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Editoriale

Raiola e gli agenti faccia di bronzo: padroni del mercato e piagnistei da vittime

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La guerra tra procuratori e FIFA prosegue senza sosta: da Raiola una nuova bordata e un capolavoro di vittimismo

Mino Raiola è ineluttabilmente considerato tra gli agenti più capaci e competenti del panorama internazionale. E senza timore di smentita tra i più influenti, cioè in quella ristretta cerchia in grado di indirizzare pesantemente il calciomercato.

La battaglia in questione resta quella con la FIFA che per bocca di Infantino disse nei mesi scorsi: «Nell’anno precedente al Covid, sono stati spesi 7 miliardi di dollari per i trasferimenti. Di questi, 700 milioni sono andati in commissioni agli agenti e 70 ai club che hanno formato i calciatori». Un modo come un altro per sottolineare una sperequazione intollerabile.

E così il buon Mino non ha perso occasione per un nuovo piagnisteo e per accuse pesanti contro la FIFA: «Infantino dice che bisogna regolamentare il rapporto con gli agenti, ma non sta facendo niente. Le regole della FIFA sono vergognose, con loro non c’è alcun dialogo. Vogliamo un sistema nuovo, siamo l’unico Paese insieme alla Francia che ha regolato la professione tramite una legge dello Stato. La FIFA dice solo stronzate su di noi, non gli ho mai sentito dire qualcosa di intelligente. Per farne parte devi essere ignorante di natura. Voglio lasciare al calcio un modello nuovo dove partecipiamo noi per crearlo».

Un assoluto capolavoro di vittimismo in un momento storico nel quale i procuratori sono spesso e volentieri padroni del mercato e, talvolta, padroni di fatto anche di qualche club. E di certo la “colpa” è collettiva, ovvero di un sistema che ha permesso questa devastante deriva.

Basti pensare ai 138 milioni di Euro versati ai procuratori dalla Serie A nel 2020 per acquisti, cessioni e rinnovi, per quanto in calo rispetto ai quasi 190 versati nel 2019. Cui si aggiungono i quasi 12 milioni complessivi corrisposti dai giocatori ai loro agenti. Si va dai quasi 21 milioni devoluti dalla Juventus agli ottocento mila Euro dello Spezia. In mezzo, spiccano i 19 della Roma, i 12 del Napoli, i quasi 10 della Fiorentina che ha speso più dell’Inter, comunque attestata sui 9. Insomma, i procuratori sono i veri top player di ogni squadra.

Ma qualcosa sta cambiando, deve cambiare. Il Milan ha accettato di perdere giocatori importanti a zero e altri magari ne perderà, Commisso ha strappato con Jorge Mendes in estate dopo il caos delle situazioni legate a Sergio Oliveira e Ringhio Gattuso. E pensare che, secondo il Daily Mail, proprio Raiola avrebbe chiesto circa 40 milioni di Euro di commissioni per portare Haaland al Chelsea, che poi ha virato su Lukaku non certo andando al risparmio.

Evidentemente delle regole più logiche ed eque vanno strutturate. Procuratori bravi, bravissimi e non ci sono dubbi. Ma vittime di un sistema che li arricchisce spesso come e più dei calciatori, per favore, proprio no.