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Editoriale

Vlahovic Juve: Commisso ha perso l’occasione dell’eterno amore

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La cessione di Vlahovic alla Juve ha scatenato le inevitabili proteste dei tifosi della Fiorentina: Commisso ha perso una grande occasione

Non sarà semplice spegnere l’eco della passaggio di Dusan Vlahovic alla Juve. E di conseguenza cancellare dalla mente dei tifosi della Fiorentina l’ennesimo, incredibile tradimento.

Dopo gli immediati striscioni all’esterno del Franchi la sera stessa dello strappo, ecco la presa di posizione definitiva e devastante della Curva Fiesole, il cuore bollente del popolo gigliato. Un comunicato durissimo e verbalmente violento nei confronti del calciatore, innanzitutto.

Probabilmente inevitabile che il centravanti serbo ricevesse critiche e insulti come avvenuto nel recente passato a Bernardeschi e Chiesa. Se da un lato il neojuventino aveva tutto il diritto, professionalmente parlando, di intraprendere una nuova avventura, dall’altro ha sicuramente commesso qualche errore.

La scorsa estate, tanto per cominciare, promettendo a Moena un rinnovo di contratto per il quale i suoi agenti sostanzialmente non si sono nemmeno seduti a discutere. E successivamente facendo credere a tutti che, comunque, la stagione l’avrebbe chiusa in viola con l’obiettivo di continuare a sorprendere la Serie A e, magari, centrate il pass per le competizioni europee.

Ma nel mirino è finito senza mezzi termini anche Rocco Commisso, accusato di aver perso la faccia e di aver assecondato troppo le indicazioni dei propri uomini mercato. Difficile dare torto ai tifosi fiorentini, in tutta onestà, feriti nell’orgoglio ancora una volta, stavolta da chi in questi mesi si era sempre scagliato contro il “sistema” e prometteva rivoluzione.

Ecco, in questo senso il proprietario della Viola ha perso un’enorme, unica occasione. Quella di diventare inattaccabile e al contempo idolatrato dal suo popolo. Se avesse mantenuto il pugno duro avrebbe perso magari un’ottantina di milioni, ma avrebbe guadagnato l’eterna riconoscenza. Forse avrebbe dovuto tenere in tribuna Vlahovic fino a giugno 2023, ma ne sarebbe valsa la pena. Di certo non economicamente e forse nemmeno sportivamente. Ma le chiavi della città non gliele avrebbe tolte nessuno.