Regini: «Sampdoria e Napoli: vi racconto la mia storia»

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Vasco Regini, difensore della Sampdoria, ha parlato del suo ritorno a Genova, delle critiche, del suo momento e di molto altro ancora

Vasco Regini, difensore della Sampdoria, ha parlato a “Telenord” raccontando la sua avventura in blucerchiato, ma anche il suo passaggio al Napoli, per 6 mesi: «Ho sempre sperato di diventare capitano non so se me lo sarei aspettato. Sono arrivato alla Samp da giovane e mi sono ritagliato uno spazio importante, quest’anno poi sono diventato capitano e sono molto orgoglioso. Fuori dal campo, comunque, il capitano resta Palombo, l’ho sempre detto: è una persona di riferimento anche se ora scende poco in campo. Critiche? Ho sempre dovuto convivere con le critiche ma io ho sempre pensato a lavorare senza lasciarmi condizionare. Napoli? Con senno di poi lo rifarei, ma di sicuro non è andata bene. Però mi sono allenato con dei campioni ed è un’esperienza che mi ha fatto crescere. Ero contento di tornare alla Sampdoria».
LE DICHIARAZIONI – Prosegue Regini: «Mihajlovic? E’ uno istintivo. Dopo il derby avrebbe voluto strozzarmi perché avevo fatto qualcosa di stupido ma poi mi ha chiesto scusa subito dopo ed è finita lì. Giampaolo? La società ha fatto un ottimo lavoro. Son arrivati giovani forti: c’è chi è pronto subito, chi ha bisogno di qualche mese in più per essere al cento per cento, ma hanno grandi qualità, si vede subito in allenamento. Il mister assomiglia un po’ a Sarri a livello tattico e io apprezzo molto questo suo modo di fare calcio. Eravamo in crisi di risultati, più che di prestazioni. Non abbiamo perso la fiducia ed è arrivata la vittoria nel Derby. Ora testa al Sassuolo, una squadra da non sottovalutare».

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