Paolo Maldini: «Milan, sui cinesi ho ancora dei dubbi…»

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Paolo Maldini non cambia idea: l’ex capitano del Milan nutre ancora perplessità, a una settimana dal closing, sulla nuova proprietà cinese rossonera. L’ex difensore rossonero ha parlato poi anche di Leicester e Juventus

Doveva essere parte integrante del nuovo Milan poi, incredibilmente, ha detto di no all’offerta cinese: Paolo Maldini continua a giocare da libero, anche alla fine della sua carriera. L’ex capitano del Milan, intervistato nelle scorse ore da Radio 2, ha parlato approfonditamente della questione rossonera: la nuova proprietà cinese gli aveva offerto un ruolo dirigenziale, senza troppo libertà decisionale però, lui ha preferito dire di no. Perplessità confermate qualche mese dopo? Sì… «Io sono sempre più convinto della scelta che ho fatto e, anche oggi che dovrebbe mancare una settimana al closing, i miei dubbi restano gli stessi – le parole di Maldini – . Un mio ritorno nel mondo del calcio? Io ho dato tanto, ma ho pure ricevuto, per questo non mi sono mai aspettato nulla e continuo a vivermela così. Semmai un giorno dovessi tornare, sarà di sicuro solo con il Milan».

Paolo Maldini: «Ranieri, hai fatto la storia»

Maldini, tra le altre cose, nel corso dell’intervista radiofonica ha parlato pure del clamoroso esonero di Claudio Ranieri da parte del Leicester City: «Ranieri ha scritto la storia, questo non lo cancellerà mai più nessuno, una cosa del genere sarà difficile da replicare nel calcio di oggi. Però la riconoscenza, da parte dei professionisti, non va attesa: licenziare un allenatore è sempre più semplice che cacciare trenta giocatori, molte volte c’è un rapporto che si incrina e le società sono costrette a decidere di conseguenza. Secondo me il lavoro dell’allenatore è sottostimato: alcuni fanno veramente tanto la differenza, alcuni di loro hanno scritto non solo la storia di un club, ma proprio del calcio». Parlando appunto di allenatori e della diatriba occorsa in casa Juventus tra Massimiliano Allegri e Leonardo Bonucci: «L’allenatore ha il diritto di mandare un giocatori in tribuna, sono cose che possono succedere se magari in campo sei stanco o nervoso. Poi ora ci sono tante telecamere: anche io ho avuto litigi con tecnici e compagni, solo che nessuno li ha visti».