Torino, Ogbonna: “Mi sento italiano. Balotelli…”

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Angelo Ogbonna ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del settimanale de “La Gazzetta dello Sport”, “Sportweek”, dove ha parlato in particolar modo cosa ha provato a crescere in Italia. Ogbonna oggi fa parte della Nazionale italiana e, assieme a Balotelli, rappresenta un nuovo fenomeno della generazione azzurra. Il difensore del Torino spiega di non aver sofferto il distacco dai genitori dettato per la sua carriera professionistica. Il calciatore parla della sua educazione, di come sia iscritto a giurisprudenza una facoltà  che intende finire, con la giusta calma. Ogbonna raffronta anche le differenze tra la cultura africana e quella italiana, ed ha poi spiegato perchè ha scelto la nazionalità  italiana: “Sono nato in Italia e mi sento italiano, anche se la legge mi considera tale solo da quando ho compiuto 18 anni. Ma non concepisco distinzioni sulla base del colore della pelle tra persone nate nello stesso Paese”. Rispetto ad episodi di razzismo, Ogbonna risponde: “Mai. NeÃ? in campo, neÃ? fuori. Se allo stadio qualcuno del pubblico mi ha insultato, giuro di non aver sentito. Sono cosiÃ?Â? concentrato sulla partita, che fatico pure a sentire i richiami dell’allenatore. NeÃ? si eÃ?Â? permesso qualche avversario, anche percheÃ? faccio di tutto per non entrare in contatto con lui, se non per togliergli il pallone. Di norma, manco lo guardo. Fuori, la concentrazione di immigrati eÃ?Â? molto forte, a Torino. I problemi ci sono, ma qui sono molto piuÃ?Â? abituati al “diverso” rispetto al Sud, dove il nero ha maggiori difficoltaÃ?Â?”. Ogbonna ammette di cantare l’inno e di sentirsi italiano al cento per cento e racconta poi di come si saluta in Nazionale con Balotelli, dove i due si riferiscono come ‘fratello’: “SiÃ?Â?. Ma con Mario ci chiamiamo anche “negro”. Questa parola, detta da noi, ha un sapore tutto diverso da quello che avrebbe sulla bocca di qualcun altro”. Ogbonna parla anche del Balotelli che non vediamo: “Non eÃ?Â? quello che si vede in tv o di cui si legge sui giornali. Lui in alcune cose eÃ?Â? ancora un bambino, sembra me da piccolo: non vede il pericolo. Dice e fa quello che gli passa per la testa, senza pensare alle conseguenze. Ma eÃ?Â? un ragazzo perbene, che ha solo voglia di esibirsi e piacere. EÃ?Â? come se dicesse: la vita eÃ?Â? cosiÃ?Â? bella, percheÃ? la prendi tanto seriamente? Io non posso che parlare di lui in termini positivi. Ci sono persone che vivono di apparenza, che davanti si comportano in un modo e alle tue spalle in un altro. Mario, invece, come lo vedi, eÃ?Â?. EÃ?Â? sbagliato per questo mondo cosiÃ?Â? attento all’imma- gine, ma puoi star sicuro che da lui non avrai mai nes- suna brutta sorpresa. EÃ?Â? un puro”.