Napoli, De Laurentiis: “Cavani non si tocca. Mazzarri? Vorrei che restasse…”

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

NAPOLI DE LAURENTIIS CAVANI MAZZARRI INSIGNE – Lungo incontro, quello che si è tenuto ieri nella redazione del Corriere dello Sport, e che ha visto come protagonista Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli, dopo aver a lungo parlato di temi che riguardano il calcio italiano nel suo complesso, si è poi concentrato sulla formazione azzurra, seconda forza del campionato e apparsa molto in forma in questo avvio di 2013: “I problemi del nostro calcio? Purtroppo in Italia viviamo ancora nell’arretratezza. Mentre in Inghilterra e Germania ad esempio hanno già da anni l’Allianz Arena e l’Emirates Stadium, qui la legge sugli stadi ancora non passa. E poi il merchandising: è qualcosa che deve rinovarsi di giorno in giorno, La soddisfazione di notare il marchio ovunque, anche attraverso gli oltre mille prodotti, ha bisogno di rigenerarsi di giorno in giorno. E dunque, adesso, è il momento di studiare attentamente gli sviluppi tecnologici.

La scissione tra Lega e Federazione? Lega e Figc sarebbero due cose diverse e invece troppo spesso in passato si sono rivelate la stessa cosa. Abbiamo sprecato tempo, vero, ma è sbagliato dire che Beretta è il vecchio che avanza. E’ chiaro che poi sarà necessario darsi nuove regole e, innanzitutto, un nuovo statuto. E’ indiscutibile che vada riformato tutto e si è ben cominciato con la divisione dalla B, avvenuta più di due anni fa. Ora bisognerà decidere di operare su quattro aree: una per lo sfruttamento commerciale della serie A nei territori esteri; un’altra per lo sfruttamento commerciale della serie A sul territorio italiano; una terza per l’organizzazione interna della Lega e delle competizioni; l’ultima che si preoccupi di fare lobby politica. Poi, forse, e dico forse, il ruolo di Presidente di Lega potrebbe essere ricoperto a rotazione semestrale da ciascuno dei Presidenti di serie A.

Lo stadio nuovo a Napoli? Per cominciare, il Comune di Napoli ha una situazione debitoria significativa e ciò non facilita la programmazione di un investimento su un nuovo impianto. Ma servono tempi e strategie. Per cominciare, va fatto un business plan, avendo consapevolezza delle esigenze della gente. E’ necessario, per esempio, studiare e comprendere – anche in prospettiva – quale capienza sarebbe corretta rispetto ai possibili scenari di futura fruizione del prodotto calcio.

Il futuro di Mazzarri? Andiamo per gradi: Mazzarri ha la mia stima ed io vorrei che rimanesse il più a lungo possibile con noi. Io con i toscani mi sono trovato sempre bene, come dimostrano i sodalizi professionali con Benigni, con Neri Parenti, con Monicelli e con Giovanni Veronesi. Il rapporto tra me e lui è splendido, pur nella contrapposizione: perché sento che è vero, è verace e dice in faccia tutto ciò che pensa. Ciò non vuol dire che quello che dice è sempre condivisibile da qualsiasi punto di vista, ma negli anni abbiamo instaurato una dialettica virtuosa basta sul rispetto reciproco e sulla comprensione delle rispettive esigenze, che ha fatto crescere il rapporto in maniera assai efficace. Io mi auguro che resti.

Credo allo scudetto? Io credo a tutto….Tranne alla irragionevole scelta di andare fuori budget, il che metterebbe dunque seriamente a rischio la salute del bilancio societario e di conseguenza il futuro del club. Il Napoli ha dimostrato di arrivare in Champions e di fronteggiare chiunque avendo i conti a posto. C’è una solidità tecnica che è indiscutibile. E anche il lavoro del settore giovanile ci sta ripagando con enormi soddisfazioni.

Il futuro di Cavani? Cominciamo con il dire che ho già risposto a chi ha fatto quell’offerta: Cavani non è vendita. Tant’è vero che l’ho blindato. Poi vedremo se verrà qualcuno alla carica per pagare la clausola rescissoria e, soprattutto, se il club che dovesse proporre tale offerta sarà di gradimento del giocatore.