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Montella: «Napoli e Inter candidate scudetto, ma occhio alla Juve. Balotelli rivuole la Nazionale»

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Vincenzo Montella, tecnico dell’Adana Demirspor, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport: le sue dichiarazioni

Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Vincenzo Montella ha raccontato la sua avventura turca e non solo:

FOLLE CORSA – «Non è facile spiegarlo con le parole. C’era tanta vita, l’amore per il calcio. La voglia di buttarmi alle spalle un periodo poco fortunato e le recenti delusioni vissute. Ma anche la convinzione che i periodi negativi servono per crescere e migliorarsi, se li affronti con autocritica, ragionando su cosa non ha funzionato e trasformando la rabbia che hai dentro in energia positiva».

MAI PRIMA – «Forse solo in un paio di derby con la Roma. Ma penso di non aver mai esultato da tecnico come per quel 3-3. Dopo mi è venuto il dubbio che il Var potesse annullarlo e ho pensato: se me lo toglie, che figura di m… E invece è andato tutto bene».

FAMA DI PRESUNTUOSO –
«E invece è una etichetta, nel calcio te le appiccicano addosso ed è difficile toglierle. Magari non sono stato sempre capace io a dimostrare il contrario, ma la mia è sempre stata solo riservatezza e rispetto dei ruoli. Quando i miei giocatori esultano io elaboro, penso a quello da fare
subito dopo, ma non significa che dentro non provo la stessa gioia. In questa esperienza turca sto certamente esternando di più le mie emozioni».


NON COME IN ITALIA – «Penso di sì. Ma io sono molto più me stesso quando sono all’estero che in Italia. Forse perché mi sento meno giudicato. Mia moglie mi dice: finalmente sorridi e sei simpatico come nella vita di tutti i giorni. Per vent’anni da calciatore mi sono sempre sentito gli occhi addosso e questo mi ha portato ad essere più trattenuto. Un filtro inconscio che mi ha condizionato e che forse sto eliminando».

ADANA – «Mi hanno incontrato a Roma, poi sono andato io ad Adana. Mi hanno convinto in fretta
perché loro avevano le idee chiare e io una gran voglia di rimettermi in gioco e ripartire».


COME SI TROVA – «Benissimo. L’Adana è una società che mancava da 27 anni nella massima serie, ma è molto organizzata. Dal centro sportivo alle strutture, non manca nulla per lavorare e far crescere squadra e club. Abbiamo campi all’altezza, uffici per lo staff, palestra, piscina. Viaggiamo per le trasferte con voli privati. Il nostro pubblico, nonostante le restrizioni, è il più presente del campionato. La città è piacevole e si mangia anche molto bene».

CUCINA TURCA – «No, sono sincero, Il cibo turco mi piace. Poi io mi adatto subito e mi incuriosiscono le nuove abitudini. È sempre stato così nelle mie esperienze all’estero».

PRESIDENTE SANCAK – «Le vittorie aiutano tutti i rapporti. Il presidente ha mezzi, passione, è molto presente e mi ha stupito subito. Al mio esordio abbiamo preso una “sveglia” di quelle pesanti: 4-0 e poteva finire molto peggio. Ho capito che c’era tanto da lavorare, ma in me è scattata una molla. Lui oltre a stare vicino allo staff e alla squadra, ha pagato gli stipendi con quindici giorni di anticipo. Dando un segnale forte. Nel calcio non mi era mai successo».

BALOTELLI – «Ha fatto 4 gol consecutivi in 4 gare diverse: sta ritrovando la forma migliore, i colpi li ha sempre avuti. Ed è mosso da un grande obiettivo che lo spinge».

OBIETTIVO BALOTELLI – «Tornare in Nazionale: è la sua idea fissa. E farò di tutto per aiutarlo. Parliamo tanto e da quando sono qui si allena e si comporta sempre bene. Ha grande voglia. Non è ancora al 100%, ma vuole arrivarci presto per riproporsi in chiave azzurra».

OBIETTIVO SQUADRA – «L’obiettivo è… non avere obiettivi. Sarà fondamentale mantenere la categoria, ma poi vorrei una crescita continua e vedere dove ci porterà. Senza porsi limiti e sentirsi appagati, ma restando umili».

TORNARE IN ITALIA – «No, non ci penso. Sono qui, ho appena iniziato: voglio vivere pienamente questa esperienza, conoscere meglio il calcio turco, ottenere risultati, valorizzare i giocatori. Penso solo a questo. Avevo voglia di ripartire, non covo rimpianti o rancori, penso al futuro e alle pagine da scrivere. A partire da questa in Turchia».

STUPITO DAL NAPOLI –
«No, perché la rosa è forte e conosco benissimo Spalletti, l’ho avuto come tecnico. È sempre stato il mio preferito. Sa allenare e come chi è stato fermo un paio d’anni è pieno di energia. È abituato alle grandi piazze come Roma, Milano, San Pietroburgo. Sapevo che avrebbe trovato subito il feeling con Napoli».

SCUDETTO – «Non diciamolo perché Luciano si arrabbia, ma il Napoli è un serio candidato. Insieme all’Inter, che è lì e ha margini di crescita. Ma anche la Juve può rientrare in corsa perché Allegri le sta ridando il vecchio spirito e la compattezza difensiva. Per ora sta lavorando su quello, il resto arriverà. Alla lunga la storia del club e la mentalità peseranno».

MILAN – «Sta avendo una continuità importante, sfruttando la crescita dei suoi giovani che possono solo migliorare, e aspetta Giroud e Ibra. Darà fastidio a tutti».

MOURINHO – «Mourinho farà bene alla Roma in tutti i sensi. Io l’ho già incontrato in Champions, quando ero al Siviglia. Così come ho sfidato tutti gli altri. Ci incroceremo ancora un giorno, non c’è fretta. Una storia alla volta…»