L’agente Simone Bernardo: «Come cambia il mercato nel calcio femminile» – ESCLUSIVA

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Simone Bernardo, agente di varie calciatrici di Serie A, racconta come cambierà il mercato nel calcio femminile

L’agente Simone Bernardo, procuratore di varie giocatrici di Serie A femminile, racconta a Calcionews24.com come cambierà il mercato dopo l’emergenza Coronavirus.

Per quanto riguarda il calciomercato maschile, si parla di una sessione in stile Nba. Come potrebbe cambiare invece il mercato femminile?

«Ci saranno secondo me dei cambiamenti. Quello che accadrà come nel maschile è un calciomercato di idee. Un buon direttore sportivo o un buon allenatore che hanno avuto la capacità di seguire delle giovani durante l’anno, possono magari puntare su di loro senza avere un esborso economico altissimo, e si assicurano una giocatrice che fa una stagione da protagonista. Non può essere come prima che per tappare i buchi si prendono giocatrici dall’estero mettendo mano al portafogli. Chi ha idee è avvantaggiato rispetto agli altri».

Aumentare il numero delle straniere tesserabili potrebbe far crescere la visibilità e il livello del campionato?

«Secondo me no. Nel maschile una volta si dovevano portare un numero limitato di stranieri, e ogni squadra ne aveva alcuni forti. Gli olandesi al Milan, Zico all’Udinese, Maradona al Napoli… Se tu apri per far numero e riempi con giocatrici che sono straniere ma non alzano il livello, non è utile. Se porti delle giocatrici top che alza il livello sì, ma non deve essere un riempi-rosa».

Secondo lei le squadre italiane come potrebbero ottenere successi maggiori in campo europeo?

«Devono continuare su questa linea, cercando di crescere di anno in anno. Il calcio femminile italiano è nato poco tempo fa e la Federazione non fa nulla per farlo crescere. A parte i followers di qualche giocatrice non è cambiato nulla, le calciatrici non sono professioniste e non ci sono tutele. Finché non interviene la Federazione è difficile che i club riescano a competere da altre parti. Se devi far venire in Italia una giocatrice straniera, che in Inghilterra o Francia è una lavoratrice subordinata mentre in Italia non lo è, fai doppia fatica per convincerla».

Lo spostamento al 2022 dell’Europeo femminile potrebbe essere un’occasione per tante giovani?

«Se devo essere egoista ho pensato subito alla Panzeri. Lo spostamento di un anno le dà la possibilità di rientrare dall’infortunio e poter partecipare da protagonista. Quelle che potevano andare perdono un anno, quelle che non potevano andare ne guadagnano uno. È un 50 e 50».