Tavecchio non si dimette? Gli scenari del Consiglio federale di oggi

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Oggi giornata decisiva per il futuro del calcio italiano: incontro in FIGC. Cosa farà Tavecchio? Ecco gli scenari futuri

La FIGC ha smentito Giovanni Malagò: Carlo Tavecchio non prenderà le dimissioni quest’oggi! Il presidente della FIGC non si presenterà da dimissionario al consiglio federale che andrà in scena a Roma e che potrebbe dare la svolta al nostro calcio. Secondo “Sky Sport” la volontà del presidente non è quella di dimettersi. Molto dipenderà dall’evolversi del Consiglio: se il numero uno del calcio italiano non avrà la fiducia delle componenti penserà alle dimissioni ma al momento non sembra esserci questa possibilità. Se Tavecchio dovesse rimettersi ci saranno nuove elezioni entro 90 giorni.

Il consiglio federale della FIGC è composto da 7 componenti, ognuna delle quali vanta propri delegati consiglieri in maniera proporzionale alla percentuale di rappresentatività. Il peso specifico maggiore è detenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti che pesa per il 34%. Poi l’Associazione dei calciatori con il 20% (il presidente Tommasi ha abbandonato la riunione di martedì scorso e ha chiesto le dimissioni del presidente della FIGC). Poi la Lega Pro che vale il 17% (anche Gravina è contro il presidente). La Lega di A pesa per il 12%, quella di B solo per il 5%. L’Associazione degli allenatori vale per il 10%, quella degli arbitri per il 2%.

Allo stato attuale delle cose Tavecchio avrebbe il 10% dell’Aiac e del 2% dell’Aia, mentre potrebbe fare i conti con il dietrofront del 34% della Lega Dilettanti. Se Sibilia dovesse uscire con una Lega Nazionale Dilettanti spaccata potrebbe votare contro il presidente della FIGC e potrebbe sfiduciarlo. Al momento, contro il presidente, oltre all’Aic anche la Lega Pro (37% dei voti) mentre restano in sospeso il 17% di A e B.