Inter, Marotta: «SERIE A a 18 squadre soluzione ideale»
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Inter, Marotta: «SERIE A a 18 squadre soluzione ideale, vi spiego il motivo. NAZIONALE? Ho visto entusiasmo in ritiro. Ecco cosa manca per il RINNOVO di LAUTARO MARTINEZ»

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Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha parlato di varie tematiche riguardanti i nerazzurri, la Serie A e la Nazionale

Tante domande e altrettante risposte da parte di Giuseppe Marotta sulle frequenze di Rai Radio 1 nel corso di Radio Anch’io Sport. Il presidente dell’Inter ha parlato naturalmente della sua squadra, ma anche del campionato di Serie A e della Nazionale italiana.

MONDIALE PER CLUB E NUOVO FORMAT CHAMPIONS LEAGUE – «Le informazioni che abbiamo non sono molto concrete. Di sicuro questo Mondiale, accettato benissimo da noi perché motivo di grande orgoglio e una vetrina mondiale, rappresenta un sovraffollamento ulteriore dei calendari. Ci saranno più match nelle coppe internazionali, con un nuovo format in Champions League. Si potrebbero giocare fino a 17 gare, per cui il Mondiale è ulteriore motivo di valutazione».

SERIE A CON 18 SQUADRE – «Il calendario si comprime sempre di più, andrebbe rivisto ed è per questo che secondo me la Serie A andrebbe ridotta a 18 squadre. I carichi di lavoro attuali non sono più sostenibili e dobbiamo tutelare i nostri ragazzi perché il rischio di infortuni è veramente notevole. Basta pensare che, ad oggi, Barella ha giocato oltre 50 partite: con un’offerta eccessiva, penso che il calcio possa perdere di attrattività».

NAZIONALE – «Sono andato nel ritiro da tifoso e dirigente del calcio italiano e sono rimasto molto ben impressionato dal clima che si vive, dall’entusiasmo che hanno squadra e allenatore. Sono molto ottimista per il futuro, siamo campioni in carica e quindi nel mirino degli avversari, ma è un gruppo con basi umane e tecniche di grande spessore. La squadra ha un’età media giusta, ci darà grandi soddisfazioni tra un paio d’anni quando raggiungerà il top della maturità. Oggi, grazie all’opera di Spalletti, ci fa divertire e gioca un calcio molto organizzato. Ma è chiaro che la maturità, l’esperienza, servono molto. Credo si siano tracciate le basi per far sì che il gruppo possa darci tante soddisfazioni».

FRATTESI – «Frattesi è un altro elemento molto valido, soprattutto perché è molto moderna. Fa della forza agonistica il fiore all’occhiello ma si adatta anche tatticamente laddove viene chiesto da Inzaghi e da Spalletti. Il calcio chiede giocatori eclettici. Compito dei dirigenti è trovare giocatori con queste caratteristiche».

NUOVI FONDI – «Oggi ci sono dieci proprietà straniere in Serie A. Non c’è più il mecenatismo e meno male arrivano capitali stranieri perché altrimenti perderemmo competitività. E’ chiaro che investitori come Oaktree manifestano la volontà di mantenere continuità e stabilità di gestione con grande trasparenza, ma anche rigidità economico-finanziaria. Mi sembra giusto: no alle spese folli, sì alla valorizzazione dei giovani. Questo dev’essere il nostro motto».

LA SAUDI PRO LEAGUE – «Lo sport rappresenta un rilevante patrimonio dell’Italia, insieme al turismo, e va tutelata. Non siamo più l’Eldorado del calcio, oggi siamo un campionato di transizione. Chi arriva spesso viene attratto dagli ingaggi notevoli all’estero ed è difficile trattenerli. La nostra capacità è sostituirli degnamente senza pagare costi sconsiderati».

SPESE FOLLI PER GLI AGENTI? – «Assolutamente sì, nella scorsa stagione abbiamo speso un miliardo di commissioni, sono soldi che finiscono fuori dal sistema. Capisco e rispetto la professione, ma spesso si assiste a situazioni non eccessivamente chiare e vanno quindi regolamentate, per quanto questi professionisti facciano ormai parte del movimento».

INZAGHI IN NAZIONALE DOPO L’INTER? – «Inzaghi rispetto agli allenatori emergenti che ci sono in circolazione è molto più giovane, ha tempo per fare esperienza. Ha fatto un salto in avanti notevole. E’ un bravissimo allenatore, moderno, con qualità umana che va di pari passo con la competenza. Oggi allo sport si richiedono questi valori, Inzaghi li coniuga. Ha tanta pressione addosso perché è responsabile tecnico di un club mondiale, come tale si esigono certi risultati, ma sono molto contento e ottimista sul suo futuro. La speranza è che resti con noi tanti anni».

EUROPEO – «Sono dell’avviso che l’innovazione sia importante. Nel nostro caso quella tecnologica ha portato in ultimo al Var, ma noi come campionato italiano siamo rimasti famosi per la concessione di tanti ‘rigorini’. Credo si possano apportare dei correttivi per non far perdere al calcio il suo Dna, non cadendo nelle esasperazione, nei litigi. nel caso inasprendo anche i provvedimenti. Ma credo che questo segnale negativo parta in alcuni casi dal settore giovanile. Spesso si assiste a litigi tra allenatori, genitori. Come dirigenti abbiamo in mano un patrimonio, abbiamo una grande responsabilità anche come educatori e i ragazzi del vivaio sono quelli che diventeranno i calciatori di domani».

CONTE AL NAPOLI – «Auspico che il nostro campionato sia sempre più attrattivo e lo è se ci sono più squadre che competono per lo scudetto. E’ chiaro che la speranza è quella di vederci nuovamente campioni d’Italia, ma sono contento che il campionato diventi più competitivo. Anche quello che sta accadendo nelle coppe europee è frutto della competenza e professionalità che il nostro calcio riesce ad esprimere».

NUOVO STADIO – «Il problema degli stadi in Italia è notevole e sentito. Abbiamo grandi difficoltà per una lentezza burocratica, che porta a far sì che ci sia una fuga di potenziali investitori. Il problema è generale: gli stadi hanno un’età media di oltre 70 anni. Facciamo fatica a valorizzare l’asset come nel resto d’Europa. L’auspicio è che si trovi una collocazione definitiva. E’ un problema e un’esigenza. Abbiamo individuato la zona di Rozzano e abbiamo esteso il diritto di esclusiva e c’è poi la proposta del Comune di Milano sulla riqualificazione di San Siro. Adesso è un po’ prematuro».

RINNOVO LAUTARO – «Virtualmente ha già firmato, dobbiamo raccogliere la firma. E’ questione di qualche giorno ma consideriamo già acquisito il rinnovo».

L’OBIETTIVO DELLA PROSSIMA STAGIONE – «Non poniamo limiti. Siamo l’Inter, un club storico che ha vinto tanti trofei in tutte le competizioni. Il viatico da perseguire è essere competitivi sempre. La seconda stella è qualcosa di straordinario, abbiamo visto questa massa di tifosi festeggiare la squadra. Ancora una volta dimostra che l’Inter e il calcio siano fenomeni di grande aggregazione sociale».