Colombia, gufo-mascotte ucciso durante una partita di calcio - Calcio News 24
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2009

Colombia, gufo-mascotte ucciso durante una partita di calcio

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BOGOTA’ “? Rifila un vero e proprio calcio al gufo-mascotte della squadra avversaria e ora rischia anche un periodo di reclusione. Il protagonista del brutto episodio è Luis Moreno, difensore del club colombiano Deportivo Pereira, che durante la partita di campionato contro l’Atletico Junior ha scatenato una vera e propria bufera colpendo e uccidendo con un calcio il gufo finito sul terreno di gioco. L’episodio è stato ripreso da tutti i media colombiani e le autorità  ambientali hanno fatto sapere al calciatore panamense che nei prossimi giorni verrà  aperto un procedimento amministrativo nei suoi confronti con l’accusa di maltrattamento di animali. Il gufo intanto è morto nella clinica veterinaria dove era stato ricoverato subito dopo l’accaduto. Secondo le agenzie locali la causa della morte sarebbe da attribuirsi a una miopatia da cattura.

LA STORIA “? L’episodio è avvenuto nella città  di Barranquilla. Il rapace viveva sul tetto dello stadio Roberto Melendez ed era stato scelto come mascotte della squadra. Il gufo è caduto nel campo dopo essere stato colpito dal pallone, ed è rimasto stordito sul terreno di gioco. L’arbitro ha subito sospeso la partita e Moreno, lo ha allontanato dal campo con un calcio sulla testa. I tifosi locali hanno subito minacciato il giocatore, definendolo un vero e proprio “assassino”.

LE SCUSE “? Ieri, la polizia ha incontrato il giocatore e si attendono provvedimenti. Il maltrattamento di animali è punito in Colombia con sanzioni cha vanno da multe salatissime a 45 giorni di reclusione.
Moreno però si è subito scusato, anche perchè nelle ore successive sono arrivate molte minacce anche alla sua famiglia: “Il mio non voleva essere assolutamente un gesto violento. L’ho fatto solo per vedere se poteva volare, ma poi è successa una brutta cosa. Spero solo che la tifoseria del Barranquilla mi perdoni, ho molta paura per l’incolumità  della mia famiglia”.

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