Connettiti con noi

Calcio italiano

Serie A, Casini: «Diritti tv all’estero un’opportunità. Fondi? Nessuna preclusione»

Pubblicato

su

Casini

Il presidente della Lega Serie A Casini ha parlato di vizi e virtù del nostro campionato

Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport provando a spiegare come vuole migliorare il nostro campionato.

100 GIORNI DA PRESIDENTE – «L’impressione è positiva perché parliamo di un settore con straordinarie risorse e opportunità non solo economiche, ma anche culturali e sociali. La Lega di A riflette tutte le virtù e i vizi del Paese. E questo la rende interessante». 

VIZI«A volte pur di arrivare al risultato si cercano scorciatoie… E una somma di egoismi non porta sempre al risultato che immaginava l’economista Adam Smith. Resto convinto che lavorando insieme si possano ottenere esiti più favorevoli di una somma di successi individuali». 

INDICE LIQUIDITA«La Figc voleva introdurre criteri più rigorosi per assicurare la sostenibilità finanziaria. E su questo siamo d’accordo. Quel che non ha funzionato sono tempistica e modi con cui sono state introdotte misure con effetti retroattivi. La A non ha avuto l’ascolto che meritava, la Lega lo ha rappresentato più volte e alla fine siamo stati costretti a difenderci con un ricorso che è stato parzialmente accolto dal massimo organo di giustizia sportiva, il Collegio di garanzia del Coni a Sezioni unite. La questione poteva finire così, ma la Figc invece di convocare subito un consiglio federale, non ha accettato la pronuncia della giustizia sportiva e della sua Cassazione, il che mi preoccupa molto perché è un grave precedente per l’intero sistema. Ha inspiegabilmente fatto ricorso al Tar contro un dispositivo, senza neanche attendere la decisione e le motivazioni del Collegio; e ha perfino chiesto la sospensione del dispositivo in via cautelare, quando non esiste alcun pericolo per il campionato di A e per le squadre. Io spero solo ci si metta a lavorare insieme il prima possibile per le vere riforme che servono al calcio italiano». 

RAPPORTO CON GRAVINA«A livello personale con Gravina molto buono. Nei rapporti tra le istituzioni, il caso dell’indice di liquidità e altre vicende hanno però mostrato alcune inefficienze del sistema di governo federale, per come è disegnato oggi». 

AUMENTARE I RICAVI«Le risorse possono aumentare sia incrementando i ricavi, sia riducendo i costi. Nel primo caso, la commercializzazione dei diritti audiovisivi all’estero va liberata da limiti legislativi che riducono le opportunità. Per esempio, vi è un termine massimo di 3 anni, mentre in altri Paesi si arriva anche a 8-9. È un tema che il Parlamento e il Governo, con la sottosegretaria Vezzali, che ringrazio, hanno ben compreso. Poi gli investimenti sulle nuove tecnologie, come fan token e Nft quale ulteriore fonte di reddito, anche se più volatile e incerto, come ha osservato anche Bill Gates. Ci sono gli introiti dal betting, da cui il calcio non ricava nulla pur essendone l’oggetto. E infine c’è il tema di lungo periodo dei ricavi da investimenti su infrastrutture e stadi». 

RIDURRE I COSTI«Si può partire dalle commissioni a mediatori e procuratori, un caso non solo italiano e su cui la Fifa interverrà in autunno con un nuovo regolamento. Poi serve rivedere la normativa fiscale: un tema è la mancata deducibilità dell’Irap, perché i contratti dei calciatori sono per forza a tempo determinato». 

TETTO SALARIALE«Non può essere risolto da un singolo Paese. Va trattato a livello almeno europeo perché pone seri problemi di competitività. Diverso è un tetto di spesa complessiva di un club, in percentuale come ha già introdotto la Uefa, ma non sul singolo giocatore». 

FONDI «Prima vanno definiti progetto e modello di business che la Lega vuol perseguire, poi ci può rivolgere ai Fondi, se lo si ritiene utile. Nessuna preclusione, ma un Fondo non è di per sé una soluzione, è uno strumento». 

NUOVI STADI«Per gli stadi il primo problema sono procedure e tempi, con amministrazioni spesso in difficoltà. Un rimedio su cui la sottosegretaria Vezzali sta lavorando, e che condivido, è avere una cabina di regia del governo con tutte le amministrazioni interessate, la Figc, le Leghe, l’Istituto credito sportivo, per esaminare i dossier e cercare di sciogliere tutti i nodi che rallentano le procedure». 

MULTIPROPRIETA«Be’, ovviamente tra squadre della Serie A non sarebbe possibile….Tra leghe diverse è un modello che esiste anche in altri Paesi e credo sia giusto avere una normativa uniforme». 

PESO ASSENZA MONDIALE«Tanto, anche perché è la seconda volta consecutiva. L’impatto più negativo è sui più giovani, che tra l’ultimo Mondiale con l’Italia in campo e il prossimo avranno visto passare almeno 12 anni. Bisogna investire su vivai, centri di formazione e allenamento, sviluppando regole che prevedano premi e incentivi per chi schiera giovani italiani». 

DECRETO CRESCITA«Mi pare un tipico fenomeno di “distrazione” dai problemi reali. I dati mostrano che ha avuto un impatto minimo sui giocatori italiani. A un certo punto sembrava diventato il male assoluto. La soluzione trovata poche settimane fa andrebbe corretta perché è distorsiva del mercato». 

POCHE SQUADRE DEL SUD«Spero che in A il Paese sia sempre più rappresentato. Dopo gli scudetti romani a cavallo del 2000, hanno vinto solo tre squadre del Nord. È un problema antico. Se oggi si facesse l’All-Star Game Nord vs Sud, modello Est vs Ovest basket NBA, saremmo in difficoltà». 

VAR«Il Var ha migliorato il gioco e andrebbe valutata l’introduzione del Challenge, che potrebbe sgombrare il campo da inutili sospetti». 

SPIEGARE DECISIONI A FINE PARTITA«Vedo pro e contro. Maggior trasparenza può innescare anche altre polemiche. La figura dell’arbitro-giudice, che parla poco, ha una sua fondatezza».