraccioni? Quella scena in cui Ceccherini chiede se sono tutte spagnole e una ci tiene a precisare che «Yo soy catalana»? Ecco, ci puoi anche stare in gruppo con loro, le loro feste sono effettivamente divertenti: certo, qualche autonomia in più…

Da 7 a 9 risposte giuste sie ANDALUSO
Decisamente meno bellicoso di chi ti ha preceduto, per quanto sei quello che ha tenuto più botta e ti sei solo arreso con la Reconquista del 1492. Ora però sei la Spagna “vera”: il flamenco, le nacchere, la sangria… il Siviglia che vince l’Europa League e… Taylor (eddai, non ti offendere!)

Con 10 risposte esatte sei CASTIGLIANO
La limpieza de sangre per te è una cosa seria: hai una opinione decisa sulla corrida e sai argomentarla alla perfezione. Pregusti già il meritato trionfo di domenica, sapendo che aprirà un nuovo glorioso ciclo… ora però, magari… un grazie a baschi e catalani diglielo

Farmer League a chi? L’anno in cui il continente ha dato una lezione alla Premier League

Coppe europee: due italiane, due tedesche, una spagnola e una greca in finale: e le inglesi? La rivincita delle “Farmer League”

Sui social (specie quella fogna a cielo aperto di Twitter o X, come volete chiamarlo…) da qualche anno gira il termine sgradevole di Farmer League: una definizione inventata dagli appassionati di Premier League sparsi per il globo per definire la superiorità del campionato inglese rispetto a quelli del vecchio continente, Italia e Germania in primis. Il gap in effetti sembra incolmabile: la Premier con i suoi miliardi è effettivamente il campionato più divertente del mondo. Basta fare il paragone con gli altri: a 180′ dalla fine quello inglese è l’unico campionato a non avere un vincitore già deciso. D’altronde con Arsenal, City, United, Liverpool e Chelsea la quantità di forza d’acquisto non può che creare incertezza e spettacolo.

Però, però… tempesta sulla Manica, continente isolato? La stagione 2023/24 ha mostrato che al di là dei fantastiliardi dei Paperoni della vecchia Albione, qualcosa che si muove in Europa c’è! E due campionati di secondo livello come Bundesliga e Serie A possono rialzare la testa, non solo prendendosi il quinto slot per la prossima Champions League, ma portando anche due finaliste a testa nelle tre coppe europee, con un contorno di Spagna (il Real chiaramente favorito dal Signore) e Grecia, con l’Olympiakos. E le inglesi? Come sono andate? Beh, andiamo a ripercorrere la loro stagione europea in cui, citando un vecchio libro che spesso ci azzecca, la superbia ha anticipato la caduta.

MANCHESTER CITY – campioni in carica della Champions League, guidati da un genio in panchina sono i favoriti per la vittoria finale e per risollevare la coppa back to back. Dominano il girone facendo l’en plein, agli ottavi scherzano il Copenhagen. Ai quarti la grande finale anticipata contro il Real e forse per loro qualche giustificazione vale: l’eliminazione balla nella rincorsa di uno dei peggiori rigori mai calciati (di cui abbiamo scritto qui).

ARSENAL – I Gunners stanno provando a vincere la Premier, quindi boh, forse la testa era altrove. Comunque iniziano bene l’avventura europea: primo ai gironi e con il grosso merito di aver eliminato il Siviglia, finito quarto e quindi impossibilitato a vincere la sua N Europa League. Agli ottavi trovano il Porto, squadra che in Inghilterra è conosciuta come vetrina in cui fare shopping compulsivo. Passano ai rigori e ai quarti ecco il Bayern Monaco: la squadra che sta vincendo la Premier può uscire contro chi ha abdicato la sua dodicesima “Farmer League” consecutiva? A quanto pare sì.

MANCHESTER UNITED – nell’800 un politico, ironia della sorte inglese, definì l’impero Ottomano il malato d’Europa. Nel 2024 un turco con la coda di paglia potrebbe dire lo stesso dei Red Devils. Sono lontani i tempi di Sir Alex Ferguson (che era scozzese!) e lo United impatta la Champions come peggio non si può. In estate spende e spande e poi nel girone A perde due volte con il Bayern (che vince il premio “ammazzainglesi” creato unicamente per far vincere qualcosa a Harry Kane), una volta con il Galatasaray, pareggiando al ritorno e una volta con il Copenhagen. Una sola vittoria con i danesi e ultimi nel girone. Ciao United, richiama quando guarisci!

NEWCASTLE – Per carità: era il girone della morte. Due semifinaliste e il Milan, che comunque ne ha 7 di Champions in bacheca. Non è che ci aspetteremmo qualcosa… se non fosse che ora sei il playground di Bin Salman, il principe Saudita dietro a quell’abominio della Saudi Pro League (visto quello che capita ai giornalisti con lui sto giocando veramente tanto col fuoco!). Campagna europea da dimenticare e finisce ultimo del girone: grazie e alla prossima.

LIVERPOOL – nell’anno del farewell tour di Klopp il tedesco più simpatico del mondo sogna di fare all in, Europa League compresa. Bene ai gironi, in cui finisce primo, poi agli ottavi disintegra lo Sparta Praga. Andiamo ai quarti e lì finisce tutto: un branco di bergamaschi pazzi, guidati da uno stregone di Grugliasco riducono in cenere Anfield Road, causando una reazione a catena che porta i Reds a dire addio anche alla Premier.

BRIGHTON – Una squadra molto odiata o molto amata in base alla trincea in cui combatti la guerra assurda tra giochisti e risultatisti. Il motivo è De Zerbi, il tecnico italiano che spacca lo stivale come pochi hanno fatto nella nostra storia: fuori ai playoff con la Roma. Qualcuno esulta, qualcuno cerca alibi. Io cerco alibi, ma non è questo il posto dove parlarne.

WEST HAM – In Europa League grazie alla Conference, ma io sono al numero giusto di birre per non aver voglia di pensarci troppo: fuori ai quarti con il Leverkusen, mancheranno a qualcuno forse, è la seconda squadra di molti in Italia. Pazienza!

ASTON VILLA – L’ultima ad arrendersi: la squadra che fu anche dei Peaky Blinders va in Conference e si affida alla mistica di Emery, un basco con la passione delle vittorie europee. Ed infatti i Villans di Birmingham arrivano fino alla semifinale, con le stimmate dei favoriti. Poi in semifinale vanno a giocarsela con l’Olympiacos, con l’obiettivo di arrivare alla finale di Atene. Ora, io ho una teoria: li avete mai visti gli inglesi in Grecia? Succede sempre qualcosa, che li retrocede al livello di bestie: che a Watkins e compagni sia successo lo stesso? Io credo di sì.

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Un quiz per mettere alla prova le tue conoscenze della lingua inglese e di football

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1: Quali di queste squadre inglesi ha vinto la Champions League

A) West Ham
B) Aston Villa
C) Everton

2: Quali di questi non è un false friend?

A) Actually
B) Terrific
C) Solid

3: Chi ha fatto più gol con la maglia della nazionale?

A) Frank Lampard
B) Steven Gerrard
C) David Beckham

4: Quale di questi usi del genitivo sassone è sbagliato?

A) Harry Kane foot’s tip is outside
B) Mate, have you seen Watkins’ gol?
C) Southgate’s gameplay is such a joke

5: L’Inghilterra ha avuto solo due Ct stranieri: uno è Fabio Capello, di che nazionalità era l’altro?

A) Scozzese
B) Svedese
C) Olandese

6: Pur condividendo la lingua, ci sono alcuni vocaboli tipici inglesi e alcuni tipici americani. Quale di questi è inglese?

A) French Fries
B) Tube
C) Sweater

7: In quale squadra ha giocato gran parte della sua carriera Alf Ramsey, commissario tecnico dell’Inghilterra campione del mondo nel 1966?

A) Arsenal
B) Chelsea
C) Tottenham

8: Incredibile ma vero, la parola Soccer è di origine inglese. Deriva da un modo tipico degli studenti di Oxford e Cambridge di accorciare dei termini mettendoci un -er alla fine. Soccer era il diminutivo di cosa?

A) Relation Football
B) Organization Football
C) Association Football

9: Di che nazionalità era Tofiq Bahramov, il guardalinee che convalidò il gol fantasma di Hurst nella finale del 1966?

A) Azerbaigian
B) Armenia
C) Georgia

10: Quale di questi termini usati per chiamare l’allenatore è stato inventato da William Shakespeare?

A) Coach
B) Manager
C) Gaffer

RISPOSTE

1b, 2c, 3a, 4a, 5b, 6b, 7c, 8c, 9a, 10b

Da 0 a 3 risposte esatte sei L’ONDHON
Guarda, capisco anche il tuo punto di vista: se loro non vogliono imparare le altre lingue, perchè tutti dobbiamo imparare la loro? Però conoscere un’altra lingua ti arricchisce, ti permette di andare a vedere una partita in Premier e saper fare tutti i loro cori!

Da 4 a 6 risposte esatte sei FIRST REACTION, SHOCK (BECAUSE)
La grammatica non è nemmeno tanto male, ma la pronuncia figlio mio… Metti caso che incontri un inglese che, dall’alto di un unico torneo vinto, comincia a gridarti ‘it’s coming home’ e tu vuoi blastarlo come fa Mentana su Twitter… come fai a essere credibile con quell’accento?

Da 7 a 9 risposte esatte sei BBC ENGLISH
Perfetto, sia nella grammatica, che nello stile: sei chiaro ed elegante, perfetto come nuovo ct in caso di addio di Southgate… e allora cosa può esserci di più?

Con 10 risposte esatte sei IT’S COMING HOME!
«It’s coming home, mate! Let’s go fuckin’ mental, I know the gaffer’s a wanker, but come on bruv, it’s coming home!». Se sei in grado di rispondo ad uno scouser o un cockney che ti dice questa cosa dopo almeno mezza dozzina di birre, sei veramente pronto per scendere anche in campo come terzino sinistro dei Tre Leoni (che se ci volevano mettere Saka anche tu sei una valida opzione).

Olimpiadi 2024: basta calcio! Ecco 6 alternative migliori

Il Calcio alle Olimpiadi non funziona, poco interesse intorno alle partite: ecco allora sei opzioni che il CIO dovrebbe prendere in considerazione

Le Olimpiadi sono quell’evento sportivo che si tiene ogni 4 anni, che vede riuniti tutti i più grandi atleti della terra e in cui il calcio non ha motivo esserci. Il football ai giochi olimpici semplicemente non funziona: calendario ormai pieno, appeal nullo per i grandi campioni che invece di godersi il villaggio olimpico decidono di mandare gli under 23 nel disinteresse generale. E poi dai, lo spirito decoubertiano è la cosa più lontana dal pallone. Tanto vale andare a Los Angeles 2028 con il CIO che prenda la decisione giusta: togliere il calcio e provare qualcosa di nuovo. Cosa? Ecco alcune soluzioni, accoppiando magari ad ogni disciplina un atleta iconico

FUTSAL

Il caro vecchio calcio a 5 che per motivi misteriosi non è già uno sport alle olimpiadi! Si tratta di uno sport molto divertente e che godrebbe di una vetrina di grande prestigio. Sul serio, c’è il rugby a 7, il basket a 3, il beach volley (su cui torneremo dopo) come è possibile che non ci sia ancora il Futsal? Poi noi con le squadre da 4/5 persone siamo fortissimi (specie nel femminile): spada, ginnastica, pallavolo…

CALCIOTTO (categorie 7/8)

Variante più amatoriale del Futsal, che abbiamo giocato tutti e qui c’è un possibile switch in più: visto che di solito le partite a 7 o 8 si fanno tra amici, invece che chiamare dei professionisti, che non li vogliamo, le formazioni saranno composti da atleti che hanno vinto una medaglia in altri sport e/o altre edizioni delle Olimpiadi! Per esempio: come giocherebbe a 7 l’Italia? In porta Musetti, bravo a giocare sulla linea di porta e pronto a respingere ogni pallone e far ripartire l’azione. In difesa si gioca a due: Alice Bellandi, oro nel judo e quindi immagino ingiocabile sulle marcature a uomo e con lei Ceccon. Centra qualcosa che è la copia sputata di Paolo Maldini? Ma figurati! Sulle corsie quel motorino di Ganna e Alice D’Amato, letale nel dribbling, ma a condizione che tenga sempre i piedi sulla linea, che poi è solo una piccola trave. A centrocampo serve affinità quindi a scetla: Errani/Paolini, Tita/Banti o Bacosi/Rossetti. In attacco il capitano, Greg Paltrinieri, che è sempre una garanzia di medaglia e facciamo calcio!

TEDESCA

Come spiegava il milanista Alessandro Florenzi in uno sketch dei The Pills, la tedesca è un laboratorio di democrazia e in questi tempi tribolati è giusto pensare anche ad uno sport che unisca i popoli. Per questo motivo la Tedesca Olimpica (a cui forse va cambiato il nome) è lo sport adatto. Si gioca rigorosamente in un parcheggio, con delle saracinesche pensate per fare il più casino possibile e poi via ai giochi! Possibilità di fare una categoria di squadra, dove dei giudici dovranno valutare l’intera routine della selezione, per vedere chi fa le torrette migliori, o in singolo e ad eliminazione. Da fare attenzione agli USA, dove l’oro nei 100 metri Lyles ha la swag tipica di quello che fa solo rovesciate o spalletta.

RIGORI IN ACQUA

Facile facile che lo abbiamo fatto tutti: uno sul bagnasciuga tira le mine (o missili, o sabongie, o come vi viene da dirlo), l’altro in acqua para. Si mettono due pali per delimitare la porta, per la traversa si vede fino a dove arriva il portiere e poi si discute fra chi ha tirato e chi stava in porta. A Parigi ovviamente il portiere lo metti nella Senna (e pace all’anima sua) e chi tira calcia dal Trocadero o dal Pont Alexandre III (quello con gli stucchi in oro). Si può fare a scelta in doppio e singolo e mi immagino bene la Svezia con Duplantis: un po’ perchè porta le aste per fare i pali, un po’ perchè lui la gravità non la conosce e quindi non importa quanto alto calci, lui la parerà!

SUBBUTEO

Una concessione un po’ boomer in controtendenza, ma che può rilanciare il gioco in ambito hipster! Sfida per l’oro tra i due tiratori con la pistola: il turco Yusuf Dikec, mano in tasca, outfit comodo e sicurezza dell’esperienza, e la coreana Kim Yeji con un approccio futuristico.

CALCIO SAPONATO

Premessa doverosa, non voglio assolutamente fare discorsi sessisti o patriarcali, riducendo il corpo femminile ad un oggetto da esporre, però… Non ho iniziato io questo giochino! Il CIO ha introdotto il Beach Volley alle olimpiadi e sì, c’è anche maschile… certo, i maschietti non li hanno messi in costumino e spalmati d’olio però! Forse sarò solo io, ma il calcio saponato mi dà una fortissima vibe da Beach Volley: una scusa per vedere belle donne in costume e poi il maschile per non far vedere che dentro al CIO c’è un pervertito! Atleta simbolo? Ne scelgo due: una Imane Khelif, per ridere di gusto sulle polemiche che ne nascerebbero, l’altra Luana Alonso, nuotatrice del Paraguay allontana dal villaggio olimpico per ‘comportamento inappropriato’: qualunque cosa significhi, è perfetta per il calcio saponato.

Pully la mascotte che soffre per il Cagliari e trascina la squadra

Nell’ultimo mese Pully, la mascotte a forma di fenicottero del Cagliari, è diventato molto popolare sui social: ecco come mai (e perchè ci piace)

Nell’ultimo mese il Cagliari sembra aver raddrizzato la rotta. Dopo l’addio di Ranieri, il tecnico più amato dagli italiani, i sardi si sono affidati a Davide Nicola: un sabaudo specializzato nelle salvezze miracolose in corsa. La scommessa è chiara: prendere il mister Wolf del calcio italiano, ma fin dall’inizio, ma nelle prime uscite i risultati non sono quelli che fanno ben sperare: due pareggi con Roma e Como e poi tre ko di fila con Lecce, Napoli e Empoli.

Lo spettro della retrocessione aleggia, ma poi arriva la vittoria in Coppa Italia e i tre risultati utili consecutivi in Serie A: tre punti con il Parma, pari a Torino con la Juve e 3-2 in casa con il Torino. Cose è cambiato, cosa è successo in questo ultimo mese, dal 4-0 subito con il Napoli? È successo che il Cagliari ha trovato è l’eroe che merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Cagliari, un Cavaliere rosa piumato: Pully il fenicottero!

15 settembre, alla Unipol Domus arriva il Napoli. I rossoblù per più di un’ora di gioco, nonostante siano sotto per il gol di Di Lorenzo, impensieriscono l’attuale capolista, ma Meret fa i miracoli e poi la qualità superiore della squadra di Conte ha la meglio: 4-0, con Kvara, Lukaku e Buongiorno confezionano il poker.

Nonostante questo Nicola rivendica lo spirito indomito di un popolo che aveva messo a fuoco e fiamme l’Egitto di Ramses II. A fine partita all’occhio attento de La Ragione di Stato, una delle migliori pagine social ironiche calcistiche nota una cosa: a fine partita, insieme alla squadra, sotto la curva va anche Pully, il cucciolo di fenicottero mascotte dei rossoblù: mani sui fianchi e sguardo basso, per quanto può essere basso lo sguardo di un pupazzone dal collo molto lungo.

Il 20 settembre lo spettacolo si ripete. Di scena in Sardegna c’è l’Empoli che ancora non sapeva di essere una delle migliori squadre di questo avvio di stagione e i toscani vincono 2-0. L’Unione Sarda titola parlando di sprofondo. Ancora una volta Pully è lì, a soffrire i colpi di fionda e dardi d’oltraggiosa fortuna e La Ragione di Stato (questo pezzo non esisterebbe senza di loro) mostra al web che anche i pupazzi hanno un’anima e sanno soffrire.

4 partite, 2 punti, 8 gol subiti e uno solo fatto: piena zona retrocessione e la scommessa Nicola destinata a fallire: mr. miracolo in corsa non arriverà a mangiare le pabassine (ringrazio l’amica Martina di Iglesias che mi conferma essere un dolce natalizio tipico sardo), almeno per quello che dicono i bookmaker. Ma qualcosa cambia.

Prima arriva la vittoria in Coppa Italia con la Cremonese, poi la prima vittoria in campionato a Parma e soprattutto il pari con la Juve all’Allianz. Nicola ha messo ha messo a posto tatticamente la squadra (o almeno è quello che il mio amico di Perdaxius Elia mi garantisce) e domenica con il Torino arriva la prima vittoria casalinga.

A fine partita La Ragione di Stato (non li cito per piaggeria, ma perché gli va riconosciuto il merito) riporta due immagini: Pully che abbraccia Marin e poi va a esultare insieme a Luperto sotto la curva.

La parola simpatia arriva dall’etimo greco di sympatheia, parola composta da συν + πάσχω (syn + pascho), letteralmente «patire insieme». Era il compito di Pully quello di andare sotto la curva? Quale patimento doveva condividere un pupazzo di fenicottero? La sua è una scelta che lo slega al destino della mascotte; quello del pagliaccio che piace solo quando si vince. Nel momento delicato della squadra decide di patire insieme a loro e forse di più: perché quale tifoso sopporta una mascotte perdente di una squadra perdente?

Con i suoi 15 minuti di celebrità social si immola per isolare la squadra, che lontano dall’isola si riprende e trova i primi risultati. Con il suo sacrificio e la sua empatia diventa un centro di gravità che prende sulle sue spalle la sofferenza del genere umano, se sardo ancora meglio! Nel mese della prevenzione alla lotta al cancro al seno chi sceglie il Cagliari come simbolo? Pully (poi per carità, ha ragione La ragione di Stato a a dire che sembra una foto di un esperto playboy a Porto Cervo).

Contro il Torino arriva la prima vittoria tra le mura amiche e Pully è il centro della festa: abbraccia i calciatori, balla sotto la curva con loro che lo hanno accettato come compagno di viaggio nel bene e nel male. Perché Pully è un po’ il Woody di Toy Story del calcio italiano: solo un pupazzo, ma con un’anima grande.

Roma, Le Fée non trova spazio in giallorosso: addio a gennaio? Piace in Spagna

Enzo Le Fée potrebbe partire già a gennaio? A Roma non è riuscito a trovare spazio, ma ha estimatori in Spagna: le ultime

Enzo Le Fée non è riuscito a ritargliarsi uno spazio nel centrocampo della Roma, nonostante l’investimento importante fatto in estate dai giallorossi per prenderlo dal Rennes: per lui appena 319′ in appena 6 presenze.

Per questo motivo, come riportato da Le Parisien, il centrocampista potrebbe partire già a gennaio: su di lui ci sarebbe infatti l’interesse del Real Betis: al momento l’offerta dovrebbe essere quella di un prestito con diritto di riscatto a favore degli spagnoli.

Salvini contro la Supercoppa Italiana in Arabia Saudita: «Vedere le squadre a Riyad mi mette tristezza»

Le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, sulla decisione di giocare la Supercoppa Italiana in Arabia Saudita: ecco cosa ne pensa

Intervenuto nel corso di una diretta sui propri canali social, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, noto tifoso del Milan, si è espresso così sulla Supercoppa Italiana di quest’anno. Il politico ha criticato aspramente la decisione di confermare anche per l’edizione di quest’anno l’Arabia Saudita come la location per ospitare sia le due semifinali che la finale del 6 gennaio. Domani la prima semifinale tra l’Inter di Simone Inzaghi e l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Dopodomani, invece, toccherà alla Juventus di Thiago Motta contro il Milan di Sergio Conceicao.

SULLA SUPERCOPPA ITALIANA GIOCATA IN ARABIA SAUDITA – «Giocare la Supercoppa italiana in Arabia Saudita, vedere Milan, Inter, Juventus e Atalanta che vanno a Riyad a giocarla, un po’ di tristezza me la mette».

IL RIMPIANTO – «Rimpiango il limite dei tre stranieri in campo: era un campionato diverso, un calcio diverso, un tifo diverso e anche una nazionale italiana più forte».

West Ham, il messaggio di Michail Antonio ai tifosi: «Ci vediamo presto: quest’anno sono felice di essere vivo»

West Ham, il messaggio ai tifosi degli Hammers di Michail Antonio dopo aver lasciato l’ospedale in seguito all’incidente stradale

Ieri Michail Antonio, attaccante del West Ham, ha lasciato l’ospedale dopo il brutto incidente stradale del 7 dicembre. Dopo aver rischiato la vita, l’attaccante inglese è pronto a tornare in campo nella prossima stagione e sui canali ufficiali del club manda questo messaggio ai suoi tifosi.

«Ogni anno in questo periodo mi viene chiesto per cosa sono grato e ogni anno ho faticato a trovare le parole giuste. Ma quest’anno so esattamente per cosa sono grato: essere vivo. Voglio prendermi un momento per riconoscere qualcosa di cui sono arrivato a realizzare: ho passato così tanti anni a dare la vita per scontata. Ho fatto progetti per il giorno successivo, per l’anno successivo, sempre dando per scontato che il domani fosse garantito. Ho visto morire amici intimi, ho visto altri affrontare esperienze di pre-morte e, anche allora, non ho compreso appieno quanto sia preziosa la vita. Quello che ho passato di recente mi ha aperto gli occhi. La vita è fragile e ogni singolo momento conta. Sono così grato a Dio per avermi dato la forza di andare avanti e per avermi permesso di essere ancora qui. Ai servizi di emergenza, al servizio sanitario nazionale, all’Air Ambulance, a tutti gli ospedali Royal London e Cromwell e a tutti, da cima a fondo, al West Ham United FC. Il team medico, il consiglio, tutto lo staff, i miei compagni di squadra e i fantastici tifosi del West Ham… Onestamente non avrei potuto farcela senza di te. grazie dal profondo del mio cuore. Ai miei cari che sono stati al mio fianco durante tutto, non posso esprimere quanto significhi per me. Infine, a tutta la comunità calcistica, grazie per tutto l’amore e il supporto che mi avete dimostrato. Ha veramente significato il mondo. Vi amo tutti e sono infinitamente grato per ognuno di voi. Buon anno nuovo e presto tornerò in campo».

Seko Fofana, addio all’Arabia Saudita: l’ex Udinese torna in Europa

Seko Fofana torna in Europa: dopo la parentesi in Arabia Saudita il centrocampista ex Udinese torna in Ligue 1 al Rennes

É durata appena due anni l’esperienza di Seko Fofana in Arabia Saudita: dopo un anno all’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo e uno all’Al-Ettifaq, ha deciso di tornare in Ligue 1.

Il centrocampista ex Udinese ha infatti firmato con il Rennes: per lui un contratto quadriennale fino al 2029: si tratta di un ritorno in Francia per lui dopo le esperienze al Lorient, Bastia e Lens.

Gabigol, l’ex Inter trova una nuova squadra: è il nuovo attaccante del Cruzeiro

Brasile, l’ex interista Gabifol trova una nuova squadra: dopo l’addio a parametro zero con il Flamengo è un nuovo giocatore del Cruzeiro

Gabigol (alias Gabriel Barbosa) è un nuovo giocatore del Cruzeiro. Nella giornata di oggi è arrivata la firma sul contratto e l’ufficialità del trasferimento che avviene a parametro zero, dopo che l’attaccante brasiliano ex Inter aveva lasciato il Flamengo al termine del contratto. L’attaccante ha firmato con il suo nuovo club un contratto fino al 2028.

Come spiega Calciomercato.com, nonostante i nerazzurri avessero una percentuale del 20% sulla futura rivendita del calciatore, non guadagneranno nulla da questo trasferimento. Il motivo deriva dal fatto che il giocatore è andato via a parametro zero, e dunque non è stato ceduto dal Flamengo all’altro club brasiliano.

Giuntoli Juve: «Danilo? Stiamo cercando una soluzione che vada bene per tutti»

Le parole di Cristiano Giuntoli, direttore sportivo della Juve, sul calciomercato dei bianconeri e sul futuro di Danilo, in uscita dalla squadra

Ai canali ufficiali della Lega Serie A, Cristiano Giuntoli ha fatto il punto sul calciomercato della Juve e non solo. Le dichiarazioni del dirigente.

MOMENTO – «Sarà un percorso sicuramente virtuoso, siamo convinti della nostra strada e ci vuole solo un po’ di tempo».

DANILO – «Siamo d’accordo con il suo entourage e stiamo cercando una soluzione che vada bene per lui e per la Juventus. Quando c’è un calciatore sul mercato, ci deve essere il gradimento di entrambe le parti».

MERCATO IN ENTRATA – «In entrata stiamo attenti alle eventuali occasioni interessanti, ma ci muoveremo per cercare qualcuno in difesa».

Rodri: «Il 2024 è stato incredibile tra Europei e Pallone d’Oro, ma anche l’infortunio… ora penso solo a questo»

Rodri racconta il suo 2024 ad As: dalla vittoria dell’Europeo a quello del Pallone d’oro, ma terminato con il brutto infortunio

Il Pallone d’Oro 2024, Rodri, ha parlato del suo 2024 ad As. Di seguito le sue parole sulla vittoria degli Europei, del Pallone d’Oro e del brutto infortunio di inizio stagione.

2024 – «Penso che se lo guardiamo in termini generali, l’anno è incredibile. È chiaro che vincere un Europeo con la Spagna per me è la cosa migliore; poi c’è il City, sempre presente nella lotta per i titoli. Abbiamo vinto la Premier, la quarta, storica, che significava vincerne quattro di fila. E poi, ovviamente, c’è il Pallone d’Oro… Ma ho vissuto anche la parte negativa, l’infortunio, che fa parte della carriera di un atleta e che, a dire il vero, sto affrontando abbastanza bene. È stato un anno magnifico per me».

INFORTUNIO – «In questo momento la mia ossessione è riprendermi bene. Credo che quando qualcuno ha un infortunio a lungo termine quello che vuole è dare al proprio corpo l’opportunità di stare di nuovo bene e, soprattutto, di tornare al suo livello. E’ così, va bene, è che non c’è nessun problema. Ne ho parlato anche con Asensio, è della mia generazione e ha subito un infortunio simile: mi ha dato tranquillità».

PALLONE D’ORO – «Lo guardo e vado fuori di testa.. che bello! Non pensi mai di poter arrivare a questo, ma è vero che una volta che sei lì e quando ti rendi conto che sei al livello per lottare per questo, dici… perché no? Richiede impegno, lavoro. Inoltre per vincerlo le cose devono andare bene a livello collettivo, così come a livello individuale… non posso che essere orgoglioso di quello che ho costruito in tutti questi anni. È chiaro che il calcio spagnolo era in credito e penso che il mio Pallone d’Oro lo ripaghi in parte. Ne sono molto felice. Trascorrere così tanto tempo senza il Pallone d’Oro spagnolo è stato significativo. Finalmente abbiamo il secondo e penso che ci sia il potenziale per ottenere di più in questi anni. Yamal? Penso abbia tutto per raggiungerlo. Non so quando lo vincerà, adesso o dopo, ma sono convinto che abbia il potenziale per vincerlo».

Calciomercato Inter, il ds Baccin a caccia di talenti in Argentina: ecco i nomi sul suo taccuino

Calciomercato Inter: blitz in Argentina del direttore sportivo Dario Baccin per visionare alcuni potenziali talenti: ecco chi sono

Gli uomini del calciomercato dell’Inter sono a caccia di nuovi talenti in Argentina? Di recente il vice direttore sportivo dei nerazzurri, Dario Baccin, ha fatto un blitz in Sudamerica nel quale ha visionato diversi profili. A parlarne è Calciomercato.com: ecco quali sono i calciatori seguiti.

FRANCO MASTANTUONO – «È il gioiello più lucente dell’intero campionato argentino. Il fantasista classe 2007 mancino di piede ha all’attivo 4 gol e 3 assist in stagione e può giocare senza problemi anche sulla linea dei centrocampisti come mezzala. Anche lui nel giro della Nazionale under 20 è stato più volte a un passo dalla convocazione con la nazionale maggiore. L’Inter, il Milan e il Napoli sono in fila per lui, ma per Mastantuono il River ha già fissato il prezzo molto in alto e aspetta un’asta per lui».

MARCO DI CESARE – «Difensore centrale di chiarissime origini italiane, è dotato di doppio passaporto e può quindi arrivare in Italia da comunitario. Classe 2002, fisico imponente dato che supera il metro e 86 è destro di piede e abilissimo nel gioco aereo. Cresciuto nell’Argentinos Jr. è passato a parametro zero al Racing e ha un contratto lungo in scadenza 31 dicembre 2027. Su di lui da tempo ha messo gli occhi l’Inter, che con il Racing ha un rapporto estremamente ottimo sin dati tempi dell’operazione Lautaro Martinez, ma nelle ultime ore si è inserito per lui la Roma che lascerà partire verosimilmente Hermoso e vuole investire sul talento italo-argentino».

VALENTIN GOMEZ – «Difensore centrale classe 2003 è cresciuto nel Velez con cui ormai è stabilmente in prima squadra. 43 presenze e un gol, fisico strutturato anche se non altissimo (181 cm di altezza) è stato stabilmente convocato nella nazionale Under 20 argentina. La Lazio lo sta trattando da tempo, ma il viaggio di Baccin in Sudamerica ha messo anche l’Inter su i suoi passi».

Calciomercato Fiorentina, il Botafogo respinge la prima offerta per Luiz Henrique: ecco quanto chiedono

Calciomercato Fiorentina: Luiz Henrique il primo obiettivo per i viola, ma il Botafogo non fa sconti: ecco la richiesta dei brasiliani

La Fiorentina ha messo nel mirino per questa finestra di calciomercato Luiz Henrique, ala destra del Botafogo fresco vincitore della Copa Libertadores. Come riportato però da Fabrizio Romano, non sarà facile arrivare al brasiliano classe 2000.

Il gruppo Textor infatti, proprietario del club brasiliano, ha fissato il prezzo del calciatore a 30 milioni: le trattative proseguono, ma non sarà semplice arrivare alla chiusura in tempi brevi.

Udinese, occasione da titolare per Oumar Solet? Le ultime

Udinese, ecco Solet: il difensore era arrivato in estate, ma era stato impossibile tesserarlo prima del 31 dicembre: subito una chance da titolare?

Oumar Solet è pronto a fare il suo debutto con l’Udinese. Il difensore classe 2000 è arrivato in estate dal Salisburgo è pronto a fare il suo esordio con la maglia dei friulani già nei prossimi impegni della squadra.

Come riportato da Alfredo Pedullà, il calciatore era arrivato in estate, ma è stato possibile tesserarlo solo dopo il 31 dicembre. Il calciatore da oggi quindi è completamente convocabile per Runjaic, che guadagna così una preziosa risorsa per la difesa, alle prese con defezioni ed infortuni.

La denuncia dell’ex Genoa Stephane Omeonga: «Maltrattamenti e abusi della polizia italiana» – VIDEO

L’ex calciatore del Genoa Stephane Omeonga ha denunciato maltrattamenti e abusi da parte della polizia italiana nei giorni scorsi

Stephane Omeonga, ex calciatore del Genoa in forza oggi al Bnei Sakhnin in Israele, ha denunciato dei maltrattamenti subiti da parte della polizia italiana in occasione di un volo che il calciatore doveva prendere da Roma a Tel Aviv il giorno di Natale. Di seguito il messaggio e le immagini riportate sul suo profilo Instragram.

«Il 25 dicembre sono stato vittima della brutalità della polizia.
Durante un volo tra Roma e Tel Aviv, dopo essere salito sull’aereo e aver preso il mio posto, uno steward mi ha avvicinato per un presunto problema con i miei documenti e mi ha chiesto di lasciare l’aereo. Fiducioso della validità dei miei documenti, con calma gli ho chiesto che tipo di problema.
Hanno chiamato la polizia, sono stato ammanettato e rimosso con la forza dall’aereo. Una volta fuori dall’aereo, lontano dalla vista dei testimoni, la polizia mi ha gettato violentemente a terra, mi ha picchiato, e uno di loro mi ha premuto il ginocchio contro la testa.
Sono stato poi portato in aeroporto in un veicolo della polizia, ammanettato come un criminale. Arrivata un’ambulanza, ma in stato di shock, non ho potuto rispondere alle domande dei sanitari. Poco dopo, ho sentito alla radio della macchina della polizia: “Ha rifiutato le cure mediche; va tutto bene. ’ Questo era del tutto falso, ho chiesto loro di portarmi in ambulanza con loro spaventato da quello che la polizia poteva farmi.
Successivamente, sono stato messo in una stanza grigia, senza cibo né acqua, e lasciato in uno stato di totale umiliazione per diverse ore. Al mio rilascio, ho appreso che un agente di polizia aveva sporto denuncia contro di me per lesioni presumibilmente causate durante l’arresto, anche se ero ammanettato. Inoltre, ancora oggi, non ho ricevuto alcuna giustificazione per il mio arresto.
Come essere umano e come padre, non posso tollerare alcuna forma di discriminazione. Questo arresto è solo la punta visibile dell’iceberg. Molte persone che mi somigliano non riescono a trovare lavoro, non hanno accesso ad abitazioni, o non possono partecipare agli sport che amano, semplicemente perché sono neri.
Dobbiamo restare uniti e alzare la voce per educare coloro che ci circondano – colleghi, vicini e amici – su questo tema che affligge la nostra società e ne ostacola il progresso
».

Milan, il punto sugli infortunati in vista della Juve: ecco chi recupera per la semifinale di Supercoppa Italia

Milan, il punto sugli infortunati in casa rossonero in vista della partita di venerdì Juve: ecco chi recupera per la semifinale di Supercoppa Italia

Come appreso da Milannews24, Sergio Conceicao, tecnico del Milan, può sorridere in vista della semifinale di venerdì contro la Juve in Supercoppa Italiana.

Christian Pulisic si è allenato ancora con la squadra in gruppo ed è recuperato per la partita contro i bianconeri. Per Rafael Leao, invece, lavoro personalizzato sul campo: per il portoghese si punta a questo punto alla presenza almeno in panchina. In fase di recupero Yunus Musah e Ruben Loftus-Cheek. Domani l’allenamento è previsto per le ore 15.30 italiane (17.30 locali).

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