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Champions League

Juve Villarreal, il volpone Emery è il vero spauracchio

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Questa sera Juve Villarreal vale un posto nei quarti di finale della Champions League: i bianconeri per cancellare il recente passato

Al momento del sorteggio, l’incrocio Juve Villarreal era stato accolto tutto sommato con un sospiro di sollievo da entrambe. Addirittura ironica era stata la reazione del club amarillo dopo aver pescato i bianconeri invece che il prescelto Manchester City nella prima estrazione.

Qualche piccola riflessione in più l’avranno invece fatta i tifosi della Vecchia Signora, ancora scottati nel cuore e nell’anima dalle ultime, cocenti eliminazioni dalla Champions League. Ajax, Lione e Porto hanno festeggiato sul prato dell’Allianz Stadium e sempre da sfavoriti nell’abbinamento.

Insomma, tutto perfettamente in linea con l’attualità e, dunque, siete autorizzati agli scongiuri. D’altro canto gli spagnoli sono avversari solidi e fastidiosi, che già nella sfida d’andata hanno dimostrato il proprio valore. Nemmeno il gol lampo di Vlahovic ha scalfito le certezze di Parejo e soci, arrivati poi con merito al pareggio che inchioda le due rivali sullo stesso piano in questi ultimi (forse) novanta minuti.

Ma che la Juve possa essere sulla carta avvantaggiata, ci ha particolarmente tenuto a sottolinearlo quel volpone di Unai Emery in conferenza stampa. Ed è proprio il tecnico basco il vero spauracchio da scongiurare per centrare la qualificazione: furbo e vincente, un mago nelle sfide a eliminazione dirette.

Basterebbe solo menzionarne il curriculum continentale per rendersi conto di quanto siano pericolose le sue squadre. Dall’epopea delle tre Europa League consecutive alzate con il Siviglia (la prima delle quali, guarda caso, proprio al cielo di Torino), al trionfo di dieci mesi fa contro il Manchester United che riscrisse la storia del suo Villarreal. Oltretutto tornerà anche a disposizione la stella Gerard Moreno, cliente scomodissimo per la difesa bianconera. Comunque sia, l’impressione è che una prestazione “banale” potrebbe non bastare. Ci vorrà una grande Juve, Max Allegri lo sa bene.