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Padelli: «Sostituire Handanovic è complicato, è il miglior portiere d’Europa»

Redazione CalcioNews24

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Daniele Padelli ha risposto alle tantissime domande ricevute dai tifosi nerazzurri durante l’ultimo Ask Inter. Le sue parole

Daniele Padelli ha parlato nell’ultima puntata di #AskInter rispondendo alle tantissime domande dei tifosi nerazzurri. Le sue parole.

SOSTITUIRE HANDANOVIC – «Cosa si prova? Emozione e adrenalina perché sostituire Samir è complicato, giochi al posto del portiere più forte d’Europa. Doverlo fare mi ha riempito d’orgoglio ma mi ha messo anche tanta pressione: ho dovuto essere alla sua altezza, non è stato facile».

EMOZIONE PIÙ GRANDE – «Tante, anche vissute dalla panchina: un esempio è il 3-2 con la Lazio. Le gare in Champions. Poi ci sono quelle che ho vissuto sul campo, il derby è uno di questi. Ho realizzato il mio sogno, un’emozione incredibile».

CONSIGLI HANDANOVIC – «Già solo guardarlo è uno spettacolo, rende semplici le cose difficili. Cura ogni dettaglio, ti fa capire perché è Samir Handanovic. E’ completo, non si accontenta del suo talento ma cerca di migliorare i difetti impercettibili».

GIOCARE DOPO TANTO TEMPO – «Più che di emozioni parlerei di timore, non è mai facile e scontato entrare dopo tanta inattività e fare bene. La partita è un’altra cosa, nasconde tensioni e stimoli. E’ stato abbastanza complicato, poi col tempo mi stavo sciogliendo ma abbiamo dovuto interrompere. Ho giocato partite importanti, che segnano la stagione: io dentro di me sentivo la tensione. Il fatto di giocare ogni tre giorni non avevo tanto tempo di pensare».

MAGLIA INTER – «E’ un orgoglio indossarla, per me e per la mia famiglia, soprattutto per mio padre che ha fatto tanti sacrifici per portarmi in giro a giocare. Io sarò sempre grato a chi mi sta intorno, spero di poterla indossare per tanto tempo».

ERRORI – «Come si fa resettare? Non è mai facile, se il portiere sbaglia è gol. In qualche modo bisogna reagire, devi avere uno spessore per dimenticare e non commetterne altri. Il pensare a un errore, ti fa perdere la concentrazione sulla futura parata».

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