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Questa Inter non merita i silenzi di Zhang

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Sempre più stridente il contrasto tra l’Inter che vince e convince grazie alla sua gestione tecnica e i silenzi della famiglia Zhang che acuiscono dubbi e incertezze

Destino beffardo quello che storicamente assilla il tifoso dell’Inter. Momenti di puro godimento spesso offuscati da nubi improvvise, magari anche dipinte da quel pizzico di autolesionismo che non manca mai nel quadro nerazzurro.

Come definire altrimenti l’ossimoro tra un gruppo società-squadra solido e vincente e una proprietà assente e silente. Con la giustificazione della pandemia, la famiglia Zhang non si fa vedere in Italia da tempo immemore. E anzi, le rare comunicazioni ufficiali o semiufficiali pervenute sono state talvolta fuorvianti.

Rimembrare per credere la smentita di inizio gennaio sulla possibile cessione del club o la notizia filtrata qualche giorno fa che paventava l’interruzione della trattativa con BC Partners. Motivo per cui la comunicazione alla Covisoc di voler rispettare le scadenze economiche non può lasciare granché sereni i tifosi nerazzurri.

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Se ci aggiungiamo la grottesca vicenda dei diritti tv non pagati in Cina, appare sin troppo evidente quanto la situazione sia delicata e pericolosa. Non c’è dubbio, un certo grado di riservatezza è necessario nelle trattative sul passaggio di proprietà, ma l’inusuale irrequietezza di Beppe Marotta davanti ai microfoni in quel di Firenze fa crescere timori e incertezze.

E si fa giorno dopo giorno più stridente il contrasto con lo straordinario lavoro che staff tecnico e giocatori stanno realizzando. Proseguire nel percorso intrapreso, compattandosi ulteriormente, e magari mettere in bacheca un trofeo sarebbe un capolavoro tutt’altro che banale.

Se la famiglia Zhang ha indiscutibile merito nel ritorno dell’Inter ai massimi livelli nazionali, c’è modo e modo per disimpegnarsi o eventualmente passare il timone. Questa società, questo gruppo e questi tifosi non meritano silenzi e la terribile percezione dell’abbandono.

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