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Romero re dell’anticipo: ecco perché è tra i migliori difensori in Serie A – ANALISI TATTICA

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Le prestazioni di Romero nella prima metà di stagione in Serie A sono state esaltanti: il difensore dell’Atalanta eccelle per recuperi, intercetti e anticipi

Se dovessimo fare la Top XI questo girone d’andata, sarebbe quasi impossibile non schierare Romero. Per quanto già al Genoa si intuisse che avesse le doti per fare bene nel peculiare sistema tattico di Gasperini, in pochi si aspettavano un simile rendimento.

Come sappiamo, l’Atalanta è una squadra che applica un sistema di pressing fortemente orientato sull’uomo, con duelli individuali a tutto campo. I difensori non devono essere attendisti, ma abituarsi a inseguire l’avversario anche in parti del campo molto lontane dalla propria zona di competenza.

In questo contesto, dove c’è meno da preoccuparsi della copertura degli spazi e di mantenere le linee ordinate, Romero può esaltare il suo stradominio fisico. Ingaggia continui duelli con l’attaccante rivale, che spesso viene sovrastato dal sudamericano. L’ultimo esempio è stato Ibrahimovic nel match di San Siro, ma anche Morata – qualche settimana fa – ha ripetutamente sofferto l’aggressività dell’ex Genoa. Romero non fa letteralmente respirare l’avversario, gli è sempre addosso accorciando con i tempi giusti. Per l’attaccante, è complicato sia ricevere che poi girarsi.

Il sistema di pressing visto all’Amsterdam Arena, con Romero che ha sovrastato Tadic.

Non a caso, l’argentino si distingue in ogni gara per una mole immensa di palloni recuperati. I dati lo confermano: con 4.3 intercetti ogni 90′, l’ex Genoa è per distacco il giocatore della Serie A che effettua più anticipi. Il secondo, Acerbi, ne compie uno in meno per 90′. Per quanto riguarda i difensori centrali (escludendo i terzini), Romero è invece il quarto giocatore in Serie A per tackle vinti (2.6 per 90′ su 3.5 tentati). Statistiche che lo rendono un sublime recuperatore di palla.

I suoi continui interventi difensivi non consentono semplicemente di tenere l’avversario lontano dalla porta di Gollini. Considerando che recupera il possesso in zone molto alte del campo, gli interventi di Romero consentono anche di avviare ripartenze  corte potenzialmente pericolosissime, che prendono in controtempo gli avversari.

Ciò si è visto chiaramente nel gol di Zapata a San Siro: anche nel finale di gara, la marcatura dell’argentino è asfissiante. Recupera bene palla su un Rebic spalle alla porta (quasi nella metà campo rivale) e genera la ripartenza che porta al gol del brasiliano. E’ stato proprio l’ex Genoa a confezionare l’assist, visto che si è sganciato in avanti una volta avviata la transizione. Ciò non è un qualcosa di insolito, visto che nel calcio di Gasperini capita spesso che uno dei difensori vada ad occupare l’area/trequarti rivale. Di conseguenza, capita spesso di vedere Romero in posizioni molto avanzate, quasi da attaccante.

L’azione del terzo gol. Anche al 76′, Romero ha l’energia per anticipare Rebic.

Oggi l’argentino è tra i migliori difensori del campionato, inserito alla perfezione nel sistema tattico della Dea. Le sue qualità come marcatore rendono Romero imprescindibile per Gasperini.

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