Pagina 129 – Calcio News 24

Atalanta, l’annuncio di Percassi: «D’Amico? Ne parleremo a fine campionato, idem per Palladino con cui c’è un rapporto sincero»

L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, ha voluto dire la sua prima dell’inizio del match di campionato contro il Milan

Intervenuto nel corso del prepartita di Milan Atalanta, l’amministratore delegato dei bergamaschi, Luca Percassi, ha risposto così sul futuro del dsTony D’Amico e di quello del tecnicoRaffaele Palladino. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

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D’AMICO ACCOSTATO AL MILAN? – «Le voci fanno parte di questo mondo. Posso dire che Tony D’Amico è un DS che ha fatto molto bene, ma come nostra prassi tutte le valutazioni vanno fatte con grande serenità a fine stagione. Mancano 3 partite molto importanti, vogliamo essere concentrati su quello che è il campo. Quello che verrà deciso sarà a campionato finito, come nostra abitudine»

3 PARTITE CHE SERVIRANNO ANCHE PER ALCUNE VALUTAZIONI SUL PROSSIMO ANNO? – «Io penso che ogni partita sia uno spunto per fare ulteriori approfondimenti e chiarirsi. La nostra ambizione è far bene, vogliamo continuare a crescere. Vediamo come finiamo la stagione, sappiamo che dobbiamo difendere un settimo posto, la nostra volontà è continuare a fare le cose per bene».

SUL FUTURO DI PALLADINO – «Con il mister noi siamo sempre stati molto chiari. A noi piace affrontare i temi a stagione completata, e lo faremo anche in questo caso. Ma c’è confronto, c’è dialogo, c’è rapporto un rapporto sincero. Il dialogo è aperto».

COME CAMBIEREBBE IL MIO GIUDIZIO SULLA STAGIONE SE NON DOVESSE ARRIVARE UNA QUALIFICAZIONE EUROPEA? – «Io credo che la classifica, sicuramente per i primi 5-6 posti è molto ben delineata. Ci sono squadre che stanno competendo per la Champions o per l’Europa League. Qualora dovesse arrivare la qualificazione per la Conference League penso che sarebbe un risultato importante, un risultato diverso rispetto a questi anni ma è la dimostrazione di tutta la famiglia, della proprietà e dei giocatori di far bene. Poi ci sono squadre magari come il Como che lo scorso anno non erano tra le prime 6, questo significa che la competizione in Italia è molto forte, quindi dobbiamo essere ambiziosi per continuare a tenere queste posizioni europee».

Formazioni ufficiali Milan Atalanta: le scelte di Allegri e Palladino

Formazioni ufficiali Milan Atalanta: le scelte di Massimiliano Allegri e Raffaele Palladino per il match del 36° turno di Serie A 2025/26

Tutto pronto a San Siro per Milan Atalanta, match della 36ª giornata di Serie A. La squadra di Massimiliano Allegri deve reagire dopo le ultime prove sottotono e non può perdere terreno nella corsa al quarto posto. L’Atalanta di Raffaele Palladino, invece, cerca punti preziosi per blindare la zona Conference League. Di seguito le formazioni ufficiali.

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MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi; Leão, Gimenez. A disp.: Pittarella, Terracciano; Athekame, Estupiñan, Odogu; Fofana, Jashari; Füllkrug, Nkunku. All.: Allegri.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolašinac; Zappacosta, De Roon, Éderson, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Krstović. A disp.: Rossi, Sportiello; Ahanor, Kossounou, Obrić; Bakker, Bellanova, Musah, Pašalić, Samardžić; Scamacca, Sulemana, Vavassori. All.: Palladino

Pagelle Parma Roma: Rensch dà la scossa vincente, Malen segna (ma sbaglia anche tanto). Partita eroica dei ducali VOTI

Pagelle Parma Roma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Parma Roma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

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PARMA: Suzuki 6.5; Circati 6, Troilo 6, Valenti 6.5; Delprato 6 (74′ Britschgi 4.5), Ordonez 6.5, Keita 7, Nicolussi Caviglia 6.5 (79′ Estevez 6.5), Valeri 6 (74′ Carboni 6); Strefezza 7 (53′ Pellegrino 6.5), Elphege 6 (79′ Almqvist SV). All. Cuesta 7

ROMA: Svilar 6; Mancini 6, Ndicka 5.5, Hermoso 5 (53′ Ghilardi 5.5); Celik 6 (75′ Rensch 7.5), Cristante 5.5 (58′ El Ayanoui 6), Koné 5.5 (75′ Venturino 6), Wesley 6; Soulé 5.5 (58′ Pisilli 5.5), Dybala 6.5; Malen 7. All. Gasperini 7

Moviola Parma Roma: gli episodi dubbi del match diretto da Chiffi. Cosa è successo al Tardini!

Moviola Parma Roma: gli episodi dubbi del match diretto da Chiffi, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

La vittoria per 3-2 della Roma contro il Parma allo stadio Tardini è stata caratterizzata da una direzione di gara intensa da parte dell’arbitro Daniele Chiffi, chiamato a gestire diversi episodi cruciali che hanno influenzato il risultato finale. In una partita ricca di capovolgimenti di fronte, la terna arbitrale ha dovuto fare affidamento sulla precisione millimetrica per districarsi tra posizioni irregolari e contatti sospetti.

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Primo tempo: rigore negato e fuorigioco corretti

La prima frazione si apre subito con un lavoro extra per gli assistenti di Chiffi. Già al 9′, viene giustamente annullata una rete a Donyell Malen per una posizione di fuorigioco attiva al momento della conclusione. L’episodio più discusso della prima metà di gara avviene però al 20′: Gianluca Mancini, proiettatosi in avanti, viene abbattuto in area di rigore da un avversario. Nonostante le veementi proteste giallorosse, Chiffi lascia proseguire giudicando l’intervento non falloso.

Secondo tempo: il caso Mateo Pellegrino e i cartellini

La ripresa si apre con il pareggio del Parma firmato da Strefezza, ma il vero momento critico della moviola arriva al 56′. Il neo-entrato Mateo Pellegrino trova la via del gol, ma la gioia del Tardini viene strozzata dal fischio di Chiffi: GOL ANNULLATO per fuorigioco. La decisione ha scatenato accese polemiche tra le fila dei padroni di casa, apparendo come una chiamata al limite che ha richiesto un lungo silent check.

Sotto il profilo disciplinare, Chiffi ha cercato di mantenere il controllo estraendo cartellini pesanti: Gabriel Strefezza viene ammonito al 48′, poco dopo la rete del pari, mentre al 65′ è il turno di Mariano Troilo per un brutto contrasto. Corretta anche la gestione dei falli sistematici, come la punizione fischiata a Ndicka al 69′. Tutto regolare sul gol di Keita all’88’. Nel finale, al 96′ Rensch va a terra nel contatto con Britschgi: rigore per i giallorossi e rosso al difensore del Parma. Non sbaglia Malen e firma il 3-2.

Lo Shakhtar Donetsk vince il campionato, 16^ titolo della storia! 4-0 al Poltava e festa grande per Arda Turan, Srna e giocatori

Shakhtar Donetsk ha vinto il campionato, 16^ titolo della storia del club ucraino! Decisivo il 4-0 al Poltava per la squadra allenata da Arda Turan

Lo Shakhtar Donetsk scrive un’altra pagina indelebile della propria gloriosa storia. Con una prestazione autoritaria e priva di sbavature, la squadra arancio-nera si è laureata campione d’Ucraina per la 16ª volta, consolidando la propria egemonia nel calcio nazionale. Il verdetto definitivo è arrivato al termine di una trasferta dominata dall’inizio alla fine, dove lo Shakhtar ha travolto l’SC Poltava con un perentorio 4-0.

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Un dominio assoluto sul campo del Poltava

Il match valevole per l’assegnazione del titolo non ha mai avuto storia. Lo Shakhtar ha approcciato la sfida con la mentalità della grande squadra, schiacciando gli avversari nella propria metà campo e finalizzando con cinismo le occasioni create. Il poker rifilato al Poltava è la perfetta sintesi di una stagione dominata sotto il profilo del gioco e della tenuta atletica. Grazie a questo successo, il club di Donetsk mette in bacheca il 16º titolo di lega ucraino, un traguardo che premia la costanza di un gruppo capace di superare ogni ostacolo.

Gli architetti del successo: da Arda Turan a Darijo Srna

Dietro questo trionfo si cela un’architettura societaria e tecnica di altissimo livello. Gran parte del merito va attribuito al grande lavoro di Arda Turan, che nella sua veste di allenatore ha saputo infondere alla squadra una mentalità vincente e un’identità tattica moderna e aggressiva. L’ex fuoriclasse turco è riuscito a valorizzare al meglio il talento a sua disposizione, creando un’alchimia perfetta tra i senatori del gruppo e i giovani prospetti.

Fondamentale è stato anche il contributo dietro la scrivania di una leggenda del club come Darijo Srna. Il direttore sportivo croato, insieme all’amministratore delegato Sergiy Palkin, ha saputo allestire una rosa competitiva e profonda, operando con lungimiranza sul mercato.

Il trionfo di un intero collettivo

Oltre ai vertici societari, la vittoria appartiene di diritto a i giocatori e lo staff, che hanno dimostrato una dedizione encomiabile durante tutto l’arco del campionato. Questo sedicesimo titolo non è solo un trofeo da aggiungere alla bacheca, ma il simbolo della resilienza di un club che continua a rappresentare l’eccellenza del calcio ucraino in Europa e nel mondo. Ora per lo Shakhtar iniziano i festeggiamenti, con la consapevolezza di aver ribadito, ancora una volta, la propria supremazia nazionale.

Calciomercato Fiorentina: scattano gli obblighi di riscatto per Fabbian e Brescianini dopo la matematica salvezza! Quanto sborsano i viola

Calciomercato Fiorentina: è scattato l’obbligo di riscatto per Fabbian e Brescianini dopo la matematica salvezza! Le cifre degli affari

Il raggiungimento dell’obiettivo stagionale apre ufficialmente le porte al futuro in casa Fiorentina. Con la conquista della matematica salvezza ottenuta grazie allo 0-0 contro il Genoa, si sono verificate le clausole contrattuali che vincolavano il club gigliato ad alcuni importanti investimenti sul mercato. La società, dunque, blinda il proprio centrocampo con un doppio colpo di spessore che garantisce qualità e prospettiva.

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Giovanni Fabbian: un investimento da 15 milioni

Il primo nome di rilievo è quello di Giovanni Fabbian. Il talento classe 2003 è da oggi a tutti gli effetti un giocatore della Fiorentina a titolo definitivo. Il raggiungimento della permanenza in Serie A ha fatto scattare l’obbligo di riscatto fissato a 15 milioni di euro da versare nelle casse del Bologna.

Fabbian ha già dimostrato di poter essere un elemento cardine nello scacchiere tattico viola, grazie alla sua capacità di inserimento e al vizio del gol. Per blindare il calciatore e proteggere l’investimento, la società ha depositato un contratto fino al 2030, segnale inequivocabile della volontà di mettere il ragazzo al centro del progetto tecnico per i prossimi anni.

Marco Brescianini: riscatto dall’Atalanta e rinnovo

Non è però l’unica operazione conclusa nelle ultime ore. Anche Marco Brescianini è diventato ufficialmente un patrimonio del club. Come per Fabbian, le condizioni attivate e raggiunte per l’obbligo di acquisto sono scattate automaticamente grazie alla permanenza nella massima serie. In questo caso, l’operazione prevede un esborso di 10 milioni di euro a favore dell’Atalanta.

Brescianini, reduce da una stagione di crescita costante sotto il profilo della personalità e del dinamismo, ha firmato a sua volta un contratto fino al 2030. Con questi due innesti, la Fiorentina si assicura una mediana giovane, italiana e di grande spessore fisico, mettendo a segno un esborso complessivo di 25 milioni di euro in un’unica sessione di mercato “virtuale”.

Programmazione e futuro

La dirigenza viola, archiviata la pratica salvezza, può ora concentrarsi sulla programmazione della prossima stagione. I riscatti di Fabbian e Brescianini rappresentano le fondamenta di una squadra che punta a tornare stabilmente nelle zone nobili della classifica, evitando le sofferenze dell’annata appena trascorsa.

Morto il papà di Hansi Flick: dramma per il tecnico a poche ore dal Clasico, ma siederà comunque sulla panchina del Barcellona

Morto il papà di Hansi Flick a poche ore dal Clasico contro il Real Madrid, ma sarà comunque sulla panchina del Barcellona

Una notizia tragica ha scosso profondamente l’ambiente calcistico spagnolo nelle prime ore di questa domenica, caricando di una forte componente emotiva uno dei giorni più attesi dell’anno. Hansi Flick, allenatore del Barcellona, è stato colpito da un grave lutto familiare: il padre è morto questa mattina, scomparendo a poche ore dal fischio d’inizio del Clasico.

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Il match di questa sera, che si disputerà nella cornice del Camp Nou, non è solo la sfida più iconica del mondo, ma rappresenta un vero e proprio match point per il titolo della Liga, con i blaugrana che potrebbero laurearsi campioni proprio battendo i rivali storici del Real Madrid.

Il cordoglio del Barcellona e del mondo del calcio

La società catalana si è immediatamente stretta attorno al proprio tecnico, pubblicando una nota ufficiale per manifestare la massima solidarietà: Il Barcellona e l’intera famiglia blaugrana desiderano esprimere le più sentite condoglianze a Hansi Flick per la scomparsa del padre. Condividiamo il suo dolore e gli offriamo il nostro sostegno in questo momento difficile per lui e la sua famiglia”.

Secondo quanto trapelato dai media iberici, l’allenatore tedesco ha informato la squadra e il consiglio di amministrazione non appena appresa la notizia. Nonostante il comprensibile dolore, Flick ha mostrato una professionalità d’acciaio: la sua decisione è quella di sedersi regolarmente in panchina questa sera per guidare i suoi giocatori nella partita più importante dell’anno. Un successo casalingo, in questo contesto, assumerebbe il valore di una dedica speciale e commovente per il genitore scomparso.

La risposta del Real Madrid: il comunicato di solidarietà

In un momento di tale gravità, la rivalità sportiva è stata messa da parte per fare spazio al rispetto umano. Anche il Real Madrid ha voluto esprimere la propria vicinanza al tecnico avversario attraverso un comunicato istituzionale: “Il Real Madrid CF, il suo presidente e il suo consiglio di amministrazione si rammaricano profondamente della morte del padre di Hansi Flick, allenatore dell’FC Barcelona. Il Real Madrid desidera esprimere le sue condoglianze e il suo affetto alla sua famiglia e a tutti i suoi cari. Riposa in pace”.

Il Clasico di stasera si caricherà dunque di un’atmosfera particolare, con tutto il mondo del calcio pronto a tributare un omaggio silenzioso al dolore di Hansi Flick.

Genoa, De Rossi esce allo scoperto sul suo futuro: «Non faccio promesse ma qui sto bene e vorrei portare il club in Europa. Ho parlato con Sucu»

Genoa, Daniele De Rossi ha rilasciato queste dichiarazioni dopo il pareggio per 0-0 contro la Fiorentina. Cosa ha detto

Il Genoa esce indenne dallo stadio Artemio Franchi, strappando un punto prezioso in una trasferta storicamente ostica. Nonostante il successo manchi dal lontano marzo 1977, il Grifone ha confermato la propria solidità difensiva, fermando la Fiorentina sullo 0-0. Al termine del match, il tecnico rossoblù Daniele De Rossi ha analizzato la prestazione dei suoi, sottolineando le difficoltà ambientali e la tenuta mentale del gruppo.

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L’analisi del match e la gestione del gruppo

De Rossi si è detto soddisfatto dell’approccio, nonostante la salvezza sia già stata acquisita da tempo: «L’attacco si è mosso bene cercando la profondità senza avere la palla. Non siamo stati bravissimi a servire i nostri attaccanti, ma il campo era lento e la gara era difficile. Abbiamo fatto meglio nella ripresa, credo sia stata una partita seria. Non è facile mantenere l’atteggiamento quando si è salvi da venti gironi».

In ottica futura e per stemperare la tensione del finale di campionato, l’allenatore ha annunciato un breve stacco per la squadra: «Darò due giorni di riposo ai ragazzi. Per il finale di stagione è giusto che le ultime due giornate siano in contemporanea. Siamo in Italia e ci sono i retropensieri».

Elogi ai singoli: Ostigard e i giovani in crescita

Il tecnico ha poi voluto premiare l’impegno dei singoli, soffermandosi in particolare sulla prova dei difensori e degli innesti più recenti: «Ostigard ha uno strapotere fisico che si vede solo in Premier League. Mi piace che stiamo attaccati a mantenere la porta involata, stanno facendo tutti passi da gigante, anche chi sta giocando meno. Zätterström ha fatto una bella partita, Amorim sta continuando a crescere e mi sembra un ragazzo fatto e finito».

Il rebus futuro: tra voci viola e permanenza al Genoa

Inevitabilmente, la conferenza stampa è stata l’occasione per affrontare i rumors di calciomercato che lo accostano proprio alla Fiorentina. De Rossi ha risposto con la consueta schiettezza: «Io alla Fiorentina? Non commento le voci. Una settimana fa ero alla Roma, oggi vicino ad altre squadre. A oggi non mi ha chiamato nessuno. In passato c’era stato un contatto serrato con Pradé e Barone, poi scelsero di continuare con Iachini. Ho parlato con Dan Sucu, se non volessi rimanere non avrei parlato con il presidente».

Nonostante il legame con l’ambiente ligure, il mister non ha voluto fare dichiarazioni impegnative a lungo termine: «Non faccio promesse perché adesso non posso farle: a parte Chivu, nessuno oggi è sicuro di rimanere. Al Genoa sto bene, non ho fretta di andarmene: vorrei portare il club in Europa, ma non posso prometterlo. Poi so che il calcio cambia molto. L’unica promessa che ho fatto, l’ho fatta da calciatore restando sempre alla Roma».

Pisa, Hiljemark si lecca le ferite dopo la sconfitta con la Cremonese: «Difficile parlare dopo questa partita, giocare in 9 è stato complicato!»

Pisa, Oscar Hiljemark ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la sconfitta per 3-0 contro la Cremonese. Cosa ha detto

Si chiude con un verdetto perentorio la sfida dello stadio Giovanni Zini, valida per il terzultimo turno di Serie A. La Cremonese travolge il Pisa con un netto 3-0, conquistando tre punti fondamentali che riaccendono prepotentemente le speranze di permanenza nella massima serie. Grazie a questo successo, la formazione lombarda si porta a -1 dal Lecce quartultimo, mettendo nel mirino un sorpasso che avrebbe del miracoloso in vista degli ultimi 180 minuti di campionato.

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Il match: dominio grigiorosso e blackout toscano

La gara è stata indirizzata dalle reti di Jamie Vardy, Federico Bonazzoli e David Okereke, che hanno finalizzato una prestazione corale di alto livello. Tuttavia, l’andamento dell’incontro è stato inevitabilmente condizionato dall’indisciplina tattica della formazione ospite. Il Pisa, infatti, è rimasto vittima di ben due espulsioni che hanno reso impossibile ogni tentativo di rimonta, condannando i nerazzurri all’ennesima sconfitta di una stagione tormentata.

L’analisi di Hiljemark: “Difficile giocare in nove”

Al termine del match, il tecnico del Pisa, Oscar Hiljemark, si è presentato in conferenza stampa visibilmente amareggiato. L’allenatore svedese ha preferito la brevità, sottolineando l’impossibilità di competere in condizioni di estrema inferiorità numerica: Ci sono poche parole in questo momento. É difficile parlare dopo questa partita, è stato difficile giocare in nove”.

L’allenatore ha poi provato a spiegare la gestione tattica dei momenti critici, evidenziando come l’episodio del primo cartellino rosso abbia rotto l’equilibrio: Con la prima espulsione, abbiamo provato a cambiare modulo, mettendoci con il 4-4-1, ma abbiamo perso un pallone e ci ha hanno fatto gol”.

Prospettive future e il nodo arbitrale

Nonostante l’evidente frustrazione per le decisioni del direttore di gara, Hiljemark ha scelto di non alimentare polemiche dirette con la terna arbitrale, preferendo concentrarsi sulla realtà del campo: Non sono venuto qui a commentare le espulsioni, giocare in nove è per tutti difficile, non solo per noi. Ora puntiamo a finire la stagione e, poi, vedremo.

Con questa vittoria, la Cremonese mette pressione al Lecce e si prepara a un finale di stagione incandescente. Per il Pisa, invece, è il momento delle riflessioni in vista di un futuro ancora tutto da decifrare.

Fiorentina matematicamente salva, Vanoli: «Salvezza dedicata a Commisso. Fischi a fine partita? I tifosi hanno diritto di contestare perché meritano una Fiorentina diversa»

Fiorentina, Paolo Vanoli ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la matematica salvezza ottenuta contro il Genoa. Cosa ha detto

Il traguardo è finalmente realtà. La Fiorentina ha ottenuto l’aritmetica salvezza in Serie A, mettendo fine a una delle stagioni più sofferte della sua storia recente. Al termine del match pareggiato 0-0 contro il Genoa, il tecnico dei viola Paolo Vanoli si è presentato in conferenza stampa per analizzare il percorso compiuto, dedicando un pensiero speciale alla proprietà e tracciando le linee guida per il futuro del club.

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La dedica al Presidente e il peso della missione

Il primo pensiero dell’allenatore è andato all’indimenticato Rocco Commisso. Vanoli ha rivelato il legame stretto con il patron sin dal suo arrivo a Firenze, avvenuto in un momento di estrema crisi: Quando ho firmato l’ho sentito e mi aveva chiesto una cosa importante, vista la situazione di classifica. La salvezza è dedicata a Rocco. Lui e la sua famiglia hanno creato e stanno creando tanto per Firenze: dal centro sportivo, allo stadio. Gli sbagli ci sono ma siamo stati bravi a raggiungere l’obiettivo. Adesso serve guardare avanti con un po’ di sorrisi”.

Il rapporto con la tifoseria e il valore dell’impresa

Nonostante il raggiungimento dell’obiettivo, il clima al Franchi è rimasto teso, con una parte della tifoseria che ha manifestato il proprio malcontento. Vanoli, tuttavia, ha mostrato grande comprensione verso il pubblico fiorentino: “I ragazzi non li hanno accusati. I tifosi hanno diritto di contestare perché meritano una Fiorentina diversa. Ma l’obiettivo che avevamo era forte e dovevamo fare di tutto per raggiungerlo. A volte all’esterno non si vedono cose che ci sono dentro. Ho raggiunto un obiettivo che nessuno aveva mai raggiunto dopo 0 vittorie dopo 11 partite e con una squadra non costruita da me. Questo va detto. Adesso la società farà le sue valutazione per fare una Fiorentina di alto livello: ne sono sicuro”.

Futuro e voci di mercato: “Sono una persona vera”

In chiusura, il tecnico ha voluto spegnere sul nascere ogni speculazione riguardante il proprio futuro e l’interesse di altre società. Con la schiettezza che lo contraddistingue, ha ribadito la sua fedeltà alla causa viola: Ma no, dai. Non sono come tanti che si fanno pubblicità. Sono una persona vera e diretta e ho sempre pensato al bene di questo traguardo. Ora che la permanenza nella massima serie è blindata, la palla passa alla dirigenza per programmare un rilancio che riporti la Fiorentina nelle posizioni di classifica che competono alla sua storia.

Cremonese, Giampaolo dopo il 3-0 al Pisa: «Ci siamo ancora, bisogna stare lì e lottare fino all’ultimo minuto. Vardy non è un giocatore, è IL giocatore»

Cremonese, Marco Giampaolo ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la vittoria per 3-0 contro il Pisa. Cosa ha detto

La corsa per la permanenza nel massimo campionato si riapre clamorosamente allo stadio Giovanni Zini. Nel match valido per la 36ª giornata di Serie A, la Cremonese ha travolto il Pisa con un netto 3-0, conquistando tre punti vitali che permettono ai grigiorossi di continuare a sperare nel miracolo sportivo. Con questo successo, la formazione di Marco Giampaolo si porta a una sola lunghezza di distanza dal Lecce, attualmente quartultimo, delineando un finale di stagione caldissimo che vedrà i lombardi affrontare Udinese e Como negli ultimi 180 minuti di gioco.

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L’analisi di Giampaolo: “Ci siamo ancora”

Al fischio finale, il tecnico grigiorosso è apparso soddisfatto ai microfoni di DAZN, sottolineando l’importanza psicologica della vittoria oltre che quella numerica: “Bisognava vincere e dare una risposta come atteggiamento a noi stessi e ai nostri tifosi. Dovevamo guadagnare questi tre punti per credere nella lotta salvezza, ci siamo ancora, bisogna mantenere l’umore e la concentrazione alta”.

Giampaolo ha poi voluto evidenziare la gestione emotiva dello spogliatoio in un momento così delicato: Bisogna stare li e lottare fino all’ultimo minuto. Ai giocatori ho detto poco oggi negli spogliatoi, alle volte servono parole, alle volte meno. Non ci sono amichevoli e ora si lotterà fino alla fine”.

L’elogio a Jamie Vardy: un campione senza tempo

Il vero protagonista della giornata è stato ancora una volta Jamie Vardy. Nonostante la carta d’identità reciti 38 anni, il centravanti inglese continua a essere il fattore determinante per le speranze della Cremonese. Giampaolo non ha risparmiato elogi per il suo numero nove, paragonandolo a un’altra leggenda del calcio italiano: Vardy non è un giocatore, è il giocatore. Lui è il prototipo dell’attaccante, ha 38 anni è vero, ma il modo in cui si comporta, in cui calcia è eccezionale. Ha un profumo diverso dagli altri, è giocatore. Di questo livello, tra quelli che ho allenato, mi viene in mente Quagliarella. Per noi è un gran valore aggiunto.

Con un Vardy in questo stato di grazia e una squadra ritrovata nello spirito, la Cremonese si prepara a due battaglie finali con la consapevolezza che la salvezza è un obiettivo difficile, ma non più impossibile. Tutto si deciderà sul filo di lana.

Parma, Cuesta nel pre-partita della Roma: «Dobbiamo dare valore al nostro percorso, anche oggi l’obiettivo è vincere»

Parma, Carlos Cuesta ha rilasciato queste dichiarazioni prima del match contro la Roma, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Carlos Cuesta a Sky prima di Parma Roma.

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COME AFFRONTARE QUESTA ROMA«C’è grande volontà di fare una grande prestazione e di portare la partita il più possibile sui binari che vogliamo noi. Sappiamo della difficoltà dell’avversario, della sua qualità e del momento di forma che sta attraversando, ma allo stesso tempo conosciamo anche i nostri punti di forza e dobbiamo sfruttarli».

PARTITE CHE SERVONO A FAR CRESCERE I GIOVANI«Cerchiamo sempre di mettere in campo la squadra più competitiva possibile e di fare le scelte che riteniamo giuste. In questo caso Pellegrino ci ha dato tantissimo. Abbiamo analizzato la situazione e siamo convinti che possa darci molto anche oggi, quando avrà la possibilità di entrare in campo. Allo stesso modo, Estevez arriva da un grande momento di forma e pensiamo che le sue caratteristiche possano aiutarci nella partita di oggi. Tutti, sia chi parte dalla panchina sia chi inizia dal primo minuto, sono pronti a dare il massimo per aiutare la squadra e portare la partita dove vogliamo».

OBIETTIVO «Dobbiamo dare valore anche al nostro percorso, perché all’inizio eravamo la squadra più offensiva della Serie A nelle prime sei partite. Poi abbiamo evoluto un po’ il nostro approccio, in funzione di quello che sentivamo stesse funzionando meglio e di ciò su cui, invece, facevamo più fatica. C’è stato anche un periodo in cui abbiamo giocato sempre con il 4-3-3, con esterni molto aperti e con l’idea di essere più propositivi. Nelle ultime dieci giornate, invece, è vero che abbiamo avuto un approccio più compatto, più basso, con il baricentro più vicino alla nostra porta, ma anche questo ci ha portato risultati. Alla fine, quello che dovevamo fare era avvicinarci il più possibile al nostro obiettivo. Anche oggi l’obiettivo è vincere e affronteremo la partita nel modo in cui sentiamo di poterci avvicinare di più alla vittoria».

Lo riporta vocegiallorossa

Roma, Gasperini prima del Parma: «Non abbiamo margini di errore. La Juventus deve sbagliare una partita, il Milan due!»

Roma, Gian Piero Gasperini ha rilasciato queste dichiarazioni prima del match contro il Parma, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Gian Piero Gasperini a Sky prima di Parma Roma.

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DYBALA TITOLARE – «Questo è il momento giusto. Ha completato tutto il recupero, ha lavorato regolarmente in allenamento e ha già fatto alcuni test partita, quindi oggi partirà dall’inizio».

CERCARE SPAZI CONTRO IL PARMA – «Sicuramente sono molto bravi in questo, sono molto organizzati e hanno ottenuto ottimi risultati con questa disposizione e con questo modo di giocare, quindi si affidano soprattutto a queste caratteristiche. Però sono anche pericolosi quando attaccano. Questa è una bella partita, chiaramente fondamentale per noi, e ci arriviamo anche nel nostro momento migliore».

SU CHI FANNO LA CORSA – «Sostanzialmente non abbiamo margine d’errore, quindi possiamo solamente vincere per continuare a sperare. Poi, dopo, la matematica è quella: la Juventus deve sbagliare una partita, il Milan due».

Formazioni ufficiali Parma Roma: le scelte di Cuesta e Gasperini per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Parma Roma: le scelte di Cuesta e Gasperini per il match di Serie A, valido per la 36ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Parma Roma, sfida valida per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

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PARMA (3-5-2): Suzuki; Circati, Troilo, Valenti, Del Prato, Ordonez, Keita, Nicolussi Caviglia, Valeri, Strefezza, Elphege. All. Cuesta

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. All. Gasperini

Pagelle Fiorentina Genoa: Braschi pimpante all’esordio, Ostigard giganteggia in difesa. I due attacchi non graffiano VOTI

Pagelle Fiorentina Genoa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Fiorentina Genoa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

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FIORENTINA: De Gea 6; Dodò 6, Pongracic 6, Ranieri 6, Gosens 6; Mandragora 5,5 (72′ Brescianini 5,5), Fagioli 6, Ndour 5,5 (72′ Fabbian 6); Parisi 6 (86′ Gudmundsson SV), Braschi 6 (61′ Piccoli 5,5), Solomon 6. All. Vanoli 6

GENOA: Bijlow 6; Marcandalli 6 (82′ Doucoure SV), Ostigard 6,5, Zatterstrom 6; Ellertsson 6, Amorim 6 (82′ Masini SV), Frendrup 6, Martin 6 (71′ Ouedraogo 6); Vitinha 6, Ekhator 6 (71′ Malinovskyi 6); Colombo 5,5 (58′ Ekuban 6). All. De Rossi 6

Pagelle Cremonese Pisa: due ingenuità toscane che costano care, Vardy intramontabile e Bonazzoli cecchino VOTI

Pagelle Cremonese Pisa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Cremonese Pisa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

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CREMONESE: Audero 6; Terracciano 6, Luperto 6 (85′ Folino SV), Bianchetti 6, Pezzella 6 (59′ Zerbin 6); Vandeputte 6.5 (72′ Okereke 7), Maleh 6.5, Grassi 6.5, Barbieri 6.5 (59′ Thorsby 6); Vardy 7 (72′ Sanabria 6), Bonazzoli 7. All. Giampaolo 7.

PISA: Semper 5.5; Canestrelli 5.5, Caracciolo 5.5, Bozhinov 4; Touré 6, Ainsanmiro 5.5 (72′ Piccinini 6), Loyola 4, Vural 5.5 (65′ Hojholt 6), Leris 5 (37′ Angori 6); Stojilkovic 5 (65′ Meister 6), Moreo 5 (37′ Calabresi 6). All. Hiljemark 5.

Moviola Fiorentina Genoa: gli episodi dubbi del match diretto da Massimi. Cosa è successo al Franchi!

Moviola Fiorentina Genoa: gli episodi dubbi del match diretto da Massimi, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

La sfida di domenica pomeriggio al “Franchi” tra Fiorentina e Genoa si è chiusa con un pareggio a reti bianche che rispecchia l’equilibrio visto in campo. Una gara priva di episodi da moviola eclatanti, gestita con un piglio autorevole e senza particolari sbavature dall’arbitro Luca Massimi della sezione di Termoli.

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Primo tempo: contatti in area e precisione sui fuorigioco

L’avvio di gara vede subito la terna arbitrale protagonista: dopo appena un minuto, viene segnalata correttamente la posizione di offside di Riccardo Braschi (Fiorentina), strozzando sul nascere la prima manovra offensiva dei viola. Al 27′ si registra il primo, e unico, episodio di protesta in area di rigore: Fabiano Parisi finisce a terra dopo un contatto ravvicinato con un difensore del Grifone. Massimi, ben appostato, lascia proseguire senza esitazioni; il “silent check” del VAR conferma la decisione del direttore di gara, giudicando il contatto non sufficiente per l’assegnazione della massima punizione.

Nella fase centrale della prima frazione, la partita si è mantenuta su binari di correttezza agonistica, nonostante i numerosi falli tattici sanzionati puntualmente. Al 29′, una punizione concessa ai viola ha portato al pericoloso colpo di testa di Gosens, ma la posizione di partenza dell’esterno tedesco è apparsa regolare.

Secondo tempo: gestione dei falli e ritmo spezzato

Nella ripresa, il copione non è cambiato. Massimi è intervenuto al 57′ per punire un intervento scomposto di Aaron Martin ai danni di un avversario: un calcio piazzato in favore della Fiorentina che ha confermato la soglia di attenzione dell’arbitro sui falli di ostruzione. Pochi minuti prima, al 54′, la conclusione di Vitinha era stata monitorata con attenzione per eventuali deviazioni di mano, non riscontrate dalla terna.

Nonostante il forcing finale della Fiorentina, culminato con diversi calci d’angolo battuti da Manor Solomon, la difesa del Genoa ha sempre agito in modo pulito. Il bilancio disciplinare finale resta contenuto, a testimonianza di una partita corretta dove il direttore di gara non ha mai perso il controllo del match, supportato da assistenti precisi nelle segnalazioni di fondo e laterali. Una prestazione, quella di Massimi, che garantisce regolarità a un pareggio prezioso.

Moviola Cremonese Pisa: due espulsioni per i toscani! Gli episodi dubbi del match diretto da Ayroldi

Moviola Cremonese Pisa: gli episodi dubbi del match diretto da Ayroldi, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

La sfida dello stadio Zini tra Cremonese e Pisa, terminata con il successo grigiorosso per 3-0, è stata una partita estremamente tesa e difficile da gestire per l’arbitro Giovanni Ayroldi. Il direttore di gara è stato protagonista di una conduzione severa, resa necessaria dall’eccessivo agonismo mostrato, in particolare, dalla formazione toscana.

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Pisa in dieci: l’ingenuità di Bozhinov

Il primo episodio chiave del match avviene al 23′. Rosen Bozhinov, già ammonito al 16′ per un intervento falloso, commette un’altra ingenuità fermando irregolarmente un avversario. Ayroldi non ha esitazioni: scatta il secondo giallo e il conseguente cartellino rosso. La decisione appare ineccepibile sotto il profilo regolamentare, lasciando il Pisa in inferiorità numerica per gran parte dell’incontro. Nonostante l’uomo in meno, il primo tempo scorre senza ulteriori scossoni disciplinari gravi, se si esclude l’ammonizione di Arturo Calabresi al 49′ per un fallo.

La ripresa: il rosso diretto a Loyola

Se il primo tempo era stato complicato, la ripresa si apre con un episodio ancora più grave. Al 56′, Felipe Loyola si rende protagonista di un’entrata durissima. Ayroldi estrae direttamente il cartellino rosso, punendo la pericolosità dell’intervento e lasciando il Pisa in nove uomini. La violenza del contrasto è testimoniata anche dal successivo stop del gioco al 57′, quando lo staff medico della Cremonese deve intervenire per soccorrere Giuseppe Pezzella, rimasto a terra dopo una brutta botta.

Regolarità delle reti e gestione dei fuorigiochi

Sotto il profilo tecnico, le reti di Jamie Vardy (31′), Federico Bonazzoli (51′) e Okereke (86′) sono state convalidate senza necessità di interventi del VAR, apparendo regolari nella loro dinamica. Corrette anche le segnalazioni degli assistenti, che hanno fermato Isak Vural (26′) e lo stesso Vardy (48′) in posizione di offside. In definitiva, la prova di Ayroldi è stata caratterizzata da una fermezza assoluta: le due espulsioni hanno inevitabilmente condizionato la gara, ma sono risultate figlie di interventi difensivi fuori tempo e troppo rischiosi.

Italiano in conferenza stampa alla vigilia di Napoli Bologna: «Skorupski, Dallinga e Joao Mario non al 100%. Pessina titolare? Ci teniamo questo interrogativo»

Italiano in conferenza stampa alla vigilia di Napoli Bologna: le sue parole verso il match della 36ª giornata di Serie A 2025/26

La Serie A 2025/26 si avvia verso il suo epilogo, ma per il Bologna il calendario non riserva sconti. Gli uomini di Vincenzo Italiano sono attesi da un trittico finale da brividi contro le grandi del campionato: Napoli, Atalanta e Inter. Un trittico che arriva in un momento delicato per i rossoblù, reduci da un periodo di appannamento caratterizzato dalle sconfitte contro Juventus e Roma e dal recente pareggio contro il Cagliari. Con la rincorsa all’Europa ormai matematicamente tramontata, l’obiettivo del club emiliano è quello di onorare la stagione e ritrovare quel cambio di rotta necessario per chiudere la classifica nella parte sinistra.

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Emergenza infortuni: le condizioni di Skorupski e Dallinga

Il primo ostacolo è rappresentato dal match contro il Napoli, una sfida che Italiano ha presentato in conferenza stampa evidenziando alcune defezioni pesanti. Il tecnico ha fatto il punto sull’infermeria: Skorupski, Dallinga e Joao Mario non sono al 100%, in questa settimana non hanno spinto al massimo. Sono contento che Dallinga sia nelle condizioni di fare la staffetta con Castro, che ultimamente sta accusando il fatto di giocare sempre”.

La gestione delle energie sarà dunque fondamentale, specialmente in attacco, dove Santiago Castro ha dovuto fare gli straordinari nelle ultime settimane a causa della mancanza di alternative.

Tattica e singoli: il jolly Odgaard e il dubbio Pessina

Oltre alle rotazioni nel reparto avanzato, Italiano si è soffermato sulla duttilità di alcuni elementi chiave che garantiscono equilibrio alla manovra del Bologna. Tra questi spicca il profilo dell’ex AZ Alkmaar: Odgaard è un tutto fare: mezzala, trequarti, mediano e centravanti. Un’arma tattica preziosa che permette ai rossoblù di cambiare pelle a partita in corso.

Resta invece il riserbo sulla formazione che scenderà in campo dal primo minuto contro i partenopei. Pessina dal 1′? Ci teniamo questo punto interrogativo. Credo sia un ragazzo molto sveglio, i zero gol subiti sono un segnale del suo valore, ha concluso l’allenatore sul portiere. In un finale di stagione così complesso, il Bologna cerca risposte dai suoi leader per regalare un’ultima gioia ai propri tifosi.

Verona, Sammarco dopo la sconfitta contro il Como: «Ho dato tutto. Mi sono trovato in una situazione non facile e credo di poter stare in questa categoria»

Verona, Paolo Sammarco ha commentato così la sconfitta contro il Como: le dichiarazioni del tecnico post match della 36ª giornata di Serie A

Il post-partita della sfida tra Hellas Verona e Como ha lasciato spazio alla riflessione in casa scaligera. Al termine di un match che ha premiato la formazione lariana, il tecnico dei veneti, Paolo Sammarco, è intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare la prestazione della squadra e tracciare un bilancio della sua complessa avventura sulla panchina gialloblù. Una stagione nata sotto cattivi auspici e proseguita tra mille difficoltà strutturali e di classifica.

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L’analisi tecnica: il divario con il Como

Interrogato sulla sconfitta e sul percorso di crescita della rosa, Sammarco ha posto l’accento sulla profonda trasformazione subita dal gruppo durante il mercato invernale. Il tecnico ha evidenziato come la qualità degli avversari abbia fatto la differenza nel lungo periodo: Quando siamo entrati noi a febbraio la squadra era composta da dodici calciatori, cambiare uomini aiuta. E’ evidente che se ci sono tutti questi punti in classifica con il Como le qualità vengono fuori”.

Il grande rammarico per il Verona resta quello di non aver capitalizzato i momenti di buon gioco espressi durante la gestione Sammarco. Alla domanda se il dispiacere più grande fosse legato al ritardo nel trovare prestazioni convincenti, l’allenatore ha risposto con onestà: Si, anche se poi i punti non sono arrivati lo stesso”.

Il bilancio personale: “Posso stare in Serie A”

Oltre all’analisi della partita, Sammarco ha colto l’occasione per fare un punto sulla propria crescita professionale. Subentrare in una piazza storica con la squadra in fondo alla graduatoria ha rappresentato una sfida probante, che il tecnico ritiene di aver affrontato con la massima dedizione: Posso dire di avere dato tutto. Mi sono trovato in una situazione non facile: da subentrante e con la squadra ultima in classifica. Credo di poter stare in questa categoria, questa esperienza è formativa.

Le sue parole delineano il profilo di un allenatore che, nonostante i risultati deludenti della squadra, sente di aver maturato la consapevolezza necessaria per affrontare le sfide della Serie A. Il futuro del Verona – in Serie B – resta ora un rebus da sciogliere, ma Sammarco rivendica il lavoro svolto in condizioni di estrema emergenza, sottolineando l’importanza di un’esperienza che, seppur amara nei punteggi, ne ha forgiato il carattere e le competenze tattiche.

Como, Fabregas celebra la matematica Europa: «Abbiamo fatto la storia e dobbiamo festeggiare. Non siamo Milan, Inter, Juventus o Napoli, siamo una squadra umile»

Como, Cesc Fabregas ha commentato così la vittoria contro il Verona che è valsa la matematica qualificazione in Europa

Il pomeriggio dello stadio Bentegodi resterà scolpito per sempre nella memoria dei sostenitori lariani. La sfida tra Hellas Verona e Como, valida per la 36ª giornata di Serie A, si è conclusa con l’ennesima prova di forza della formazione guidata da Cesc Fàbregas, capace di imporsi e strappare tre punti che valgono l’aritmetica qualificazione in Europa. Un traguardo leggendario per il club lombardo che, a soli due anni dal ritorno nella massima serie, si ritrova non solo tra le grandi del calcio italiano, ma ancora pienamente in corsa per un clamoroso quarto posto che varrebbe la Champions League.

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L’analisi di Fàbregas: tra mentalità e identità

Al termine del match, un visibilmente emozionato Cesc Fàbregas ha commentato ai microfoni di DAZN l’impresa compiuta dai suoi ragazzi. Il tecnico ha posto l’accento sull’aspetto psicologico e sulla crescita del gruppo: La nuova generazione con i social fatica a godersi i vari traguardi, si frustrano dopo il minimo errore. Oggi abbiamo fatto la storia e dobbiamo festeggiare. Noi abbiamo la nostra identità, ma dobbiamo essere capaci anche ad adattarci a come ci accolgono gli avversari”.

La filosofia di gioco del Como è stata la chiave di volta di una stagione che ha ribaltato ogni pronostico della vigilia, trasformando una neopromossa in una realtà consolidata del calcio europeo.

L’orgoglio del territorio e il legame con i tifosi

Fàbregas non ha dimenticato le radici del club, dedicando il successo a chi ha sostenuto la squadra anche nei momenti più bui della sua storia recente. L’allenatore ha voluto sottolineare la dimensione umana e territoriale della società: Dedico la vittoria ai tifosi. Oggi in tanti mi hanno scritto, mandandomi video di quando giravano l’Italia con il Como in Serie D. Non siamo il Milan, l’Inter, la Juventus o il Napoli, siamo una squadra umile e vogliamo goderci il momento”.

Infine, con un tocco di leggerezza che accompagna la gioia del momento, il tecnico spagnolo ha risposto a una domanda sulla sua possibile presenza in Spagna per il big match tra Real Madrid e Barcellona: Se andrò a vedere il Clasico? C’è un areo che parte da Verona alle 17.30, tra poco deciderò se prenderlo. Con l’Europa ormai in tasca, il Como può concedersi il lusso di guardare al futuro con l’ambizione di chi non vuole smettere di sognare.

Il miracolo Como: l’Europa è realtà, ora Fabregas punta la Champions League. Dentro alla scalata dei lariani che certifica un progetto vincente

Il Como è matematicamente in Europa: ecco i fattori chiave della scalata vincente dei lariani di Cesc Fabregas

Il verdetto è finalmente arrivato, scritto indelebilmente dal rettangolo verde: il Como è aritmeticamente in Europa. Un traguardo che, all’inizio della stagione, sembrava un sogno da cullare e che oggi, invece, rappresenta la giusta ricompensa per una delle cavalcate più entusiasmanti della storia moderna della Serie A. La società lariana, guidata con visione e coraggio, ha abbattuto ogni scetticismo, trasformando lo stadio Sinigaglia in un fortino inespugnabile e in un laboratorio di calcio moderno.

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Obiettivo Champions: la Juventus e il Milan nel mirino

Con la certezza di un posto nelle prossime competizioni continentali già in tasca, la fame dei biancoblu non si è affatto placata. Anzi, la classifica attuale autorizza la piazza a sognare il bersaglio più grosso. Il club lariano si trova infatti ora a -3 dalla Juve – al momento terza -, mettendo una pressione incredibile sulla Vecchia Signora in questo finale di stagione. Non solo: il Como si è portato a -2 dal Milan quarto (una partita in meno), delineando una volata per l’Europa che conta che terrà l’Italia intera con il fiato sospeso. La possibilità di vedere le stelle della Champions riflettersi sulle acque del lago è più concreta che mai.

Il fattore Douvikas e la gestione di Cesc Fàbregas

Se il collettivo è stato il motore di questa impresa, i singoli sono stati il combustibile. Su tutti spicca la figura di Anastasios Douvikas, autore di una stagione monumentale: sono ben 16 gol in stagione per il centravanti greco, capace di caricarsi l’attacco sulle spalle e di timbrare il cartellino con una continuità disarmante.

Tuttavia, il vero architetto di questo capolavoro siede in panchina. Quello che sta compiendo Fabregas è un autentico miracolo. Cesc ha saputo trasmettere alla squadra una mentalità vincente, un’identità tattica fluida e una personalità che raramente si vede in una squadra appena salita un anno fa dalla categoria inferiore.

Un modello per il calcio italiano

La stagione del Como non è solo una cronaca di successi sportivi, ma il manifesto di un progetto serio e ambizioso. La combinazione tra una proprietà solida e una guida tecnica illuminata ha generato un’alchimia perfetta. Ora, a due giornate dal termine, il Como non vuole più fermarsi: l’Europa è già conquistata, ma la storia si scrive puntando alle vette più alte.

Addio al calcio giocato per l’ex obiettivo di Juventus e Milan: si ritira a 30 anni, è ufficiale

A trent’anni oggi un difensore centrale viene spesso considerato nel pieno della maturità calcistica. Hai esperienza, letture migliori, meno frenesia rispetto ai ventenni e ancora abbastanza fisico per reggere ad alti livelli. Per questo la notizia arrivata dalla Germania ha colpito parecchio anche fuori dalla Bundesliga.

Perché non si sta parlando di un giocatore sul viale del tramonto, né di uno sparito dal calcio da tempo. Anzi. Fino a poco tempo il suo nome girava ancora attorno a grandi partite, Champions League e nazionale tedesca.

Senza dimenticare l’accostamento a Juventus e Milan in chiave mercato. Poi qualcosa si sarebbe spezzato lentamente, tra problemi fisici, continuità persa e una fatica sempre più evidente nel ritrovare stabilità.

Nelle ultime ore il Borussia Dortmund ha ufficializzato tutto attraverso un comunicato pubblicato sui propri canali: Niklas Sule ha deciso di chiudere la carriera da calciatore professionista a soli 30 anni.

Una scelta pesante, non solo per il Dortmund

Il club tedesco ha confermato la decisione parlando apertamente della fine della carriera del difensore, una notizia che inevitabilmente cambia anche la percezione di ciò che è stato Süle negli ultimi anni. Perché il centrale tedesco non era uno qualunque.

Parliamo di un giocatore che aveva attraversato Hoffenheim, Bayern Monaco e, appunto, Borussia Dortmund con aspettative enormi addosso. Per caratteristiche fisiche e tecniche, in Germania lo avevano spesso considerato uno dei difensori più completi della sua generazione, soprattutto nei primi anni al Bayern.

Poi però il corpo ha iniziato a presentare il conto. Infortuni, ricadute, problemi di continuità, partite saltate.

I gialloneri hanno salutato il difensore con rispetto e riconoscenza, mentre resta il pensiero di ciò che sarebbe potuto essere ancora, se il fisico avesse retto un po’ di più.

Pagelle Verona Como: Douvikas scrive la storia (e non smette di segnare), Fabregas completa il sogno Europa VOTI

Pagelle Verona Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Verona Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

VERONA: Montipò 6; Edmundsson 5.5, Nelsson 6, Valentini 6; Belghali 6 (81′ Vermesan SV), Akpa Akpro 6 (81′ Aguiar SV), Gagliardini 6, Bernede 5.5 (63′ Lovric 6), Frese 5.5; Bowie 5.5, Suslov 6. All. Sammarco 6

COMO: Butez 6; Vojvoda 6 (46′ Smolcic 6), Kempf 6.5, Diego Carlos 6, Valle 6 (36′ Moreno 6); Da Cunha 6.5, Perrone 6 (46′ Caqueret 6); Diao 6.5 (81′ Van der Brempt SV), Nico Paz 6, Jesus Rodriguez 6 (46′ Baturina 6); Douvikas 7. All. Fabregas 6.5

Moviola Verona Como, rebus rigori e gol annullato: gli episodi dubbi del match diretto da Di Bello. Cosa è successo al Bentegodi!

Moviola Verona Como: gli episodi dubbi del match diretto da Di Bello, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Il posticipo domenicale tra Verona e Como ha regalato una direzione di gara intensa per l’arbitro Marco Di Bello, chiamato a gestire una partita spigolosa, decisa da un gol di Douvikas ma caratterizzata da continui ricorsi alla tecnologia e nervosismo sulle panchine.

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Il rebus dei rigori e il ruolo del VAR nel primo tempo

La prima frazione di gioco è stata segnata da ben due situazioni dubbie all’interno dell’area di rigore lariana. Al 31′, il Verona reclama a gran voce un penalty per un presunto abbattimento ai danni di Tomas Suslov. Di Bello inizialmente lascia proseguire, ma il gioco viene interrotto per un lungo check del VAR. Dopo aver rivisto le immagini al monitor, il direttore di gara conferma la sua decisione originale: niente rigore, scatenando le prime proteste dei padroni di casa.

Pochi minuti dopo, al 37′, un altro episodio accende gli animi: un colpo di testa di Nelsson sembra impattare sul braccio di Diego Carlos. Anche in questo caso, l’intervento della sala video di Lissone è risolutivo: il tocco viene giudicato involontario o non punibile, e Di Bello fa segno di continuare tra l’incredulità dello stadio Bentegodi.

Il gol annullato al Verona e il nervosismo di Fàbregas

Il secondo tempo ha mantenuto alta la tensione. Al 71′, il Como trova il vantaggio regolare con Douvikas, ma è al 75′ che scoppia il caso: il Verona pareggia con Kieron Bowie, ma l’esultanza dura pochi istanti. Di Bello effettua immediatamente il segnale del VAR e, grazie all’ausilio della tecnologia, annulla la rete per fuorigioco, confermando la millimetrica chiamata del guardalinee.

Il finale di gara è diventato elettrico non solo in campo, ma anche a bordo campo. Dopo il giallo comminato al tecnico scaligero Paolo Sammarco al 39′, è stato il turno di Cesc Fàbregas. L’allenatore del Como, nonostante il vantaggio, si è lasciato andare a qualche parola di troppo e ad ampi gesti di stizza nei confronti di Di Bello, che non ha esitato a mostrargli il cartellino giallo all’84′.

Gestione dei falli e disciplina

Complessivamente, Di Bello ha estratto cartellini pesanti, tra cui quello a Maxence Caqueret (61′), apparso ineccepibile per l’irruenza dell’intervento. Nonostante le critiche per la gestione dei contatti in area, l’arbitro brindisino ha dimostrato fermezza, affidandosi correttamente al supporto tecnologico nei momenti cruciali per garantire la regolarità del risultato finale.

Formazioni ufficiali Cremonese Pisa: le scelte di Giampaolo e Hiljemark per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Cremonese Pisa: le scelte di Giampaolo e Hiljemark per il match di Serie A, valido per la 36ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Cremonese Pisa, sfida valida per la 36ª giornata di Serie A 2025/26.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

CREMONESE (4-4-2): AuderoTerracciano, Luperto, Bianchetti, Pezzella; Barbieri, Maleh, Grassi, Vandeputte; Vardy, Bonazzoli. Allenatore: Marco Giampaolo

PISA (3-5-2): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Akinsanmiro, Loyola, Vural, Leris; Stojilkovic, Moreo. Allenatore: Oscar Hiljemark

Formazioni ufficiali Fiorentina Genoa: le scelte di Vanoli e De Rossi per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Fiorentina Genoa: le scelte di Vanoli e De Rossi per il match di Serie A, valido per la 36ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Fiorentina Genoa, sfida valida per la 36ª giornata di Serie A 2025/26.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli, Mandragora; Parisi, Braschi, Solomon. Allenatore: Paolo Vanoli

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Zatterstrom; Ellertson, Amorim, Frendrup, Martin; Vitinha, Ekhator; Colombo. Allenatore: Daniele De Rossi

Mkhitaryan riflette sul futuro: il ritiro resta una possibilità. Inter in attesa

Mkhitaryan prenderà presto una decisione definitiva sul proprio futuro: resta aperta l’ipotesi del ritiro dal calcio giocato

Il futuro di Henrikh Mkhitaryan è ancora tutto da definire. Come riportato da Fabrizio Romano, il centrocampista dell’Inter starebbe valutando seriamente anche l’ipotesi del ritiro dal calcio giocato.

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Una riflessione iniziata già da febbraio, con il giocatore che starebbe prendendo tempo prima di comunicare la propria scelta definitiva al club nerazzurro. L’Inter, infatti, aspetta di capire quali saranno le intenzioni dell’armeno per pianificare il futuro della rosa e del centrocampo.

Contratto in scadenza e decisione attesa a breve

L’attuale contratto di Mkhitaryan terminerà a giugno e al momento non esistono ancora certezze sul possibile rinnovo. Sul tavolo restano diverse opzioni: continuare per un’altra stagione oppure chiudere definitivamente la propria carriera professionistica.

Arrivato a Milano nel 2022, Mkhitaryan è diventato rapidamente uno dei leader tecnici e caratteriali della squadra, grazie alla sua esperienza, alla sua qualità in mezzo al campo e alla capacità di dare equilibrio alla manovra nerazzurra.

Adesso, però, il centrocampista sembra pronto a fermarsi per riflettere seriamente sul proprio futuro. E la decisione potrebbe arrivare molto presto.

Roma, caccia al nuovo ds: Manna resta il primo obiettivo, ma cresce la concorrenza

I giallorossi lavorano al futuro tra intrecci di mercato e possibili sorprese: Manna in pole come possibile nuovo DS

In casa Roma continua il casting per il nuovo direttore sportivo, figura ritenuta centrale per programmare il prossimo ciclo tecnico. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il nome in cima alla lista resta quello di Giovanni Manna, attualmente al Napoli.

La trattativa, però, si presenta tutt’altro che semplice. Il club partenopeo non avrebbe intenzione di liberare facilmente il dirigente, anche se la Roma sarebbe pronta a mettere sul tavolo un’offerta economica nettamente superiore rispetto all’attuale ingaggio percepito in Campania.

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D’Amico, Sogliano e Paratici tra le alternative

Secondo Il Tempo, il presidente Aurelio De Laurentiis potrebbe prendere in considerazione l’addio di Manna soltanto davanti a una proposta da 5-6 milioni di euro.

Nel frattempo restano vive anche altre piste. Tra queste c’è Tony D’Amico, destinato a lasciare l’Atalanta dopo il possibile arrivo di Cristiano Giuntoli. Sul dirigente nerazzurro, però, ci sarebbe anche il forte interesse del Milan.

Restano inoltre monitorati i profili di Sean Sogliano e Fabio Paratici.

Attenzione infine anche al settore scouting: Gian Piero Gasperini vorrebbe rinnovarlo profondamente e tra i candidati spunta il nome di Michele Fratini.

Pulisic si ferma, tegola in casa Milan: contro l’Atalanta spazio a Leao dal 1’

Pulisic ha accusato un fastidio al gluteo questa mattina: out stasera contro l’Atalanta. In coppia con Gimenez ci sarà Leao

Brutte notizie per il Milan alla vigilia della sfida contro l’Atalanta. Come riportato da MilanNews24, Christian Pulisic ha accusato un fastidio al gluteo durante l’ultimo allenamento e non sarà a disposizione dal primo minuto.

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Lo staff tecnico ha preferito non correre rischi, escludendo l’esterno americano dall’undici titolare per la gara di questa sera.

Tocca a Leao accanto a Gimenez

Al posto di Pulisic ci sarà Rafael Leão, pronto a partire dal 1’ accanto a Santiago Giménez nel tandem offensivo scelto da Massimiliano Allegri.

Si tratta della stessa coppia offensiva vista nella sfida d’andata disputata a Bergamo, con il Milan che spera di ritrovare brillantezza e peso offensivo in un momento particolarmente complicato della stagione.

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