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Turchia, Terim: «Calhanoglu un fenomeno, con lui impresa possibile»

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L’ex c.t. della Turchia Terim ha parlato in vista dei playoff Mondiali in cui sarà impegnata la nazionale

Fatih Terim, ex c.t. della Turchia, in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato in vista dei playoff Mondiali.

PLAYOFF DIFFICILI – «No, so bene che la strada della Turchia per arrivare a Qatar 2022 non è per niente facile. Prima c’incontreremo con una delle possibili favorite del Mondiale, il Portogallo. Poi se dovessimo passare, ci sarà il gigante del calcio mondiale e il favorito di sempre, l’Italia. Certo, la strada per noi non è facile, ma se guardiamo indietro vediamo che la Turchia ha avuto spesso successi clamorosi quando sembrava impossibile. Come all’Europeo 2008 (semifinali, ndr) o nel 2000 (successo col Belgio, padrone di casa all’Euro, ndr)».

TURCHIA – «La Turchia è un Paese calcistico che dovrebbe partecipare sempre a tutti i grandi tornei. Siamo una squadra tatticamente disciplinata ed evoluta, e aggiungendo i nostri sentimenti, il calore, al nostro carattere calcistico definiamo un modello unico e distinguibile. D’altra parte, abbiamo una squadra fatta da giovani importanti e interessanti. Con tanti ho anche avuto la possibilità di lavorarci insieme, di farli crescere e vorrei sempre vederli competere nei tornei più importanti, cominciando dai Mondiali. Questi ragazzi se la meritano una possibilità del genere».

PORTOGALLO – ««Il fatto che Ruben Dias, il centrale del City, e Pepe non ci sa- ranno può sembrare un vantaggio, ma se poi guardiamo la rosa del Portogallo sono tutti giocatori rilevanti a livello mondiale. Come centrali assieme a José Fonte ci sono Gonçalo Inacio dello Sporting (che ha disputato la Champions) e Tiago Djalò del Lilla, anche lui con fresca esperienza in Europa, e che sono an- che due giocatori con un grande futuro, di 21 e 20 anni. Inoltre il Portogallo ha dei terzini d’élite come Joao Cancelo, Nuno Mendes del Psg, Diogo Dalot dello United. Avranno diverse soluzioni».

CALHANOGLU – «Abbiamo tanti giocatori importanti e di assoluto valore. Possiamo contare e fidarci per esempio di Hakan Calhanoglu che ormai secondo me è diventato un fenomeno, un campione della Seria A. Quando a 19 anni, nel 2013 e giocava all’Amburgo, gli ho dato per la prima volta la maglia della nazionale non avevo avuto alcun dubbio. Conosco bene il suo potenziale e credo che possa ancora migliorare, fare di più. D’altronde sono molto felice di vedere Merih Demiral che sta dimostrando il suo vero valore all’Atalanta, con l’ambiente giusto per lui. Oltre ai nostri giocatori in A e nei vari campionati europei, penso a Kerem Aktürkoğlu, 23 anni, esterno del Galatasaray, si farà presto conoscere anche in Europa, e può fare la differenza sia contro il Portogallo e possibilmente spero an- che contro l’Italia. Ha tante caratteristiche fondamentali e di qualità che non si vedono facilmente nel calcio di oggi, dribbling, corsa. L’ho preso da un club di terza serie turca due anni fa».

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