Raja Casablanca, disavventura per il tecnico Garrido

Quando ha accettato di allenare il club marocchino, Juan Carlos Garrido non si aspettava uno scenario del genere: la situazione

Un club che versa in cattive acque, stipendi che non arrivano, giocatori in rivolta. Una situazione più comune di quello che possiamo pensare e che questa volta ha come protagonista la squadra marocchina del Raja Casablanca, club tra i più blasonati del continente, capace di vincere tre Champions League africane, l’ultima nel 1999, e di sfiorare la vittoria nel Mondiale per Club del 2013 (disputatosi in Marocco), cedendo solamente al Bayern Monaco dopo avere eliminato Auckland City, Monterrey e Atletico Mineiro. Il palmarès conta anche 11 campionati marocchini, 7 coppe e 5 trofei internazionali. Ma il club non vince più come un tempo e questo ha messo in subbuglio i sostenitori del Raja Casablanca che sono stati capaci di rovesciare con una vera e propria rivolta un presidente, senza dimenticare i due morti e 54 feriti da loro provocati nel marzo del 2016 durante il match contro il Chabab Rif al Hoceima.

UN’AVVENTURA, IN TUTTI I SENSI – È questo il contesto nel quale si è tuffato il tecnico spagnolo Juan Carlos Garrido, che ha allenato Villarreal, Bruges, Betis e gli egiziani dell’Al-Ahly. Ma quando ha accettato l’incarico non avrebbe mai pensato di ritrovarsi in una situazione del genere. I giocatori, infatti, da alcuni mesi non ricevono lo stipendio e da agosto hanno intimato il club che se non saranno saldati gli arretrati, non andranno più ad allenarsi. Come ha riportato “Tuttosport”, passano le settimane, ma le cose non cambiano e così Garrido ha prestato soldi ad alcuni calciatori maggiormente in difficoltà. Per la precisione 267 euro al congolese Mabidè e 89 euro al gabonese Mbenge, uno dei più penalizzati da questo scontro con la società.

IL PASSATO CHE PESA – Un gesto che non ha precedenti e che la dice lunga su come vivono i giocatori lontani dai riflettori del calcio europeo. Gesto che trova il suo humus nel passato di Garrido, che non ha mai giocato a calcio tra i professionisti e che ha allenato i dilettanti di El Puig prima di approdare nel professionismo con l’Onda. Insomma uno che vive di calcio, ma non nell’oro. Le soddisfazioni maggiori l’ha avute in Egitto dove nel 2014 ha vinto campionato, supercoppa e una Supercoppa CAF. È questa sua parte del curriculum che deve avere convinto la dirigenza del Raja a ingaggiarlo alcuni mesi fa, pensando che possa essere l’uomo giusto per riportare il club ai fasti di un tempo, quando era la squadra più forte di tutta l’Africa. Il presidente Said Hasbane, uomo d’affari e di politica, ha ereditato una situazione economica disastrosa e sta cercando di raccogliere consensi e, soprattutto, finanziamenti per evitare il tracollo.