2009
Brescia, Beretta: “Lasciamo stare chi non vuole venire”
Incassato il no di Blasi e il quasi no di Zanetti, il mercato del Brescia, alla voce entrate è sempre fermo a Lanzafame che, per ruolo, non era di sicuro in cima alla lista dei desideri di Beretta.
E anche altri hanno declinato l’invito. Beretta, non può essere una coincidenza o lo è?
Sono dell’idea che, se un giocatore tentenna, nicchia, chiede di aspettare, dipendesse da me, chiuderei subito qualsiasi trattativa. Un giocatore deve provare piacere all’idea di venire in una squadra che non è certamente l’ultima arrivata. Oggi il Brescia è in difficoltà ma, alle spalle, ha una tradizione. Una squadra e un club importante. Non condanno chi non se la sente. Ognuno ha le proprie esigenze, ma non si deve nemmeno aspettare a lungo. Se ci sta bene, altrimenti si guarda da altre parti. Chi viene, deve farlo con entusiasmo.
Solo Lanzafame, finora.
Nemmeno gli altri hanno fatto grandi operazioni. Se il mercato era difficile a giugno, figuriamoci a gennaio. Si vive solo di scambi e di prestiti. Un mercato all’insegna del baratto.
Corioni aveva garantito che l’eventuale cessione di Caracciolo sarebbe avvenuta entro il 10 gennaio. A meno di una settimana dalla chiusura del mercato, Caracciolo è sempre un giocatore del Brescia e il presidente, al pari di tutti gli altri, non lo considera incedibile.
Dove vuole arrivare?
Non esiste il pericolo che l’Airone venga ceduto sul filo di lana del mercato e il Brescia si trovi nella scomoda posizione di dover tesserare il primo attaccante che non rifiuta il trasferimento?
Ovvio che, se Caracciolo dovesse lasciarci, il sostituto dovrà essere all’altezza. Si parla di Moura: non lo conosco, ma ha numeri interessanti. L’ideale sarebbe puntare su chi conosce bene il campionato italiano, soprattutto trattandosi di un attaccante. Ma non è una regola. Tare conosceva nulla del campionato italiano e ha fatto bene.
Il sacrificio di Caracciolo garantirebbe di poter provvedere a molto più di qualche ritocco. Ma Corioni vorrà investire tutti i soldi ricavati per la cessione di Caracciolo sul mercato?
Non sono la persona giusta per rispondere. Corioni non è un novellino. Sa come si guida una società .
Sempre dell’idea che il Fort Apache di Palermo è stata una buona idea?
Non ho cambiato idea. A Palermo si è vista grande concentrazione e spirito di sacrificio, ma non siamo riusciti a proporci in attacco per l’abilità del Palermo e per qualche errore di troppo nei fraseggi e anche perchè non tutti erano al meglio. Ma il Palermo, nelle ultime partite in casa, ha viaggiato alla media di tre gol a incontro rifilati anche a squadre di livello superiore al Brescia I ragazzi hanno dato tutto. Da questo dobbiamo ripartire, rendendoci conto che non possiamo costruire la salvezza solo difendendoci.
Fonte | Bresciaoggi.it