Verona, tra rivoluzioni e plusvalenze c’è una sola certezza: Juric

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© foto www.imagephotoagency.it

Il Verona ha stupito tutti dal suo ritorno in Serie A: Ivan Juric ha plasmato una squadra a sua immagine e somiglianza

Organizzazione difensiva, gioco corale e la grinta di un allenatore che ha stupito tutti. Potrebbero essere questi i capisaldi con cui decifrare il progetto Verona ma sarebbe una riduzione davvero banale. Setti e D’Amico hanno costruito una squadra destinata alla salvezza ma non con la tranquillità con la quale ha conseguito l’obiettivo al termine della stagione 2019/2020. Che il top player del Verona sia in panchina e risponda al nome di Ivan Juric è quantomeno lampante. Il tecnico si è scrollato di dosso l’etichetta di “allievo di Gasperini” mostrando il suo calcio e la sua idea di gioco.

Nella prima parte del 2020 Juric poteva contare ancora su Kumbulla, Rrahmani, Amrabat, Pazzini, Verre, Borini. Tutti calciatori che hanno salutato a fine stagione, tra plusvalenze e scelte di mercato. Juric ha chiuso la stagione 2019/2020 con uno spettacolare 9° posto con 49 punti, oltre ogni più rosea aspettativa. La campagna acquisti del Verona, per bocca dello stesso tecnico, è stata deficitaria: sono arrivati Kalinic, Favilli, Tameze, Barak e Benassi ma tre dei citati hanno avuto problemi fisici e il loro impiego è stato molto limitato. Nonostante le lamentele (giustificate) di Juric, il Verona si conferma squadra ostica e difficile da dominare come dimostrano il pareggio con la Juve a Torino e la vittoria per 1-2 contro la Lazio all’Olimpico.

La gara simbolo del 2020 resta forse quella del Bentegodi con la Juventus del febbraio 2020: vantaggio di Ronaldo raggiunto da Borini e poi rimontato da Pazzini su rigore. Il Verona nel 2020 ha totalizzato 50 punti in 36 partite, medie da Europa League, conseguiti con un gioco ed un’applicazione frutti di un lavoro certosino da parte di Juric. A lui va il voto più alto della stagione degli scaligeri ma se proprio si devono mettere dei giocatori in risalto allora non resta che evidenziare le prestazioni del portiere Marco Silvestri (chiamato in Nazionale da Mancini) e di Mattia Zaccagni, fantasista finito nel mirino delle big di Serie A. A centrocampo un Veloso solido e concreto come non mai. L’unica pecca riguarda forse la punta centrale, con Kalinic fermato da problemi fisici, che non fornisce garanzie alla squadra di Juric che potrebbe comunque fregiarsi di un 7,5 nel pagellone di fine anno.