Simeone si racconta in un’intervista: «prima ero un’ala»

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Simeone si racconta a 360 gradi. Intervistato da La Repubblica, el cholito racconta anche come i meccanismi di Pioli comincino ad essere assimilati al meglio

Giovanni Simeone è indubbiamente uno degli prospetti più interessanti di questo campionato. Su di lui si poggiano le speranze della tifoseria e, col passar del tempo, sta aumentando il suo peso specifico nell’attacco della Fiorentina. Indubbiamente, il cambio di allenatore e il conseguente cambio di impostazioni tattiche ha comportato un periodo di fisiologico adattamento. Inoltre, con l’appoggio di Cyril Théréau e gli inserimenti fulminei di Federico Chiesa, il cholito sembra essere sempre più a suo agio nei movimenti corali della viola. Simeone, questa mattina, è stato intervistato dai colleghi de La Repubblica e ha affrontato varie tematiche, a partire dal peso che ha il suo cognome al suo ruolo di punta centrale. L’attaccante ex Genoa ha raccontato come sia difficile, per un ragazzo, essere un figlio d’arte: «Essere un figlio d’arte mi ha fatto un po’ soffrire da piccolo, ma ora non ci penso più perché di un attaccante contano i gol. Dopo l’eliminazione dell’Atletico ho sentito mio padre, ma era tranquillo: ‘Quando si fanno certi errori, si pagano’, mi ha detto».

Nel riquadro riassuntivo, sono mostrate le stats di Giovanni Simeone, aggiornate a domenica scorsa

Simeone ha, poi, confessato di aver cominciato la sua carriera come ala, prima di spostare il suo raggio d’azione al centro dell’area di rigore: «Tanti anni fa, mio padre mi consegnò un biglietto dove c’era scritto di innamorarmi del gol. All’inizio ero un esterno, poi il mio allenatore mi spostò come prima punta e diventai capocannoniere». È apparso fiducioso nei propri mezzi e in quelli della sua squadra, certamente galvanizzato dai due goal segnati in tre partite, l’ultimo dei quali domenica scorsa nella vittoria casalinga contro il Sassuolo: «Siamo un gruppo molto coeso, con la Roma abbiamo dimostrato di saper lottare fino alla fine. Noi siamo una squadra ambiziosa, Pioli è un allenatore equilibrato. In attacco guardo sempre Thereau, che ha grande esperienza, per imparare come gestire le sue giocate. Chiesa, invece, è un giocatore che ha molta fame. Il mio obiettivo è quello di fare più gol possibili». Domenica c’è la sfida al Napoli al San Paolo, affamato di vittorie dopo la delusione in Champion League: si riparte dalle 5 reti segnate con una precisione al tiro del 41% e dal 70% di pass accuracy. Niente male per essere l’inizio di un nuovo ciclo.