Per Bonucci è già Juve-Milan: «Fischi allo Stadium? Mi caricherebbero»

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Leonardo Bonucci è al Milan ed è ufficiale. L’ex difensore della Juventus ripensa al rapporto con Allegri, allo sgabello di Porto e al ritorno allo Stadium

A Leonardo Bonucci fa un po’ strano vedersi con il rosso e il nero addosso. Il nuovo difensore del Milan però vuole dare tutto per i nuovi colori e sa che il primo approccio è stato intenso. Stando all’ex Juventus il Diavolo merita di tornare in alto e l’occhio lungo di Fassone e Mirabelli ha portato giocatori importanti al Milan: «Ho sposato un progetto ambizioso e metto a disposizione la mia esperienza». Si dice affascinato dal poter vestire la stessa maglia di Maldini e poi sogna una coppia con Romagnoli simile a quella formata da Nesta e Thiago Silva pochi anni fa. Il segreto delle vittorie è la fame, continua il viterbese, e l’inizio in Europa League deve essere di buon auspicio. Perché Bonucci ha lasciato la Juventus? Risponde lui stesso: «La vita è fatta di cicli. Nell’ultima parte dell’ultima stagione il legame si è affievolito, sgretolato. Cambiare è stata la conseguenza. Non c’era più voglia di continuare assieme».

Bonucci e i fischi dello Juventus Stadium

Nel mirino di Bonucci e non solo del difensore c’è un fatto accaduto a febbraio. In Juventus-Palermo il centrale litiga con Massimiliano Allegri, il quale decide di tenerlo fuori dalla partita di Champions League con il Porto in Portogallo. Il giocatore segue la gara dalla tribuna su uno sgabello, leggermente distante dalla dirigenza bianconera. L’immagine è ormai conosciutissima e a tal proposito l’ex barese afferma: «Pare sia stata la cosa più eclatante ma è la goccia finale, prima c’era già stato altro». C’è chi afferma che il difensore sarebbe rimasto a Torino se fosse partito Allegri ma il giocatore non vuole entrare nell’argomento, ammette solo di aver avuto un rapporto alla luce del sole con il tecnico. Adesso viene il bello, come racconta a La Gazzetta dello Sport, perché giocherà allo Juventus Stadium con la maglia del Milan e la fascia da capitano al braccio. «Non mi sento né traditore né mercenario. Se dovessero fischiarmi devono sapere che, così come gli insulti che ricevevo in bianconero mi caricavano, sarà così anche nel caso mi fischiassero allo Stadium» chiosa Bonucci.