Ancelotti rivela: «Sono cambiato grazie a Zidane»

Ancelotti rivela: «Sono cambiato grazie a Zidane»
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Carlo Ancelotti ha parlato dei suoi inizi. Il tecnico, ora al Napoli, si è liberato dei dogmi di Sarri grazie a Zidane, allenato alla Juve

La Juve, in un modo o nell’altro, ha segnato un punto di svolta nella carriera di mister Carlo Ancelotti. Il tecnico, ora al Napoli, ha parlato al Corriere dello Sport, svelando alcuni retroscena sui suoi inizi. Il tecnico, nei suoi due anni alla Juventus, era stato definito come l’eterno secondo ma probabilmente, quei ‘fallimenti’ in bianconero lo hanno portato a cambiare. Decisivo anche Zizou Zidane: «Non mi sono mai liberato di Sacchi. Di lui mai, di un certo tipo di calcio, sì, perché ho capito che non esiste un solo sistema, una sola verità, e si può vincere in tanti modi. Vuoi sapere quando è successo e grazie a chi? Zidane alla Juve».

Spiega Ancelotti: «Ricorderai che a Parma non feci prendere Baggio che aveva già l’accordo con Tanzi, Baggio che è uno dei più grandi talenti del calcio italiano, perché avevo Chiesa e Crespo e insomma puntavo a un calcio che ingabbiava i giocatori e non prevedeva il trequartista, ruolo che Roberto aveva richiesto. Se fosse arrivato dopo la svolta di Zidane l’avrei tenuto eccome. Con Zidane ho fatto il processo inverso: ho ingabbiato la squadra intorno al campione, gli ho cucito addosso il vestito».

Il tecnico ha poi parlato dei suoi problemi al Bayern Monaco: «Filosofie opposte. Secondo me bisognava cambiare, era giunto il momento, il punto di scontro è stata proprio la differenza di vedute. Con Rummenigge le cose andavano bene, poi è tornato Hoeness e lo scontro si è inasprito. Le accuse di nepotismo? Il figlio, il genero… Me ne frego, non mi disturbano. Sono l’allenatore col minor numero di collaboratori al mondo, a Monaco portai Giovanni, Davide, Francesco, Mino e Paul Clement; completammo il gruppo con gente loro. Tempo fa ho anche letto che avrei avuto cinque giocatori contro. Non me ne sono mai accorto».