Pagina 964 – Calcio News 24

Virtus Entella, Gozzi: «È la promozione della maturità e del dominio! Serie B? Non capisco una cosa…»

Le parole di Antonio Gozzi, proprietario della Virtus Entella, dopo la promozione del club ligure in Serie B. Tutti i dettagli

Antonio Gozzi ha parlato a Tuttosport della promozione della Virtus Entella in Serie B.

PROMOZIONE – «Presi il club nel 2007 quando eravamo in Eccellenza. Mi sono sempre fatto guidare da una frase di Nereo Rocco, che diceva di essersi inventato “pastore di tori”. La gestione degli uomini resta la missione più difficile, alla Virtus Entella ci riusciamo grazie a uno storico gruppo dirigente al quale dico grazie. La prima promozione resta indimenticabile. Nel 2014 coincise con il nostro centenario, vincemmo all’ultima giornata con la Cremonese. Nemmeno la seconda si può scordare, ottenuta all’ultimo minuto dell’ultima partita dopo un anno in cui iniziammo a giocare ad ottobre inoltrato. Questa terza promozione ha il sapore della maturità e del dominio. Essere a +11 a due giornate dalla fine in un girone che è una B2 con Ternana, Torres, Ascoli, Spal, Arezzo, Pescara, è un grande risultato».

SERIE B – «È sicuramente più difficile e costosa. Ci sono tante presenze estere nelle proprietà. Non capisco bene il modello di business che hanno in testa, visto che la B continua a perdere soldi. Le famiglie storiche invece reggono le perdite e sono proprietà stabili».

MISTER GALLO – «Tra me e mister Gallo c’è una simpatia culturale tra lombardi, possiede una cultura del lavoro spinta, gestisce bene lo spogliatoio».

Lazio, Lotito: «Derby dominato, meritavamo di vincere! Scontri tra tifosi? La mia opinione è questa»

Le parole di Claudio Lotito, presidente della Lazio, sul momento del club biancoceleste dopo il pareggio nel derby. Tutti i dettagli

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha parlato al centro sportivo di Formello del momento del club biancoceleste.

DERBY – «Potete immaginare quale possa essere l’attesa, è un momento importante dove si gioca gran parte della stagione. Non si tratta di essere ottimisti, in Norvegia un campo sintetico con la neve la Lazio non ha potuto esprimere le proprie potenzialità. Speriamo lo faccia giovedì nella consapevolezza che si affronta un appuntamento importante che rappresenta l’epilogo degli sforzi fatti fino ad oggi. Nel derby abbiamo dimostrato di dominare la partita, hanno fatto un tiro in porta. Poi purtroppo il calcio è fatto di fattori imponderabili e non ha premiato il merito».

SCONTRI TRA TIFOSI – «Sono stato il primo a combattere certi fenomeni, sono capogruppo della commissione contro ogni forma di violenza. Dobbiamo creare una dicotomia tra i tifosi e i delinquenti, vengono etichettate come tifosi persone che nulla hanno a che fare con il tifo. Ci sono tantissime persone, anzi il 99% delle persone che vanno allo stadio a seguire con passione la loro squadra nel cuore. Avete visto la coreografia che rimarrà memorabile nella storia, ho voluto ringraziare la tifoseria perché questo significa portare in alto i valori del club e un approccio sano al tifo. Un tifo basato sui valori autentici dello sport e non su atteggiamenti che nulla hanno a che fare con questo. Ho letto poi cose che mi fanno riflettere, vietare i derby di notte. Ma se gli scontri ci sono stati alle 17, il problema non è la notte. La mia idea è che bisogna fare uno screening una volta per tutte, vedere dai filmati le persone che delinquono e metterle in galera. Se quando vengono fermati il giorno dopo stanno fuori non cambia nulla. C’è la prevenzione e la repressione, la Lazio ha messo in campo da sempre un’azione di prevenzione educando i giovani e la giornata di oggi è un’emblema del messaggio che vuole mandare la Lazio. Lo facevamo con Suor Paola e continuiamo a farlo perché crediamo in questi valori. Se poi un delinquente abituale si finge tifoso e non ha nulla a che fare con lo sport va represso con pene severe. C’erano persone col Daspo, cosa stavano facendo lì? Il calcio oggi non può essere ostaggio di nessuno. Spendiamo soldi per la sicurezza all’interno dello stadio, poi l’esterno non dipende da noi».

COSA SI PUO’ FARE – «Bisogna individuare questa gente e quando avremo uno stadio di proprietà le cose cambieranno totalmente perché verrà fatta una selezione. Il problema è questi scontri avvengono fuori dallo stadio, quindi sono persone che nulla hanno a che fare con il tifo. Se riusciremo a realizzare il nostro stadio con 50 mila spettatori spero che la maggior parte saranno abbonati e con 40 mila abbonati ci sarà uno screening perfetto su ogni persona. Noi proponiamo il riconoscimento facciale e poi si parla del problema della privacy, dobbiamo sdoganare questi temi e dare priorità a quelli che sono i problemi seri. Ognuno si deve assumere la responsabilità delle sue scelte, se hai a che fare con un delinquente devi trattarlo come un delinquente. Noi dobbiamo mettere tutti nella condizione di comportarsi in una certa maniera, ma se questi soggetti delinquono in maniera ripetitiva dobbiamo tutelare le forze dell’ordine. Sono padri di famiglia che rischiano la vita per fare gli ammortizzatori dei problemi degli altri, anche le forze dell’ordine devono essere tutelate e che abbiano la possibilità di agire per reprimere questi fenomeni. Non si possono servire due padroni, se vogliamo risolvere questo problema dobbiamo vedere quello che hanno fatto in Inghilterra. Serve una norma chiara, chi delinque deve essere arresto immediatamente e va buttata la chiave».

Abodi duro: «Via dalla Nazionale chi ha scommesso, saranno sempre pessimi esempi. Per rimediare dovrebbero fare una cosa»

Le parole di Andrea Abodi, Ministro dello Sport e dei Giovani, sul caso scommesse che ha colpito la Serie A. Tutti i dettagli

Andrea Abodi, Ministro dello Sport e dei Giovani, ha parlato a Il Messaggero del caso scommesse che vede coinvolti vari calciatori di Serie A.

LA SITUAZIONE – «La maglia azzurra deve essere espressione del valore tecnico, ma anche del comportamento morale, che deve addirittura precederlo. Non basta buttare la palla dentro. Se vieni meno a delle regole che sono esemplari, bisogna andare al di là della sanzione. Vedo la convocazione in Nazionale come un premio a tutto tondo. Non sono per chi è pronto a fare qualunque cosa per vincere una partita o una competizione. Bisogna dare tutto, è diverso. Non andare a giocare più in azzurro non vuol dire tra l’altro non fare più sport, ma farlo in un altro modo. E’ una valutazione che va fatta. Anche il patteggiamento presuppone un’assunzione di responsabilità pro futuro. Penso sia interessante che ci sia una parte di riabilitazione attraverso i servizi sociali. Questi ragazzi devono conoscere la vita un po’ meglio».

Milan, si avvicina Tare: fissato l’incontro decisivo, svelato l’obiettivo

Le ultime sul nuovo possibile direttore sportivo del Milan, con la trattativa in corso con Igli Tare. Tutti i dettagli in merito

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Igli Tare sarebbe sempre più vicino a diventare il nuovo direttore sportivo del Milan. A breve ci sarà infatti un incontro decisivo tra le parti, che hanno l’obiettivo di chiudere già nel mese di aprile.

L’ex Lazio assumerà un ruolo centrale nel nuovo progetto rossonero, carico di responsabilità e influenza a partire dalla scelta del nuovo allenatore.

Calciomercato Lecce, la Juve piomba su Krstovic: può esserci uno scambio, la situazione

Le ultime sul futuro di Nikola Krstovic, attaccante del Lecce, nel mirino della Juve per il calciomercato estivo. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna di Tuttosport, la Juve avrebbe inserito Nikola Krstovic tra i suoi obiettivi per il calciomercato estivo. L’attaccante montenegrino del Lecce ha un valore di circa 20 milioni di euro.

Per convincere Pantaleo Corvino i bianconeri potrebbero inoltre provare ad inserire Vasilije Adzic come contropartita tecnica. Una trattativa che andrà monitorato già dalle prime settimane di giugno.

Fenucci chiaro: «Sartori-Milan? Non si muove da Bologna, non è in discussione. Sul rinnovo di Italiano dico questo»

Le parole di Claudio Fenucci, ad del Bologna, sul futuro da dirigente di Giovanni Sartori con il club rossoblù. Tutti i dettagli in merito

Claudio Fenucci, ad del Bologna, ha parlato al Corriere dello Sport del futuro di Giovanni Sartori.

SATORI-MILAN – «Conosco Giovanni da decenni: posso solo dire che la sua serietà, al di là dei contratti, è fuori discussione. Ad Italiano e il suo staff poi, abbiamo già manifestato la volontà di proseguire il rapporto: per i risultati, ma anche per il modo in cui è entrato nella testa dei giocatori. Credo che in generale non ci saranno problemi per il futuro della struttura dirigenziale».

ULTIMA SCONFITTA – «Vogliamo rimanere concentrati sul campo non siamo preoccupati per l’ultima sconfitta, dopo gli errori iniziali la squadra ha fatto una buona prestazione. Queste partite sono sempre le più diffi cili, si tratta delle squadre più forti del campionato. I ragazzi comunque hanno già voltato pagina. E adesso pensano solo all’Inter».

“Atalanta una vita da Dea”. Un capolavoro cinematografico da vivere (e tramandare): l’unione che fa la storia di una città

Atalanta una vita da Dea: un capolavoro nerazzurro tra amore, unione, tradizione e la storia di una cavalcata incredibile

Il 14 aprile è uscito nelle sale il film “Atalanta una vita da Dea”: la pellicola dedicata alla settimana più importante della storia nerazzurra, accompagnando lo spettatore in un lungo viaggio verso la finale di Dublino.

Raccolta di semplici Highlights? No, il film va oltre tutto ciò. Una storia che parte da molto lontano: dalle ceneri del 2010 alla metamorfosi dell’Atalanta fino a diventare quella leggenda tanto decantata che il 22 maggio dovrebbe diventare Festa Nazionale a Bergamo.

Sette giorni, sette tasselli che evidenziano un concetto: ognuna delle parti è fondamentale per fare grande l’Atalanta, si vince e si perde insieme. Dalla famiglia Percassi ambiziosa e avanti con i tempi tanto da costruire un maestoso impero orobico (Centro Sportivo, stadio, nuove idee e il grande legame territoriale) all’impronta di Gasperini capace di portare una mentalità vincente. Dal Vivaio dove si salvaguardia la tradizione nella crescita prima di uomini e poi di calciatori (come Mino Favini insegnava) alla città di Bergamo che vive la Dea in una maniera unica, fino ad arrivare ai vari incroci tra passato e presente: Pizzaballa, Stromberg con il contributo delle bandiere odierne De Roon, Djimsiti e Toloi, testimoniando il legame con la stessa Bergamo.

Poi c’è la squadra e la cavalcata di Lookman e compagni verso Dublino: con Liverpool a portare la consapevolezza di poter vincere il trofeo, anche qui con dei salti temporali non indifferenti: dal Malines alle prime imprese dell’Atalanta in Champions (citando anche il periodo duro della Pandemia).

Critica su una taragna cinematografica perfetta? Forse qualche intervista in più ad altri ex per caratterizzare certi segmenti: soprattutto nel periodo 2011-2016 che ha portato al consolidamento dell’Atalanta in Serie A (rispetto agli anni precedenti) con grandi salvezze, pilastro fondamentale per una Provinciale ormai diventata grande.

Nel complesso Atalanta Una Vita da Dea è una grande opera di Picasso su tela nerazzurra. La sintesi di un capolavoro che racconta cosa voglia dire l’ABC per Bergamo. Una città che ha saputo cadere, soffrire e rialzarsi fino al tetto d’Europa. Una pellicola dedicata “A tutti quelli che un giorno ci hanno detto: “Dai che ti porto all’Atalanta”. E a tutti quelli a cui lo diremo”. Prima, durante, dopo.

Entella in Serie B, Fabio Gallo: «Le aspettative non erano alte e ce l’abbiamo fatta. Nel mio spogliatoio non si usano i telefonini. La festa per la promozione? Dobbiamo ancora farla…»

Le parole di Fabio Gallo, allenatore della Virtus Entella, sulla promozione della squadra ligure in Serie B. Tutti i dettagli in merito

L’Entella è tornata in Serie B e il suo allenatore Fabio Gallo si gode il momento. Per il club di proprietà di Antonio Gozzi dal 2007, è la terza volta che sale, dopo quelle del 2014 e del 2019. Ecco l’intervista del mister a La Gazzetta dello Sport.

LA PROMOZIONE IN B – «È stato un campionato incredibile, abbiamo perso una sola partita (contro il Pescara a settembre, ndr) e siamo in serie positiva da 30 partite. Ce lo siamo meritati tutti: dal presidente che devo ringraziare in modo particolare perché ha creduto in me dopo la stagione scorsa in cui non avevamo brillato, ai ragazzi che sono andati in campo, fino a tutto il mio staff».
IL SEGRETO – «Le aspettative non erano alte, l’obiettivo era fare meglio della scorsa stagione quando c’è stato l’anno zero della società. Abbiamo lavorato a testa bassa e tutti hanno ragionato da gruppo fin da subito».
LE REGOLE – «Sì, la prima cosa che ho fatto, fin dal ritiro estivo, è stato vietare i telefonini negli spogliatoi. Prima dell’allenamento i ragazzi li infilano dentro i contenitori e li ritirano quando hanno finito. I giocatori hanno bisogno di sentire il timbro della voce del loro allenatore, il contatto umano è fondamentale per creare un gruppo vero».
IL MOMENTO FINALE – «Eravamo nello spogliatoio, concentrati sulla partita ma con un occhio a quello che faceva il Milan Futuro. Quando la Ternana ha sbagliato il rigore abbiamo intuito che si sarebbe messa per il verso giusto. Abbiamo festeggiato il giusto, ho chiesto ai ragazzi di rimanere concentrati per rispetto del campionato e del nostro lavoro. E abbiamo vinto ancora».
LA FESTA – «Domenica sera ci siamo ritrovati in un locale vicino a Chiavari per un brindisi. La festa vera e propria con la città verrà organizzata più avanti».

Thomas Nkono: «Sono stato il primo portiere africano in Europa, mi dicevano che dovevo accettare il razzismo. A Italia ’90 battemmo Maradona perché cantavamo meglio…»

Le parole di Thomas Nkono, ex portiere della nazionale del Camerun, sui suoi ricordi legati al mondo del calcio. Tutti i dettagli

Thomas Nkono è stato il portiere del Camerun del 1982, la squadra africana affrontata dall’Italia nel girone e con la quale gli azzurri hanno impattato 1-1. Un mito vero, che ha ispirato rappresentanti del ruolo dopo di lui. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua storia.

LE ORIGINI – «Sono nato a Dizangué, una cittadina con tanta acqua, tra il Lago Ossa, il più grande del Camerun, e il fiume Sanaga. Ottavo di nove figli».
NON ERA FACILE FARSI NOTARE – «No. Io giocavo a calcio, come tutti. Per strada, dove capitava. Facevo l’attaccante, ero grosso e potente. Un giorno mancava il portiere e mio fratello mi disse di andare in porta. Al tempo si faceva quello che dicevano i fratelli grandi. Era una partita importante in paese, e parai tutto. Alla fine i vecchi venivano a darmi soldi per ringraziarmi».
INIZIA A FARE SUL SERIO – «Sì, ma relativamente. Mi allenavo da solo, facevo le trazioni sulla traversa, gli addominali per terra e i salti dove capitava. Finché, andando avanti veloce, firmo col Canon di Yaoundé, un colosso africano al tempo, e incontro Vladimir Beara».
L’ESPANYOL – «Mi chiamarono a New York a giocare col Resto del mondo. Mi avvicinò un agente e da lì volai direttamente in Spagna. In Liga c’erano solo due stranieri e per dare un posto a un portiere africano doveva essere davvero un fenomeno. Sono stato il primo nel mio ruolo ad arrivare in Europa, e mica era facile vivere qui. Lingua, clima, abitudini…»
IL RAZZISMO – «Quello era parte del pacchetto: “È il prezzo che devi pagare” mi dicevano con totale tranquillità. Come se fosse incluso nell’opportunità che l’Europa aveva dato a un portiere africano. Me ne dicevano di ogni, e io ho imparato a farmi scivolare addosso tutto. Quando tanti anni dopo ho vissuto la stessa storia con Carlos Kameni, portiere camerunese che ho avuto qui all’Espanyol, gli dicevo sempre: “Carlos non permettere agli altri di rovinare il tuo sogno e la tua vita, è ciò che vogliono, non dargli questa soddisfazione”».
ITALIA ’90: ARGENTINA-CAMERUN – «La vinciamo prima di iniziare. Visto che c’era la cerimonia inaugurale ci avevano fatto scaldare dentro, in uno stanzone. Eravamo lì e gli argentini cominciarono a cantare. Ci guardammo, stupiti. Il canto e il calcio in Africa sono una cosa sola. Attaccammo noi e tempo 5-10 minuti loro se ne andarono. Li avevamo sovrastati, distrutti».

Borussia Dortmund Barcellona: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Westfalenstadion la sfida di Champions League Bayern Monaco Inter: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Westfalenstadion di Dortmund si giocherà la gara valevole per il ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Borussia Dortmund Barcellona. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1): Kobel; Ryerson, Emre Can, Schlotterbeck, Bensebaini; Nmecha, Chukwuemeka; Adeyemi, Brandt, Beier; Guirassy. All. Kovac.

BARCELLONA (4-2-3-1): Szczesny; Koundé, Araujo, Cubarsí, Martin; De Jong, Pedri; Yamal, Fermin Lopez, Raphinha; Lewandowski. All. Flick.

Orario e dove vederla in tv

Borussia Dortmund Barcellona si gioca alle ore 21.00 di martedì 15 aprile il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. Il canale di riferimento sarà Sky Sport (252). In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Inter-Bayern, Rummenigge: «Per battere Inzaghi bisogna fare due cose. Chi passerà troverà il Barcellona, il vero favorito della Champions. Thuram è forte, ma…»

Le parole di Karl-Heinz Rummenigge, doppio ex di Inter-Bayern Monaco, sul ritorno dei quarti di finale di Champions League

Inter-Bayern non può che chiamare in causa Karl-Heinz Rummenigge. L’attaccante tedesco ha giocato in entrambi i club negli anni ’80 e con il club di Monaco è legato a filo doppio da una lunga carriera dirigenziale. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

CREDE ALLA RIMONTA – «Tutto è possibile in una partita unica, si può rimontare perché con un gol di vantaggio vai almeno ai supplementari. Però al Bayern serve una serata davvero buona. Abbiamo perso un po’ in maniera superflua l’andata, perché dopo il gol di Müller sarebbe stato più intelligente essere contenti con il pareggio. Invece abbiamo spinto perché volevamo vincere a tutti i costi e abbiamo incassato un gol che ci è costato caro».
L’1-2 DELL’ANDATA – «Certamente i tifosi del Bayern erano delusi, perché alla fine della stagione c’è la finale qui a Monaco e tutti quanti sognano che il Bayern ci sia, ma certamente adesso si sono complicate le cose. Siamo abbastanza realistici, ma non è ancora finita, perché il Bayern nelle partite complicate spesso è riuscito a rovesciare le situazioni a suo favore».
LE ARMI DEL BAYERN – «Bisogna ovviamente segnare un gol in più, ma penso che debba comportarsi bene soprattutto la difesa, perché nelle ultime due partite abbiamo incassato quattro reti. Sono troppe per una squadra che punta a vincere il titolo tedesco e andare avanti in Champions. Quindi concentrati dietro e concreti ed efficaci davanti. Le occasioni la settimana scorsa non sono mancate. Ho visto un’Inter molto buona, ma che poteva anche subire qualche gol».
I GIOCATORI CHIAVE DELL’INTER – «L’Inter, che a Monaco si è presentata bene, difendendosi in modo intelligente, ha davanti quei due molto forti, Lautaro e Thuram. Il primo gol è stato un capolavoro, eccezionale. E il secondo in contropiede ha dimostrato la forza dell’Inter».
THURAM – «L’Inter con lui ha fatto un buon acquisto, era anche a costo zero. Noi in quel periodo avevamo Lewandowski, Sané, Gnabry, Mané, Müller. Ho letto dell’interesse del Bayern, ma io ero fuori in quel periodo».
IL LIVELLO DELLE DUE SQUADRE – «Entrambe molto in alto, ma devono anche pensare che chi passa il turno poi avrà il Barcellona: nessun altro ha la sua bellezza, per me è la squadra favoritissima per questa Champions»

Aston Villa PSG: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Villa Park la sfida di Champions League Aston Villa PSG: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All Villa Park di Birmingham si giocherà la gara valevole per il ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Aston Villa PSG. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ASTON VILLA (4-2-3-1): Emiliano Martinez; Cash, Konsa, Mings, Digne; Kamara, Tielemans; Rogers, McGinn, Ramsey; Rashford. All. Emery.

PSG (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Beraldo, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Dembelé, Barcola, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.

Orario e dove vederla in tv

Aston Villa PSG si gioca alle ore 21.00 di martedì 15 aprile il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. Il canale di riferimento sarà Sky Sport (253). In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Fiorentina-Celje, Palladino sta pensando a far esordire tre ragazzi della Primavera di Galloppa. Ecco i loro nomi

Le ultime sulle possibili scelte di Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina, in vista della gara di Conference League contro il Celje

Per la gara di ritorno di Conference League con il Celje, la Fiorentina starebbe pensando all’esordio di 3 ragazzi della Primavera. É quanto scrive il Corriere dello Sport:

«La scelta dello schieramento (se difesa a tre o a quattro) dipenderà dalle condizioni di Parisi. Ma indipendentemente dal modulo, giovedì col Celje dovrà essere anche la serata di qualche prodotto della cantera. Perché non saranno comunque più di 14 i giocatori di movimento a disposizione di Palladino, che quindi dovrà attingere anche dalla formazione Primavera di Daniele Galloppa. E allora occhio a Eddy Kouadio, centrale classe 2006 che all’occorrenza può ricoprire anche il ruolo di esterno a destra – e che Palladino ha fatto allenare spesso con la prima squadra durante lo scorso ritiro estivo – e a Leonardo Baroncelli, diciannove anni, anche lui colonna difensiva di Galloppa, mentre a sinistra potrebbe tornare utile il 2005 Giulio Scuderi. Per tutti e tre, in caso di impiego, si tratterebbe di esordio in prima squadra».

Lazio-Bodo Glimt, il tabù della remuntada: i biancocelesti non sono mai riusciti a recuperare 2 gol di svantaggio

Tutti i numeri delle rimonta nella storia della Lazio in vista del ritorno dei quarti di finale di Europa League contro il Bodo Glimt

I numeri sono talvolta impietosi, ma la legge collegata ad essi è fatta apposta perché prima o poi li si riesca a cambiare. Potrebbero essere questo il senso – o se volete, l’ipoteca – di Lazio-Bodo Glimt, con la squadra di Baroni chiamata a ribaltare un 2-0 sfavorevole patito in Norvegia. L’impresa è difficile, ma non impossibile. Anche se la storia dice il contrario. La Lazio non ha mai rimontato due gol di svantaggio in Europa e, più in generale, solo in 3 circostanze su 15 è riuscita a ribaltare il verdetto sfavorevole della prima gara.

I tre precedenti a proprio favore risalgono al 1975-76 contro il Chornomorets Odessa nella Coppa Uefa 1975-76 (3-0 al ritorno con tripletta d Chinaglia dopo l’1-0 dell’andata); due anni dopo sconfitta di misura in Portogallo col Boavista e 5-0 all’Olimpico; infine, nel 2017-18, in Europa League, 5-1 nella seconda gara dopo il ko per 1-0 in Romania con lo Steaua Bucarest. C’è poi anche un precedente nei preliminari di Champions League nel 2001-02: 2-1 patito in Danimarca col Copenaghen, 4-1 a proprio favore a Roma. Castellanos e compagni potrebbero scrivere giovedì una piccola storia, l’ambiente è carico per raggiungere la semifinale dell’Europa League.

Voti Napoli-Empoli, i Top di Conte: McTominay mai così tanti gol in carriera, Lukaku supera Maradona, solo un giocatore di Premier è come lui

Tutti i voti per i calciatori del Napoli di Antonio Conte dopo la vittoria casalinga per 3-0 contro l’Empoli. Tutti i dettagli in merito

Napoli-Empoli ha nel tabellino dei marcatori molto del significato della gara. McTominay e Lukaku, autori rispettivamente della doppietta che ha aperto e chuso la gara e della rete del 2-0, vengono giudicati entrambi meritevoli dell’8 in pagella da La Gazzetta dello Sport e dal Corriere dello Sport. Ecco i giudizi.

MCTOMINAY – Corriere dello Sport: «Non segnava dal 9 febbraio, Napoli-Udinese, e torna al gol con la prima doppietta italiana. Ora sono 8 in Serie A: mai così tanti in un solo campionato. Lo scorso anno allo United si era fermato a 7. Il palo e Vasquez gli negano la tripletta». La Gazzetta dello Sport: «Danza e strappa, apre il gioco e calcia. È il signore del centrocampo, ancora dominante: prima doppietta in A e un palo. Da clonare».
LUKAKU – Il giornale romano motiva così il voto: «Arriva a 22 reti di cui è ispiratore diretto – non accadeva dallo scudetto con l’Inter di Conte – tra le sue (12 con 12 vittorie) e gli assist: con i due per Scott sono 10 in campionato. Nessuno ne ha raccolti di più. In Serie A sono 82 firme con sorpasso completato su Maradona. E nei top-5 campionati europei solo lui e Salah sono in doppia cifra tra gol e assist». La testata milanese aggiunge: «Determinante alla sua maniera. E nel nuovo formato: due assist per McTominay, e scarica in rete il cioccolatino di Olivera».

Le prime pagine sportive nazionali – 15 aprile

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Tudor Juve, Pedullà lo esalta: «Primo tempo della Juve contro il Lecce superbo! Ha già fatto molto in poche settimane»

Alfredo Pedullà esalta Igor Tudor e il suo arrivo sulla panchina della Juventus: tutte le dichiarazioni del giornalista

Alfredo Pedullà, noto giornalista, ha parlato dell’impatto del neo tecnico della Juventus, Igor Tudor, sulla panchina della Vecchia Signora: le dichiarazioni sul mister dei bianconeri.

PEDULLA’ – «Il primo tempo della Juve è stato superbo, sontuoso. Bisogna dare i meriti a Tudor perché non saremmo onesti. Soffrire fa bene quando finalmente si gioca a pallone. Si vede che c’è una voglia diversa, l’intensità e la verticalità. Ha già fatto molto in poche settimane, è entrato nella testa dei giocatori. Si gioca a pallone e si può soffrire».

D’Aversa: «La prestazione ci deve far ben sperare per domenica. La squadra ha giocato con coraggio»

Le parole di Roberto D’Aversa, tecnico dell’Empoli dopo la sconfitta in Serie A contro il Napoli. Le dichiarazioni

Roberto D’Aversa, allenatore dell’Empoli, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il dopo la sconfitta in Serie A contro il Napoli. Di seguito le sue parole.

PARTITA – «Siamo arrivati qui incerottati. La squadra ha giocato con coraggio ma il rammarico è sulle tante situazioni create di non aver fatto gol. Perché il gol è molto importante sia a livello individuale, ma anche a livello della squadra. Le situazioni le abbiamo create, ma non siamo stati bravi a sfruttarle. È chiaro che più alla lunga la differenza di qualità si è vista. Sotto l’aspetto dell’impegno e della volontà di rimettere in difficoltà il Napoli, i ragazzi hanno fatto quello che gli ho chiesto. È una partita che ci serve per quella di domenica, dove giocheremo uno scontro diretto e dovremo farvi tutto per cercare di fare un risultato pieno, senza commettere degli errori».

CREATO TANTO – «Chiaramente abbiamo giocato contro una squadra che sta lottando per lo scudetto, quindi noi dobbiamo ragionare su dove potevamo fare meglio. Questa partita la prestazione ci deve far ben sperare per domenica, ma non pensare che l’impegno di domenica sia più semplice di quello di questa sera, e essere un po’ più determinati nel concretizzare le occasioni che creiamo, non solo oggi, ma anche nelle altre partite».

FUTURO – «Nonostante un lungo periodo di non vittoria e tutto quello che ci è successo sotto l’aspetto degli infortuni, siamo ancora lì con il destino nelle nostre mani, quindi ragionare in ogni singola partita e cercare di fare il massimo. L’unica cosa che dobbiamo fare è non pensare all’obiettivo finale, quindi ragionare esclusivamente sulla partita di Venezia, recuperare energie, perché comunque abbiamo giocato di lunedì sera e avremo qualche ora in meno per preparare la partita. L’unica cosa che dobbiamo fare è recuperare energie e poi preparare questa partita al meglio, affinché ritorniamo a fare quel risultato pieno».

Conte: «Napoli oggi squadra diversa. Scudetto? Siamo lì a tre punti. Qualcuno dovrebbe anche ringraziare il Napoli per questo motivo»

Le parole di Antonio Conte, tecnico del Napoli, dopo la vittoria ottenuta in Serie A contro l’Empoli. Le dichiarazioni

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il dopo la vittoria ottenuta in Serie A contro l’Empoli. Di seguito le sue parole.

PAROLE – «Io penso che la squadra sia cresciuta tantissimo. Ho rivisto la partita che avevamo fatto a Empoli e la squadra è una lontana parente rispetto a quella. Siamo migliorati in tutto. Lì abbiamo vinto anche non giocando benissimo. Io vedo oggi il Napoli ed è una squadra completamente diversa. Scudetto? Siamo lì a tre punti dall’Inter e stiamo facendo qualcosa di impensabile. Il nostro obiettivo iniziale era dare fastidio e lo stiamo facendo. Qualcuno dovrebbe anche ringraziare il Napoli per tenere ancora vivo questo campionato».

Napoli Empoli: le tre cose che non hai notato del match di Serie A

Ecco le tre curiosità sulla sfida delle ore 20:45, Napoli Empoli: partita valida per la trentaduesima giornata di Serie A 2024-2025.

Napoli-Empoli si è chiusa con un netto 3-0 che permette a Conte di tornare a 3 punti dall’Inter. Ecco tre episodi minori, tutti avvenuti nella prima frazione di gioco, che sono riusciti a contenere qualche elemento interessante, valido per tutto il match.

  1. Ci vuole testa. La più grande opportunità dei toscani nel primo tempo avviene dopo che gli azzurri sono già passati in vantaggio. Nasce con una modalità old style: rinvio lungo di Vasquez, di quelli che non si usano quasi più e ai quali, invece, D’Aversa ricorre con una certa abitudine. Colpo di testa all’indietro di Gyasi, uomo più avanzato, ed Esposito prova un tiro mostruoso al volo, che solo l’attenzione e il piazzamento di Meret gli impedisce di far diventare il gol copertina della giornata (e anche qualcosa di più). Sul corner successivo il portiere del Napoli blocca con tutta tranquillità la stanca parabola disegnata, afferra la sfera e prova ad emulare il collega lanciando lungo: ed è clamoroso che Gyasi sia stavolta l’ultimo uomo, attento a impedire che Neres approfitti dell’opportunità. Peraltro, era stato lui, dopo appena 15 secondi, a generare un certo panico tra i padroni di casa. Come? E come, se non con un colpo di testa?
  2. Il corridoio. La rete che sblocca la partita nasce dalla destra, grazie a Lukaku che protegge con tutta la maestria necessaria il pallone e trova McTominay che si trova un’autostrada davanti. A 3 minuti dall’intervallo è interessante vedere come la buona e continua pressione dell’Empoli si eserciti sulla destra del Napoli, per cercare di impedire un’uscita tranquilla. Mazzocchi, Gilmour, Rrhamani e Politano si impegnano in una fitta trama di passaggi nello stretto fino a trovare il modo di andarsene via da quello spazio angusto. E mentre Politano percorre il corridoio palla al piede, si trova sulla direzione Lukaku indicargli la direzione mettendoci il corpo, quasi non possa proprio farne a meno.
  3. Ovunque. Lo si dice spesso dei centrocampisti. Ma quando si vede Esposito retrocedere sulla linea di metà campo prendere palla, sterzare bruscamente e costringere Olivera a un fallo per impedire che se ne vada via con una corsa in diagonale, è giusto pensare che esistono anche attaccanti con questa voglia di non stare fermi. E non solo per stato di necessità (l’Empoli ne ha bisogno, e tanto). Ogni riferimento ai centravanti che non lo fanno non è per nulla casuale (metteteci voi il nome).

Pagelle Napoli Empoli, i Top e i Flop del match di Serie A

I top e i flop del match valido per la 32ª giornata del campionato di Serie A 2024/25: Pagelle Napoli Empoli

I TOP e i FLOP del match valido per la 32ª giornata del campionato di Serie A 2024/2025: pagelle Napoli Empoli.

Un 3-0 che non ammette repliche, anche se l’Empoli non ha sfigurato al Maradona. Troppa però la differenza di valori e troppe le motivazioni del Napoli, che vuole tenere a tiro l’Inter e la possibilità di aggancio prima o poi. Per i toscani, sarà decisivo lo scontro diretto della prossima settimana con il Venezia. Ecco migliori e peggiori dei 90 minuti.

I TOP

Ovviamente non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i due marcatori della sfida, Scegliamo McTominay come migliore del Napoli e della partita per il merito di avere sbloccato l’incontro con una cavalcata che la dice lunga su quanto il suo calcio sia verticale. Un fattore decisivo per le strategie di Conte, al pari dell’inserimento con colpo di testa su assist di Lukaku, l’altro grande protagonista. Per il centrocampista siamo già a 8 gol in campionato, una quota che lo scozzese non aveva mai raggiunto in carriera. Capite perché anche pochi giorni fa si è detto felicissimo della sua avventura napoletana? Non sembri un paradosso, ma nell’Empoli salviamo Marianucci, lodato anche da Ciro Ferrara in telecronaca, uno che il mestiere di centrale lo ha fatto a livelli altissimi. Per letture e corpo a corpo non ha sfigurato, tenendo conto chi ha avuto da controllare

I FLOP

Non ci sono insufficienze tra i vincitori, tutti applicati come si deve secondo i desideri del loro tecnico. Forse non eccelle in splendore Gilmour, che fa un po’ il Lobotka per movimento e scarichi orizzontali, si smarca tanto e non molla un centimetro, ma non ha picchi da sottolineare. Se poi domani sulle pagelle dei quotidiani ci saranno valutazioni molto positive non ci sarà da stupirsi per il discorso fatto in premessa. Nell’Empoli discretamente male Goglichidze, che non ha un Neres continuo da controllare e neanche troppo servito: soffre però oltre misura le volte che lo punta e anche per questo si prende un’ammonizione, peraltro a giochi ampiamente decisi.

Moviola Napoli Empoli, l’episodio chiave del match

Moviola Napoli Empoli, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 32ª giornata del campionato di Serie A 2024/25

L’episodio chiave della moviola del match Napoli Empoli, valido per la 32ª giornata della Serie A 2024/25. Dirige la sfida l’arbitro Michael Fabbri di Ravenna.


L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Dopo appena 15 secondi c’è già un episodio: un colpo di testa di vkiene ribattuto fa Juan Jesus con la coscia, i giocatori dell’Empoli chiedevano il mani per la postura del brasiliano che li trae in inganno. Anche su un altro tiro di Cacace c’è una protesta, ma Mazzocchi colpisce in parte il pallone sul braccio (peraltro attaccato al corpo) e solo in seguito a un rimpallo. Poco prima dell’intervallo step on foot di Lukaku su Marianucci e conseguente primo cartellino del match. Il primo tempo si chiude con 11 falli complessivi, un numero normale.

SECONDO TEMPO

Check nella ripresa su un tocco di mano di Juan Jesus, considerato casuale visto che il pallone è molto ravvicinato. Fabbri perdona Grassi per un’evidente trattenuta di Grassi su McTominay, sul 3-0 l’arbitro chiude un occhio. A 3 minuti dal termine primo cartellino anche per l’Empoli: lo riceve Goglichidze che sgambetta Neres.

Arsenal, brutte notizie per Arteta: infortunio per Jorginho! Non ci sarà contro il Real Madrid in Champions League

Arsenal, che tegola per Arteta: si ferma Jorginho! Assente contro il Real Madrid in Champions League ma si monitora un altro giocatore

Jorginho, centrocampista dell’Arsenal, salterà il confronto contro il Real Madrid a causa di un infortunio alle costole riportato durante il pareggio con il Brentford in Premier League. La squadra di Arteta, che ha concluso la partita in dieci uomini per mancanza di cambi, monitora anche le condizioni di Thomas Partey, per la sfida al Santiago Bernabeu.

Nonostante ciò, la BBC riporta che il centrocampista potrebbe essere incluso tra i convocati per la sfida contro i blancos, anche se le sue condizioni rimangono incerte.

Napoli Empoli 3-0: finisce qui! Decidono il gol di Lukaku e la doppietta di McTominay. Conte resta a meno tre dall’Inter di Inzaghi

Allo Stadio Maradona il match valido per la 32ª giornata di Serie A tra Napoli Empoli: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Napoli Empoli, valevole per la 32ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2024/2025.


SEGUI LA DIRETTA

FINE PARTITA!

76′ Che occasione per Romelu Lukaku! Controlla bene il passaggio in area e tira subito una rasoiata che però esce di un soffio sulla sinistra.

61′ TRIS DEL NAPOLI! Romelu Lukaku mette un cioccolatino sulla testa di Scott McTominay che da due passi non sbaglia e mette il pallone nel sette di destra.

59′ Liam Henderson riceve un passaggio preciso sul limite dell’area e lascia partire un buon tiro. Sfortunatamente per lui il tiro esce sulla destra.

56′ GOL DEL NAPOLI! Romelu Lukaku riceve palla in area e con grande reattività spara un missile in rete sulla sinistra.

54′ Mathias Olivera salta su un traversone nell’area piccola e colpisce di testa la palla che finisce per un pelo fuori sul palo destro.

INIZIA IL SECONDO TEMPO

40′ Sebastiano Esposito ci prova dalla distanza dopo aver ricevuto palla. Il tiro era ben indirizzato sulla sinistra ma Meret ha la visuale libera e para senza problemi.

27′ Neres per poco non segna su questo cross arrivato in area. Dopo un bel controllo ha calciato sotto la traversa. Vasquez si è dovuto superare per tenere la palla fuori dalla porta.

21′ Politano è servito da un preciso passaggio sul limite dell’area e lascia immediatamente partire una cannonata vicino al palo sinistro. Il suo tentativo è stato sventato dal portiere.

18′ Goal del Napoli! Romelu Lukaku imbecca Scott McTominay sul limite dell’area che segna calciando il pallone all’angolino basso di sinistra.

INIZIA IL MATCH!

Infortunio Juan Jesus, brutte notizie per il Napoli! Il brasiliano chiede la sostituzione a Conte: ecco che cosa ha detto

Infortunio Juan Jesus, brutte notizie in casa Napoli! Il brasiliano chiede il cambio a Conte: ecco che cosa ha detto il difensore

Juan Jesus, difensore del Napoli, ha subito un infortunio durante la partita contro l’Empoli, chiedendo il cambio a causa di uno strappo muscolare. Dal suo labiale si è chiaramente intuito: “Mister, mi sono strappato”. Il brasiliano, titolare in assenza di Buongiorno, ha lasciato il campo nei minuti finali, sostituito da Rafa Marin.

L’infortunio pone ulteriori sfide per la squadra del tecnico ex Juve Antonio Conte, già alle prese con difficoltà difensive, in attesa di accertamenti per stabilire i tempi di recupero.

Sampdoria, torna in campo Tutino! Come può giocare nel nuovo modulo di Evani? La situazione e le ultime

Sampdoria, torna in campo Tutino! Come giocherà nel nuovo modulo del tecnico Evani? Le ultime in casa blucerchiata

Gennaro Tutino si prepara a tornare in campo con la maglia della Sampdoria, un rientro atteso dopo il brutto infortunio al malleolo mediale subito durante la sconfitta per 1-2 al Ferraris contro il Cesena. Considerato uno dei pezzi pregiati del mercato di Serie B orchestrato da Accardi, il suo ritorno rappresenta una pedina fondamentale per i blucerchiati.

Nel nuovo sistema di gioco 4-3-3 ideato da Evani e Lombardo, Tutino dovrebbe occupare il ruolo di punta centrale, una posizione che gli consentirebbe di avvicinarsi maggiormente alla porta, proprio come faceva ai tempi del Cosenza. Ai suoi lati, nel tridente offensivo, si prevede la presenza di Niang e Sibilli, per un attacco dinamico che potrebbe fare la differenza.

Provedel Lazio, è finita? Il portiere superato nelle gerarchie, può salutare i biancocelesti a fine stagione! Le ultime

Provedel Lazio, è addio? Il portiere superato nelle gerarchie, può salutare i biancocelesti al termine della stagione! Le ultimissime in casa biancoceleste

Provedel, dopo essere stato protagonista con la Lazio e aver gestito una trattativa complessa per unirsi al club, sta vivendo un momento difficile. Con l’arrivo del portiere greco Mandas, che ha preso il posto da titolare mostrando prestazioni in crescita, il futuro di Provedel sembra incerto.

Nonostante un contratto valido fino al 2027, come riporta anche TMW, si ipotizza una sua cessione nella prossima finestra di calciomercato. Un destino che potrebbe apparire ingiusto per un portiere che tanto ha dato, ma che ora si trova superato dall’ascesa del suo giovane successore.

Suazo non ha dubbi: «Cagliari? Ho vissuto gli anni più belli della mia vita! Piccoli? Sono contento per lui. Sull’Inter…»

L’ex attaccante del Cagliari, David Suazo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul successo della Primavera, la squadra di Davide Nicola e non solo

David Suazo è una figura leggendaria nella storia del Cagliari, avendo segnato ben 102 reti in 275 partite totali con il club sardo. Recentemente, il giocatore honduregno è stato ospite della trasmissione Videolina Sport, dove ha commentato le vicende attuali del Cagliari e ha ricordato i momenti più significativi della sua carriera in Sardegna. Durante l’intervista, l’ex attaccante di Cagliari e Inter ha affrontato diversi argomenti, tra cui la vittoria della Primavera nella Coppa Italia e la situazione della squadra allenata da Davide Nicola, offrendo interessanti riflessioni:

INTER-CAGLIARI – «Sono quelle partite che non vuoi mai vedere perché comunque vada fine ti senti un po’ male (è un doppio ex n.d.r.). Penso che la partita di San Siro abbia rispecchiato l’andazzo per campionato perché l’Inter è la squadra più forte del campionato. Il Cagliari ha fatto quello che poteva ed io sono contento per Piccoli, è una ragazzo che nonostante l’età e gli schiaffi che ha preso si sta ritagliando un bello spazio nel Cagliari. Deve ringraziare mister Nicola che lo sta mettendo nelle condizioni di esprimersi bene».

LOTTA SALVEZZA – «Le altre squadre non stanno vincendo e questa è una situazione che va a vantaggio del Cagliari. Questo vuol dire che i risultati che hai fatto prima ti hanno fatto prendere un vantaggio sulle altre, ormai sono 4/5 giornate che anche senza vincere il vantaggio sulla terzultima rimane di 4/6 punti. Ciò non deve farti stare tranquillo, non bisogna abbassare mai la guardia, anche io l’ho vissuto in passato. Siamo in una situazione nella quale non si deve pensare ma bisogna solo andare avanti per la propria strada».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI SUAZO SU CAGLIARINEWS24

Ancelotti sicuro: «Milan e Real Madrid le società che hanno un occhio speciale alla Champions. Sulle due finali col Liverpool…»

Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid e storica leggenda del Milan, ha ripercorso la sua carriera con i rossoneri: le parole

L’allenatore del Real Madrid, Carlo Ancelotti, è stato ospite de LARMANDILLO di Armando Ceroni su RSI. Le parole del tecnico dei blancos che ha così ripercorso tutta la propria carriera nel Milan e non solo.

PROVINO CON L’INTER QUANDO GIOCAVA NEL PARMA – «Non mi presero perché si è detto che il presidente del Parma, Ernesto Ceresini, avesse alzato il prezzo dopo la partita. Ho un bellissimo ricordo perché per la prima volta gioco con i miei idoli: da Bordon, Canuti, Bini, Altobelli… Anche se il mio vero idolo da ragazzino era Sandro Mazzola».

FINALE DI MANCHESTER CON LA JUVE – «Nella finale del 2003 ho mandato al tiro tre difensori che erano Serginho, Kaladze e Nesta perché non trovavo altri. Vero anche che avevo tolto Pirlo e Rui Costa ma non è stato semplice trovare cinque tiratori. Cosa che ho trovato nel 2005 (contro il Liverpool a Istanbul, ndr), tutti bravi, solo che c’era Dudek che, con le regole di oggi, si sarebbero tirati di nuovo tutti i rigori».

FINALE DI ISTANBUL – «Ho fatto i complimenti ai giocatori per quello che avevano fatto, ribadisco il concetto che gli inglesi non mollano mai e che sarebbe stato importante fare bene l’inizio della seconda parte. Poi è successo quello che è successo. Noi il secondo tempo lo iniziamo bene, ha avuto una palla Shevchenko e si poteva andare 4-0: poi ci sono stati sei minuti di follia. Poi però abbiamo ricominciato e abbiamo fatto bene. Tra tutte le finali giocate dalle mie squadre, quella a livello tecnico è la finale migliore».

SEMIFINALE DEL 2007 CONTRO IL MANCHESTER PERSA ALL’ANDATA – «Anche lì, il gol finale dello United cambia un po’ la preparazione psicologica del ritorno perché eravamo costretti a vincere e il Manchester era consapevole che aveva un piccolo vantaggio. Non ho preso la sconfitta come una cosa troppo negativa».

CLIMA PARTICOLARE AL MILAN RISPETTO ALLA CHAMPIONS – «Credo che Milan e Real Madrid siano le società che hanno un occhio speciale alla Champions League perché tutti e due i club hanno costruito la loro storia su questa competizione. L’ambiente speciale che si respira in queste squadre per la Champions è diverso da altri contesti».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI ANCELOTTI SU MILANNEWS24

Morata non ci sta e risponde: «Tutte le informazioni uscite sono false. Voglio bene a Fagioli e spero possa rimediare a tutti i suoi errori»

Alvaro Morata non ci sta: respinte al mittente le accuse di coinvolgimento nel filone del calcio scommesse: le sue dichiarazioni su Fagioli

Alvaro Morata, ex attaccante della Juve e del Milan, non ci sta e risponde alle accuse di coinvolgimento nel filone del calcio scommesse. L’attaccante ha smentito il tutto così:

MORATA – «Ho visto le informazioni che stanno uscendo su di me e ci tengo a chiarire che l’unica cosa in cui ho aiutato Fagioli in questi anni è dandogli consigli sulla sua carriera, come amico e persona con più esperienza di lui. Non ho mai saputo niente della sua situazione. Voglio molto bene a Nicolò e spero possa rimediare presto a tutti i suoi errori, però io non ho niente a che vedere con la sua situazione e prego di non diffondere notizie false o bugie. Ripeto: smentisco tutte le informazioni che sono uscite perché sono FALSE. Grazie».

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