Serie A
Graziano Cesari sui problemi degli arbitri: «Incapaci di prendere decisioni, il Var comanda! Io volevo imitare Collina ma…»
Graziano Cesari sui problemi degli arbitri dopo gli errori commessi nel 19° turno di Serie A: le parole dell’ex direttore arbitrale
Graziano Cesari, ex arbitro internazionale e volto storico della moviola Mediaset, analizza sul Corriere dello Sport la stagione record per polemiche e figuracce arbitrali, nonostante la presenza della tecnologia. La sua diagnosi è severa: mancano carisma e gavetta, le regole cambiano troppo in fretta e il Var ha finito per deresponsabilizzare i direttori di gara in campo.
LA SQUADRA – «Ai miei tempi il concetto di squadra arbitrale era sacro. Tra Lissone e il campo assistiamo a dei cortocircuiti. E a valutazioni difformi di episodi simili».
L’UNIFORMITÀ DI GIUDIZIO – «Forse è un’utopia, ma una certa linearità deve pur esserci».
REGOLE E PRESSIONI – «Quando gli arbitri assimilano le regole, poi se le ritrovano cambiate. Troppa interpretazione. Manca poi forse un po’ di formazione: oggi ci sono tanti condizionamenti, enormi pressioni, bisogna saper parlare davanti a 60 mila spettatori e si guadagna molto di più. Non è facile restare coi piedi per terra».
GAVETTA ED ESPERIENZA – «La gavetta si è certamente ridotta per arrivare al top e quando sei giovane uno scotto devi pagarlo. Ma le esigenze di carriera non possono annientare il gioco di squadra».
LA SUDDITANZA DAL VAR – «Apparentemente il Var comanda. E condiziona gli arbitri, che ormai sembrano incapaci di prendere decisioni».
IL RUOLO DEGLI ASSISTENTI – «Sono stati depotenziati. I miei erano come angeli custodi. Pensate, ci mandavamo addirittura dei segnali occulti. Ora sono anonimi, amorfi, lontani. Tanto che ormai si parla di intelligenza artificiale applicata ai guardalinee».
LA CONFUSIONE SULLE REGOLE – «Il fallo di mano è diventata una situazione indecifrabile. Pensate che i tifosi capiscano quando è rigore? Se i regolamenti sono difficili, semplifichiamoli. Poi penso al fuorigioco: quanto è brutto vedere un assistente che rincorre un attaccante, questo che tira, il portiere che magari para e poi lui che alza la bandierina?».
IL VAR A CHIAMATA – «Favorevole anche subito. Il Var dovrebbe essere a disposizione anche delle squadre. La poca trasparenza, l’indecisione e la riluttanza a prendere decisioni porta al caos».
EX CALCIATORI AL VAR – «Assolutamente d’accordo, la loro esperienza può essere decisiva in sala video. Noi arbitri, al massimo, abbiamo giocato nel cortile o nell’aia».
IL CAOS POLITICO NELL’AIA – «Penso proprio che influenzi il rendimento. Certi casini non aiutano la serenità del giudizio. Gli arbitri hanno anche bisogno di simboli».
IL SUO MODELLO – «Collina. Volevo imitarlo, non ci sono mai riuscito».