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Paredes contro la Juventus

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Leandro Paredes è l’obiettivo della Juventus per il centrocampo: già nelle sfide contro i bianconeri le qualità dell’argentino erano emerse chiaramente

Leandro Paredes alla Juventus, lo vuole assolutamente Allegri, ancor più dopo gli imbarazzi registici registrati a Genova. No, cambio di prospettiva, l’infortunio di Wijnaldum porta Mourinho a puntare sull’argentino, che la Roma l’ha già frequentata collezionando 54 presenze, è stata la sua scuola prima di fare un Erasmus calcistico a San Pietroburgo e prendere la laurea a Parigi.

Se nella Capitale Paredes è una suggestione dell’ultima ora, a Torino sponda bianconera il centrocampista del Psg è un obiettivo di cui si è parlato a lungo e non solo in questa stagione. Quando lo hanno visto dal vivo, che idea si sono fatti i tifosi bianconeri di lui (sempre ammesso che gli abbiano prestato un’occhiata attenta)?

Ripercorriamo i 4 incroci tra Paredes e la Juventus. Il primo è lo Juventus-Roma d’andata del 2014-15, polemiche a non finire, rigori da una parte e dall’altra e poi Bonucci che risolve con una botta al volo per il definitivo 3-2. La rete decisiva capita nel finale, proprio poco dopo la scelta di Garcia di buttare in campo il giovane – all’epoca Leandro ha 20 anni – al posto di Miralem Pjanic e chi volesse vedere una successione ideale in bianconero ha bella e pronta la scena per descrivere il tutto. Da segnalare che in soli 10 minuti di gara Paredes tocca 8 palloni, proiettato in scala sull’intera partita sono numeri da giocatore di personalità.

Andiamo a scoprire se l’indizio si mantiene al secondo appuntamento. L’anno dopo l’argentino gioca nell’Empoli e al Castellani si presenta una Juve che è appena ripartita con la vittoria nel derby firmata Cuadrado dopo 10 giornate da incubo. Anche in Toscana i bianconeri non appaiono perfettamente guariti, vanno sotto e poi ribaltano chiudendo su un 3-1 a proprio favore. Paredes resta in campo 66 minuti, prova una conclusione da fuori area che termina altissima e gioca mezzala sinistra nel 4-3-1-2 disegnato da Giampaolo. Stavolta di palloni ne tocca 40 ed emergono due caratteristiche: si fa valere nel recupero palla (di fronte ha Khedira) e quando tenta il dribbling gli riesce. Il ragazzo sta crescendo, per così dire.

Al ritorno allo Stadium – 1-0, gol di Mandzukic -, prende un cartellino giallo per un intervento su un suo ipotetico compagno di squadra: Paul Pogba. La novità è che stavolta è lui a dirigere il gioco, ai fianchi nel centrocampo a 3 ci sono Buchel e Zielinski. Ed il test è perciò significativo, il più “attuale” per Allegri: 90 palloni giocati – più di ogni altro componente dell’Empoli -, 70 dei quali sono passaggi riusciti. Paredes è anche l’uomo che più effettua giocate smarcanti. Ed altro elemento importante: subisce 3 falli, segno che qualche problema alla Juve riesce a crearlo.

L’anno successivo, a fine campionato, Paredes è nuovamente in giallorosso e la Roma sconfigge 3-1 la Juve di Allegri, nella settimana che precede la conquista del suo terzo scudetto consecutivo con il mister. Adesso l’argentino ha Spalletti che lo guida e lo inserisce in un altro modulo ancora, a far coppia con De Rossi davanti alla difesa nel 4-2-3-1 (che secondo molti sarebbe l’orizzonte ideale della Juventus di Allegri 2022-23). E tra i tanti numeri in gara, quello che più interessa è che anche in questa veste (in una squadra dove la dimensione tecnica è elevata) sia lui a gestire il maggior numero dei palloni, ben 80.

Insomma, non manca di certo il materiale per considerare Leandro Paredes un elemento intrigante per la Juve, almeno a giudicare da quando l’ha affrontata da avversario.

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