Signorini racconta Maradona: «Tutti sapevano a Napoli della droga, nessuno ha fatto niente»

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© foto www.imagephotoagency.it

Lo storico preparatore atletico di Diego Armando Maradona svela dei retroscena dell’esperienza del Diez a Napoli

Fernando Signorini, storico preparatore atletico di Diego Armando Maradona, ha rilasciato un’intervista a Repubblica in cui ha svelato alcuni retroscena del suo rapporto con il Pibe de Oro.

PROFESSIONISTA – «Una delle più grandi bugie che hanno detto su Diego è che non si allenava. Ma che sciocchezza. Secondo lei, uno così poteva permettersi il lusso di non allenarsi? Maradona era un animale, aveva un fisico eccezionale: altrimenti non avrebbe preso tutti i calci che ha preso, rialzandosi sempre prima del fischio di un arbitro. Si allenava quando gli altri finivano e perfino di notte, nel garage di casa a Posillipo. Se si metteva in testa di fare una cosa, la faceva».

CUORE D’ORO – «Tutti sapevano a Napoli della droga: presidente, allenatore. Nessuno ha fatto niente, contava solo che andasse in campo. E in campo Maradona era un uomo felice. Lì in mezzo era Ulisse circondato dai nemici, correva in campo e inventava le giocate, attaccava con l’astuzia dell’eroe greco, sorprendeva l’avversario nel suo punto debole. E fuori dal suo mondo, rimaneva un uomo forse fragile, ma mai comune. Antipatico al potere, questo sì: perché combatteva le ingiustizie, non riusciva a tenersele dentro. E non sopportava di veder soffrire la gente. Le racconto un episodio: a Fuorigrotta, un vecchietta lo salutava sempre da un balconcino malandato. Diego un giorno si fermò per abbracciarla, a quella povera donna stava per venire un infarto… Da allora, ogni volta che passavamo di là per andare a Soccavo, ci fermavamo sotto quel balconcino, lui lasciava una maglietta, o un po’ di soldi».