Roberts, il Como e gli obiettivi in B: le sue parole
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Osian Roberts: «Il Como gioca verticale e vuole andare in gol velocemente»

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Osian Roberts, allenatore del Como, ha parlato a La Gazzetta dello Sport degli obiettivi della squadra in Serie B

Osian Roberts è il nuovo allenatore del Como. Secondo in classifica, il gallese convive con Fabregas e ha una carriera interessante e di profilo internazionale. Ecco la sue parole a La Gazzetta dello Sport.

IL 4-0 CON LO SPEZIA«Ci sono state molte cose di cui essere contenti, in altre avremmo potuto fare meglio. I giocatori avevano le idee chiare su cosa voleva lo staff. È andata bene ma non vogliamo fermarci, c’è un percorso da seguire».

UN CALCIO VERTICALE«Chi è in campo decide. Vogliamo ragazzi che giochino a calcio, non robot. Noi suggeriamo soluzioni, quando essere pazienti o cambiare fronte, come creare spazi e giocarci dentro. Alla fine però vogliamo segnare presto. Se possiamo scegliere tra farlo dopo 5 passaggi o dopo 30 preferiamo la prima opzione».

LA SERIE B «Ho visto tante partite con molti gol. E tecnici organizzati, squadre con un piano A e un piano B. E tutte sono competitive».

FABREGAS«Sarebbe sciocco non parlare con lui di come giocare, di quale giocatore sia più adatto a una determinata situazione. Ha vissuto la B e gli chiedo un sacco di cose: stadi, tifosi, identità delle squadre. Conosce lo spogliatoio, la mentalità. Ha una grande storia da giocatore ed è un buon allenatore. Nello staff ognuno ha una responsabilità, parliamo e poi decidiamo collettivamente».

IL MAROCCO IN QATAR«Sono orgoglioso di loro. In quel momento però lavoravo al Crystal Palace con Vieira. È stato bellissimo giocarsela contro Conte, Guardiola, Arteta o Klopp»

IL SUICIDIO DEL CT SPEED NEL 2011«Fu incredibilmente difficile, lo è ancora adesso. Il giorno prima ero in Qatar, al telefono mi disse di cercare un buon posto per uno stage. Il giorno dopo è successo ciò che è successo. Con Gary avevamo un sogno, dopo 60 anni vedere il Galles al Mondiale. Avevamo un piano in sei fasi, lui ha vissuto la prima. Abbiamo continuato su quella traccia. La sua eredità è stata fondamentale»